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Terremoto, ricostruzione, responsabilità

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Intervista all’esponente dell’Anci, Matteo Ricci, al Meeting

“Percorsi burocratici un pò tropppo farraginosi”. Anche il sindaco di Pesaro Matteo Ricci, per anni esponente dell’Anci e da qualche tempo nella segreteria nazionale del Pd, si esprime così a proposito di ricostruzione e terremoto a margine della sua partecipazione al Meeting di Rimini.

A settembre Vasco Errani se ne va, poco prima Fabrizio Curcio. Tutto questo altalenarsi nel passaggio di comoetenze non crea discontinuità nella pianificazione delle cose?
“Non credo crei discontinuità magari crea più disorientamento nei confronti dell’opinione pubblica che vede cambiare i punti di riferimento e non credo proprio ci siano problemi di discontinuità sul lavoro. Il lavoro è impostato e rimarrà lo stesso, ma di certo un pò di disorientamento l’ha creato”.

Secondo lei i sindaci hanno abbastanza strumenti per poter tutelare la popolazione in caso di calamità? Non sono troppe le responsabilità di cui vi dovete far carico?
“Sicuramente in molti casi le responsabilita dei sindaci sotto il profilo giuridico sono eccessive,  ma per la responsabilità amministrativa abbiamo visto che più le responsabilita sono affidate ai territori meglio si riescono a superare anche le difficoltà burocratiche. In generale avviene questo, poi ogni calamità è diversa perchè un conto è parlare di terremoto un conto parlare di altre calamità naturali. Nel caso di un terremoto c’è un problema legato all’edilizia italiana per cui purtroppo e per fortuna abbiamo tanti borghi storici che sono una nostra grande attrazione, ma dal punto di vista sismico sono anche difficilmente sistemabili.  Deve aumentare la cultura della prevenzione antisismica che in questi anni, anche alla luce delle disgrazie che si sono alternate, sta aumentando. È un progetto molto lungo che deve durare qualche decennio ed è importante fare passi avanti in questa direzione, non c’è risposta migliore alle calamità se non quella della prevenzione. Questo vale per tutto sia per il dissesto idrogeologico che per i rischi sismici”.

Fra due giorni saremo ad un anno di distanza dal terremoto del 24 agosto. Cosa si sente di dire in quanto sindaco e marchigiano ai cittadini che stanno aspettando negli hotel o nelle autonome sistemazioni che si muova qualcosa?
“Sicuramente non sono le risorse a mancare, sono state stanziate tantissime risorse per questa emergenza terremoto, sia per le prime che per le seconde case, che per le attività. Sicuramente ci sono percorsi burocratuci certamente un pò troppo farraginosi. Credo che occorra intervenire maggiormente su questo perchè la ricostruzione deve essere più veloce rispetto a quello che abbiamo visto fino ad oggi. Tutti abbiamo dato il massimo, i sindaci, le regioni, però evidentemente c’è una burocrazia che rallenta anche la capacità di spesa che c’è. I soldi non mancano e quindi occorre accelerare il più possibile le procedure”.

Per il sisma ad Ischia si è parlato subito di abusivismo edilizio. Che idea si è fatto di questo evento?
“Ho visto subito i sindaci di Ischia che hanno fatto un comunicato congiunto. Non solo l’attuale primo cittadino ma anche i precedenti si sono espressi dicendo che si trattava di strutture storiche e non di strutture abusive. Bisogna quindi vedere.
Perchè Ischia è bellissima ed è difficile che tutto diventi antisismico così come è vero che in molte parti del paese è diffusissimo l’abusisvismo. Quindi abbiamo visto in questi mesi quanto sia dura, come per quel  sindaco siciliano,  portare avanti la lotta all’abusivismo in questo paese. Insomma nel caso di Ischia i sindaci dicono che non erano case abusive, vedremo se sarà realmente cosi. Di certo è stato un terremoto non fortissimo perchè magnitudo 4 non lo è, però il fatto che siano crollati degli edifici dice che qualche problema c’è. Vediamo quali sarà la verità anche in base alle indagini che si stanno facendo”. •

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