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Caro Arcivescovo…

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È durato undici anni, dal 4 giugno 2006, il tratto di strada che come fedeli dell’Arcidiocesi di Fermo abbiamo percorso insieme a lei. Un cammino  impegnativo ed intenso, a volte anche faticoso, ma  sicuramente sono state tante le esperienze fatte e che ci hanno aiutato vicendevolmente nella crescita cristiana. Breve o lungo che sia stato il tragitto, l’andare insieme sempre avvicina.
La storia di una comunità cristiana sembrerebbe semplice, in realtà è complessa: ritmi, fatti della quotidianità, accadimenti apparentemente banali e complicati, come la vita di ognuno di noi.
Un Vescovo tuttavia è e rimane anche un prete, un ministro di Dio, strumento e segno della Grazia e della Parola del Signore, nel “mistero della fede”. Ricordando il Papa Emerito Benedetto XVI: “Un uomo di Chiesa agisce e parla in nome di Cristo, offre i Suoi doni, comunica la Sua parola, attua la Sua presenza sacramentale nel Pane e nel Vino, offre perdono e conforto nel suo amore”.
Undici anni…, alcuni certamente coloriti anche da qualche arrabbiatura e da qualche incomprensione mitigate però dal desiderio di contribuire al bene di tutti e alla diffusione del Vangelo.
La vita è unica, irripetibile e lascia segni profondi: matrimonio, nascite, perdita di una persona cara. Gioie e dolori che spesso e volentieri si intrecciano in modo talora misterioso, con la vita degli altri e con la vita di un Vescovo che, di tutti, raccoglie confidenze, condivide i momenti felici ed asciuga lacrime. Come per le persone, così pure nelle vicissitudini di una comunità cristiana, si verificano eventi unici che lasciano un ricordo incancellabile nella mente e nel cuore. Segni di un cammino che prosegue in un verso preciso e nuovo. E allora ripercorrere la strada di questi suoi undici anni ora che si avvicina il passaggio del testimone, vuol dire ripensare alle tante persone conosciute ed amate, a quelle che le sono state più vicine e a quelle che “sono andate avanti”. Rivedere tanti volti che la saluteranno anche personalmente, significherà per lei radunare con la memoria tanti fatti e capire che, in fondo, tutto è grazia e quindi, per tutto questo, lodare il Signore e proseguire con rinnovata fiducia ed entusiasmo sulle strade della vita verso nuovi orizzonti.
Abbiamo apprezzato il suo desiderio “a fare comunità”, a creare un’economia di valore investendo sulle persone e quando possibile nel confronto reciproco. La semplicità nel vivere il Vangelo, e l’esempio che ha sempre cercato di trasmettere, sono stati un segno per tante persone che l’hanno conosciuta.
La salutiamo ricordandola con commozione, specialmente per la celebrazione del Diaconato di mio marito Angelo e associandomi a lui le porgiamo gli auguri di buon cammino nella sua nuova strada e vogliamo anche ringraziarla. Che il Signore in questa sua nuova fase di vita, che probabilmente la terrà lontana dagli uffici della Diocesi, la benedica e l’accompagni anche con la preghiera di chi l’ha conosciuta e le ha voluto bene. •

About Stefania Pasquali

Stefania Pasquali nativa di Montefiore dell'Aso, trascorre quasi trent'anni nel Trentino Alto Adige. Ritorna però alla sua terra d'origine fonte e ispirazione di poesia e testi letterari. Inizia a scrivere da giovanissima e molte le pubblicazioni che hanno ottenuto consenso di pubblico e di critica. Docente in pensione, dedica il proprio tempo alla vocazione che da sempre coltiva: la scrittura di testi teatrali, ricerche storiche, poesie.

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