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Grazie eccellenza

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Sarebbe un’imperdonabile colpa di omissione non ricordare in queste pagine il fatto che l’Arcivescovo Mons. Luigi Conti abbia voluto, sostenuto e pagato di persona il periodico diocesano La Voce delle Marche. Ha dovuto chiudere con tante polemiche la vecchia redazione che aveva alle spalle una Società per Azioni e tanti debiti. Ha scelto di voler credere nella libertà dello Spirito Santo che soffia sugli uomini di buona volontà. Ha sempre incoraggiato la nuova Redazione composta non solo da professionisti (a volte più interessati alla retribuzione che a diffondere il Vangelo), ma da battezzati che hanno riscoperto la missione di “andare e predicare il Vangelo”. Il pastore fermano ha spesso ringraziato noi collaboratori del periodico diocesano. È importante pensare, confrontarsi, far circolare le notizie che fanno screscere e comunicano come lo Spirito di Dio feconda la storia.
Le notizie, infatti, non sono altro che luogo teologico dove Dio passa. Scoprirli, registrarli e trasmetterli sono la mission de La Voce delle Marche. Così educhiamo a pensare sulla storia, a fare in modo che anche le estreme periferie della Diocesi riescano a avere la ri-velazione, a scoprire ciò che è velato, nascosto.
Il gruppo dei collaboratori del giornale diocesano è testimone di come mons. Conti abbia saputo accompagnare, sostenere e confortare La Voce delle Marche durante il suo ministero episcopale.
Da queste colonne dunque esprime il dovuto ringraziamento al vescovo Luigi che dal 2 dicembre prossimo affiderà il servizio episcopale in diocesi al suo successore, mons. Rocco Pennacchio.
Forse non tutti conoscono la situazione, difficilmente descrivibile, nella quale si trova la Diocesi fermana per la carenza di clero. Fin dal suo ingresso in diocesi l’arcivescovo individuò l’urgente necessità di affrontare il problema al fine di garantire il servizio pastorale per la salvezza eterna delle anime.
Le sue iniziative non sono state solo limitate a provvedere sacerdoti e parroci per ciascuna parrocchia, ma soprattutto per aver aiutato il Popolo di Dio ad essere missionario.
Lo ringraziamo infatti per la sua sollecitudine a rendere meglio fruibili la Parola di Dio, i Sacramenti e la Caritas di cui ha aggiornato la struttura secondo le disposizioni canoniche di Benedetto XVI.
La Voce delle Marche non può passare sotto silenzio il fatto che quando fu prospettata, trepidante, l’intenzione di chiudere questo giornale, soprattutto per motivi finanziari, il Vescovo si impegnò per non interrompere la comunicazione in Diocesi. Incoraggiò e sostenne i primi passi della nuova redazione, nel 2007, affidata a don Nicola Del Gobbo. Fu lui a prendere in mano le redini del giornale e a chiamare tutti quelli che volevano costruire qualcosa di nuovo iniziando dal lavoro prestato gratuitamente.
Si è creato così un gruppo redazionale che da dieci anni si incontra una volta ogni due mesi per confrontarsi sui problemi locali, ecclesiali e culturali. Da questo confronto escono le tematiche che verranno svolte e pubblicate nelle prime pagine del giornale. Abbiamo sempre coinvolto il Vescovo in questo lavoro di preparazione e di confronto. Veniva informato su ogni nuova tematica e di volta in volta dava suggerimenti saggi e spronava al bene comune. È vivo il ricordo dei favori che testimoniano come il pastore sia consapevole delle necessità diocesane. A volte infatti suggeriva di togliere qualcosa che non costruiva comunione, a volte segnalava qualche notizia, a volte si compiaceva di quanto scritto da qualche redattore.
La comprensione è un grande beneficio.
Da parte nostra merita gratitudine perchè abbiamo sentito la sua vicinanza, la sua presenza, la sua benedizione.
Noi siamo contenti che abbiamo servito la Chiesa locale e abbiamo dato il nostro contributo per sostenere il Pastore nell’annucnio del Regno di Dio.
Siamo contenti perchè anche il Vescovo spesse volte ha richiamato la Diocesi all’importanza del giornale diocesano. Ha voluto addirittura pubblicare una sua Nota pastorale utilizzando il periodico diocesano. Le nove Note pastorali pubblicate dal pastore e ricordate in questo numero, rappresentano la sollecita paternità del pastore. Grazie alla presenza, al consiglio e alla benedizione dell’arcivescovo permane l’umile servizio della Comunicazione del periodico diocesano che, nato nel 1892, si è adeguato nel corso del tempo alla realtà del cyberspazio.
Nell’ultimo decennio, il periodico è cresciuto e si è aperto ai new media.
Le parole sono inadeguate ad esprimere il ringraziamento a mons. Conti per la cura che ha messo in opera per il bene della nostra diocesi. Vogliamo, seppur inadeguatamente, con le sue Note Pastorali ricordare a futura memoria il suo passaggio in questa terra fermana.
Noi proseguiamo l’impegno giornalistico in spirito di servizio alla Chiesa Fermana, offrendo deferente obbedienza al nuovo Pastore che il Signore ci invia tramite il sommo pontefice. •

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