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Come difendersi dalle bufale

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Ricevere tramite  Whats App o tramite  Messanger messaggi del tipo: “Mi hai inviato una Bufala” oppure: “Ma non sai che la tua notizia fa parte di una bufala di mesi fa?” è davvero poco simpatico. Ci si sente creduloni e mortificati. Siamo sempre più spesso vittime inconsapevoli del fenomeno Fake News.
Il Web sta diventando fonte di notizie sempre più utilizzate, in concorrenza con la Tv,  utilizzata e prediletta ancora per le informazioni dagli italiani e dalla stampa.
Nel giro di pochi e semplicissimi clic con smartphone e tablet, le notizie giungono in maniera velocissima e costante ad ogni momento del giorno per trecentosessantacinque giorni l’anno.
Utile certamente ma la rapidità del flusso informatico rischia l’immissione in rete di notizie originate da fonti non sempre attendibili, facendo lievitare un fenomeno in crescita costante, noto appunto come fake news.
La rete è piena di bufale più o meno famose come quella riguardante la foto in cui sono ritratti ben tre Papi in cordiale conversazione e presentati come una profezia preannunciata. L’immagine di Papa Francesco accanto a Giovanni Paolo II e Papa Benedetto XVI, in realtà era di un cardinale a lui somigliante.
O ancora, l’inesistente approvazione di Papa Francesco a favore di Donald Trump per la corsa alla Casa Bianca alle ultime presidenziali che ha tratto in inganno parte dell’elettorato americano.
Il grave rischio è il condizionamento dell’opinione pubblica e l’alterazione del modo di vedere la realtà dei fatti. Una notizia non veritiera, magari creata ad arte, può colpire anche un qualsiasi privato, screditandolo o diffamandolo pubblicamente. Un caso simile è accaduto recentemente ad una  persona di mia conoscenza. Non ci si rimane bene. Ci si sente, esposti, ingannati e disorientati.
Ci sono allora strumenti che ci permettono di riconoscere queste fake news?
Il fenomeno è davvero complicato poiché le false notizie, vengono  ideate ed immesse in rete  in maniera strategica. La mole degli utenti è talmente vasta da confondersi nel grande mare di notizie che circolano online e sfruttano  il basso livello di attenzione dei lettori.
Nella maggior parte dei casi, le bufale vengono create a partire da informazioni vere da cui si prende l’idea e su cui si ricamano particolari non corrispondenti alla realtà dei fatti.
Fortunatamente, è possibile prendere diversi accorgimenti per riconoscere gli annunci falsi e per difendersi dall’attacco ormai sempre più copioso di bufale.
Prima di tutto è basilare non fermarsi al titolo, spesso scritto in maniera accattivante, con caratteri in maiuscolo e una punteggiatura esagerata per attirare l’attenzione e creare perplessità. È casuale che, secondo un recente sondaggio firmato BuzzFeed News, le fake news sono le più condivise e commentate sul web? È utile inoltre guardare il nome del portale che diffonde la notizia. Spesso, per fare alcuni esempi, ci sono siti web che hanno nomi simili a testate molto note: ilfattoquotidaino.com, NewsTg24.com o gazzettadellasera.com.
A diffondere notizie del tipo “Bufale”, sono i social dove la soglia di attenzione delle persone che vi naviga è bassa e quindi le informazioni non verificate, riescono a circolare con estrema facilità.
Facebook e Google stanno prendendo in seria considerazione il tema, attivandosi per creare strategie che ne contrastino la diffusione. Google sta avanzando l’ipotesi di tagliare i guadagni pubblicitari ai siti che diffondono notizie false, mentre invece Mark Zuckerberg sta sperimentando un nuovo strumento che permetta di riconoscere un contenuto falso, segnalando il link dello stesso ed etichettandolo come “notizia bufala”.
Esistono per i più esperti, delle “difese” che alcuni browser stanno mettendo a disposizione come BS Detector che, grazie a un database interno in costante evoluzione, riesce a classificare la fonte di una notizia etichettandola come più o meno affidabile.
Queste notizie si appoggiano a siti e blog esterni, non verificati e che hanno il solo scopo di generare visualizzazioni e dunque proventi pubblicitari. Ma l’acchiappa click non è il solo motivo per cui vengono create. Le fake news possono essere propinate, come già detto, anche con il solo scopo di screditare o diffamare un soggetto.
In questi casi è fondamentale sapersi difendere in maniera tempestiva se si è vittima di notizie false o diffamatorie. Sia che si tratti di un politico, un personaggio conosciuto o un “anonimo” cittadino, ci si può  appellare alla legge (Art. 656 del codice penale) ed è consigliabile  rivolgersi a servizi qualificati di tutela della reputazione online.
Esiste la possibilità di segnalare, tramite appositi moduli online, i link a Google o a Facebook e se  non è sufficiente sarà necessario affidarsi a società specializzate.
Tutela Digitale offre un servizio efficace di monitoraggio continuo delle attività sul web e, dove possibile, elimina o de-indicizza notizie false o non aggiornate. Ricordiamo che forum, blog e profili falsi sono per lo più creati con l’intento di rovinare online la reputazione delle persone. Occhio a chi diamo l’amicizia, ai vari “mi piace” che ci arrivano da amici degli amici degli amici, alle richieste di amicizia senza foto del profilo, alle informazioni scarse o inesistenti. Facciamoci “furbi” e che le bufale si riferiscano solo alle miti produttrici del buon latte e delle squisite mozzarelle. •

About Stefania Pasquali

Stefania Pasquali nativa di Montefiore dell’Aso, trascorre quasi trent’anni nel Trentino Alto Adige. Ritorna però alla sua terra d’origine fonte e ispirazione di poesia e testi letterari. Inizia a scrivere da giovanissima e molte le pubblicazioni che hanno ottenuto consenso di pubblico e di critica. Docente in pensione, dedica il proprio tempo alla vocazione che da sempre coltiva: la scrittura di testi teatrali, ricerche storiche, poesie.

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