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Fermo: seminaristi e casa del clero alla raccolta delle olive

Mercoledì 8 novembre noi seminaristi di Fermo siamo stati chiamati all’appello dal nostro rettore don Nicola per raccogliere l’oliva dalle piante (circa una quarantina) poste attorno alla struttura di proprietà del Seminario. Operazione prioritaria sulla frequenza a scuola che per una volta poteva essere rimandata.
Esiste nell’ambito agricolo una mansione più faticosa e fastidiosa di questa? Forse no, soprattutto quando le piante non sono in pianura e non sanno cosa sia la potatura, ma come dice il libro dei Proverbi (21,25) “I desideri del pigro lo portano alla morte perché le sue mani rifiutano di lavorare”. Sicché abbiamo risposto “Presente” all’appuntamento, mettendoci l’animo in pace, consapevoli di nutrirci anche noi dei frutti della terra. Quell’oro giallo paglierino finirà anche sul nostro palato. Pertanto niente scuse, mano ai pettini e armati di buona volontà ci siamo uniti alla folta schiera di persone disponibili ad offrire le loro braccia in nome del seminario. È brutto fare solo alcuni nomi, ma io li faccio ugualmente. Non si può non citare Sandro della frazione Girola di Fermo, che ha messo in campo i suoi uomini fidati (Nello, Luciano, Stefano e Guerrino) e la sua esperienza di coordinatore dei lavori a costo di rompersi le ossa tra le piante; non si può non citare quei rifugiati che curiosamente guardavano quegli acini neri, forse convinti che fossero cioccolatini poiché nell’Africa sub-sahariana l’ulivo non esiste. Sta di fatto che dalle 8,30 alle 17,30 abbiamo strapazzato tutte le piante con un bottino superiore a 30 cassette.
Come sempre nella raccolta delle olive c’è il problema delle foglie sulle ceste. È vero che nel frantoio ci sono macchine che pensano a questo, ma da bravi sparagnini sono entrati in azione per setacciare le cassette suor Maria Nelly, colombiana abituata a vedere le piante delle banane, mango, noci di cocco ma non l’ulivo, Don Cesare piemontese abituato a raccogliere le nocciole, e don Paolo friulano abituato a raccogliere solo grappoli d’uva.
È stata una giornata faticosa e intensa ma vissuta in fraternità e con la gioia nel cuore poiché uniti si vince e questo non è poco. •

Carlo Tosoni

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