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“Accoglietemi con semplicità e amicizia”

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“Nel giorno dell’Esaltazione della Santa Croce, vi giunge la notizia che il Santo Padre mi ha nominato vostro pastore. In questo momento così delicato della mia vita, abitato da gioia e trepidazione, vi chiedo di unirvi a me nel tenere insieme fisso lo sguardo su Gesù per lasciarci amare e salvare da lui”. Inizia così la lettera di saluto di Mons. Rocco Pennacchio alla comunità di Fermo.  “Nell’attesa di incontrarvi, conoscervi, amarvi  – scrive –  chiedo fin d’ora di accogliermi con semplicità e amicizia, perché anch’io mi inserisca nel bel cammino ecclesiale che già percorrete.  Sostenetemi fin d’ora con la preghiera perché impari a diventare sempre di più il vostro Padre, Pastore, amico”. L’attenzione di Mons. Pennacchio si sposta anche sulle difficoltà che sta vivendo il territorio dell’Arcidiocesi, a causa del terremoto. Oltre cento le chiese rimaste inagibili e tante le persone,  ancora senza casa, alloggiate negli hotel. “Insieme testimonieremo la gioia del vangelo nella terra che il Signore ci ha donato, specialmente in questo tempo segnato dalle conseguenze del terremoto, che ha messo a dura prova la tenuta sociale delle nostre comunità, già provate dalla difficile congiuntura economica”. E poi le parole rivolte a Mons. Luigi Conti: “Esprimo gratitudine al Vescovo Luigi che vi ha guidati per più di undici anni. La sua esperienza, il suo prudente consiglio, mi aiuteranno ad entrare in sintonia con le attese della Diocesi”.  Nel saluto, Mons. Pennacchio parla anche alle persone “che vivono l’esperienza della malattia, della solitudine”. Parla anche di coloro che, tra tante difficoltà, sostengono le tante opere che fanno risplendere la nostra Chiesa per la sua sollecitudine verso chi è bisognoso e ci stimolano ad imparare l’arte dell’accoglienza, del dialogo, dell’integrazione. I poveri, ci ricorda il Papa, sono la carne sofferente di Cristo”.  Infine il saluto e la stima rivolti alle autorità civili e militari “e a quanti, credenti e non, lavorano per la crescita del bene comune. Insieme, nel rispetto reciproco, collaboreremo perché la dignità di ogni persona, specialmente dei più deboli, sia tutelata ad ogni costo”. Le ultime parole vanno alla città dove ha sempre vissuto.  “In questi giorni sto sperimentando quanto sia vero che “partire è un po’ morire”. Porterò sempre nel cuore e nella preghiera la mia città, Matera, che mi ha generato alla vita e alla fede e le tante persone che hanno accompagnato il mio cammino fino a voi. Mi affido alla Madonna Assunta, nostra patrona. La potenza della Grazia di Cristo sostenga la mia debolezza”. Mons. Pennacchio sarà ordinato Vescovo sabato 25 novembre. L’ingresso in Diocesi è previsto per sabato 2 dicembre. •

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