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“Voce” data alla Parola

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Cosa augurare a La Voce delle Marche per il suo decimo compleanno della nuova redazione? Ho ripensato al motivo per il quale mi sono appassionato, quando ero parroco di Morrovalle, a divulgare l’allora settimanale e a far parte del piccolo Comitato di Redazione. Mi è venuta in mente proprio questa immagine: una “voce” prestata alla Parola.

La Parabola ci ricorda che grazie al seminatore il seme della Parola cade ovunque. Penso che tale seme sia presente nei nostri territori, nella vita della nostra gente, dei nostri paesi, delle nostre comunità cristiane. Mi appassionava pensare come questa “voce” potesse prestarsi alla Parola che opera nell’impegno di tanti uomini e donne di buona volontà (imprenditori, insegnanti, sindaci e persone impegnate in politica, presbiteri, ragazzi, giovani, anziani, gente comune …). In un tempo in cui va di moda la polemica fine a se stessa di chi non fa e non vuole che gli altri facciano, è bello impegnarsi per dar voce a tante piccole buone prassi di impegno per il bene proprio e altrui.

In secondo luogo, come avere presente l’identità di una Chiesa locale o di un territorio? Penso che ogni identità si configura grazie al racconto. La Voce delle Marche è stata una voce che ha raccolto tanti racconti, personali e comunitari, che ha ospitato una pluralità di idee, di sensibilità, di prospettive, secondo una sana libertà di pensiero e di espressione. Le identità comunitarie non possono essere se non il frutto di molteplici racconti che nella loro diversità si ricompongono in una ricca armonia.

In terzo luogo è per me stimolante quella parte dedicata ogni volta ad un tema da approfondire, ad un discernimento da esercitare su alcuni aspetti della vita e della cultura concreta della nostra gente. Questo tempo, con la sua enorme accelerazione non aiuta a pensare, ci rende dipendenti dalla cronaca ed incapaci di storia, e nel nostro territorio, ricco di molte tradizioni soprattutto nei piccoli centri dell’entroterra, facilmente scatta l’automatismo del “si è sempre fatto così”. Non possiamo andare avanti come persone cieche, o miopi, e penso importante continuare ad impegnarsi su questo fronte anche se sembra oggi avere ancora un basso riscontro di apprezzamento.

Infine, se da una parte non ci può essere vera comunicazione se scarseggia la comunione, è parimenti vero che chi si dedica ad una autentica comunicazione e ad una giusta informazione rende un servizio prezioso alla comunione.

Grazie, dunque, Voce delle Marche, grazie a tutti coloro che si impegnano per tener viva questa Voce. Auguri! Rimani così!

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