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Giornalismo di qualità

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Siamo davvero più informati nell’era dell’information overload? Fake news, disintermediazione e costante flusso di notizie: come e se influiscono sull’autorevolezza della carta stampata. Come sta cambiando l’accessibilità alle notizie nell’epoca di questo sovraccarico informativo a cui siamo tutti sottoposti?”. Questi gli argomenti e le domande di un ciclo di incontri con personalità del mondo dell’editoria e dell’informazione in programma da novembre per festeggiare il decennale de La voce delle Marche. Bufale mediatiche, incitamento all’odio ed al rancore via web, sono queste solo alcune delle emergenze informative di un’epoca di grandi innovazioni nel modo di comunicare e informare. Emergenze accelerate anche dalle recenti notizie salite alla ribalta nazionale con la necessità lanciata dal Governo di varare una legge, non ancora approvata, contenente “Disposizioni per prevenire la manipolazione dell’informazione online, garantire la trasparenza del web e incentivare l’alfabetizzazione mediatica”. Tra l’altro all’interno del documento sarebbero previste sanzioni da 5mila euro per chi diffonde notizie “false, esagerate o tendenziose” sui social o sui siti “non espressamente di giornalismo online”. Senza contare un’ammenda di 10mila euro e fino a due anni di reclusione per chi si rende responsabile di “campagne di odio” su Internet. Una fase di transizione, quella che stiamo attraversando in cui i canali della comunicazione, fortemente contaminati dalla costante evoluzione della tecnologia applicata ai dispositivi multimediali, stanno profondamente cambiando il modo di rapportarci sia dentro che fuori la Rete. Soltanto il social network Facebook conta due miliardi di utenti attivi che quasi quotidianamente interagiscono e si informano grazie a questa, come altre piattaforme social. Le notizie corrono nella Rete ma troppe volte non teniamo contro della reale affidabilità delle fonti che producono informazione non potendone verificarne la reputazione. L’effetto finale di questa operazione è che tutto ciò che passa attraverso la rete viene considerato informazione attendibile.

In molti cadono nella trappola dell’immediatezza della notizia. La rincorsa alla news pubblicata nel minor tempo possibile anche da fonti non propriamente giornalistiche sembra stia producendo una grande disinformazione online capace di produrre gigantesche bufale mediatiche. Distinguere finzione da realtà, risulta sempre più difficile. Ridiscutere i tabù dell’anonimato, della trasparenza e della proprietà dei media online, del diritto di replica, di rettifica, del diritto all’oblio, della protezione della privacy e della rimozione dal web dei contenuti lesivi sono solo alcune delle priorità di cui si sta parlando. Allora come difendersi e difendere i lettori da tutto questo? Nel ciclo di incontri con personaggi di spicco del panorama dell’informazione si tenterà di rispondere attraverso i loro interventi. L’obiettivo è anche quello di riscoprire quale sia il ruolo dei settimanali diocesani e periodici come La Voce delle Marche per fare in modo che il giornalismo possa essere considerato sempre più affidabile nel contesto del cosiddetto bombardamento di informazioni a cui siamo tutti sottoposti quotidianamente da più parti. La ricetta contro la perdita di credibilità nella professione può essere trovata in una serie di aspetti che potrebbero dare maggiore sicurezza nelle testate tradizionali e in quelle che si occupano di informazione religiosa: etica, professionalità, lealtà e verifica delle notizie prima della loro diffusione. •

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