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“Lo sentiamo come uno di famiglia”

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Da Matera in tanti a Fermo per l’ingresso

“Il nostro don Rocco? «Per noi è davvero un “costruttore di comunità”. Ha una grande capacità di comprendere la condizione dei laici. È stato sempre in mezzo alla gente ed è in grado di comprenderne in pienezza i bisogni e sa trasmettere fiducia ed entusiasmo».
Si racchiude nelle parole di un cittadino di Matera, Michele Prati, tutto l’affetto e la stima della comunità della parrocchia di San Pio X e di tutta la cittadina, per colui che dal 2 dicembre è ormai a tutti gli effetti il nostro arcivescovo, mons. Rocco Pennacchio. Più di 400 persone hanno raggiunto le Marche dalla Basilicata.
In molti sono partiti all’alba, chi in autobus, chi con la propria auto, alcuni anche in treno. Contano poco quei 500 chilometri di distanza, i tanti bimbi piccoli al seguito, la levataccia mattutina o qualche nonno titubante camminare pian piano verso la chiesa col bastone. Due anziani in sedia a rotelle si sono fatti guidare dai loro cari che li hanno sospinti nella lunga salita fino al duomo. Nessun segno di fatica sui loro volti ma una gioia sorprendente.
Famiglie intere, unite, davvero tanto unite, si muovevano nelle strade del centro storico per accompagnare quel parroco dal sorriso contagioso considerato da molti quasi come uno di famiglia. Li abbiamo visti, con gli occhi pieni di orgoglio e qualche lacrima, seguirlo fino all’ingresso del Teatro dell’Aquila per il primo saluto alle autorità del Fermano. Mons. Rocco scende dalla sua piccola utilitaria tra abbracci e strette di mano. Con lui, in questo primo percorso mons. Pietro Orazi, Vicario generale dell’arcidiocesi. Alcuni conterranei lo hanno atteso fuori, un po’ come si fa per un appuntamento importante dell’amico di sempre a cui non si può mancare e poi in tantissimi lo hanno seguito nel tragitto che lo avrebbe portato verso il portone di ingresso del Duomo, riaperto dopo il terremoto proprio in concomitanza con questo che per tutto il territorio è considerato come un grande evento. Altri erano già li, nella cattedrale, ad accoglierlo per ascoltare la sua prima celebrazione da Arcivescovo metropolita di Fermo. Erano lì, sempre, passo dopo passo, ad immortalare i momenti clou della celebrazione con fotocamere e telefonini. Due ore di preghiera e raccoglimento, riflessione e commozione.
E poi tutti fuori, direzione Fermo Forum, dove ci sarebbe stato il momento della festa con la cena per tutti. Nel nostro girovagare nel salone allestito a festa abbiamo incontrato e scambiato quattro chiacchiere con diversi cittadini di Matera che ci hanno regalato uno spaccato della vita parrocchiale della diocesi di Matera Irsina ed in particolare proprio con quella della parrocchia di San Pio X in cui mons. Rocco Pennacchio è stato parroco. Ci siamo chiesti ed abbiamo chiesto, ma come si fa, in un solo anno, ad entrare così tanto nei cuori della gente? “Avete ricevuto una grazia di Dio – ci dice Gianni Sandri -. Don Rocco è una persona splendida che merita davvero. È riuscito a trasmetterci serenità anche nel distacco ed è giusto che nella vostra diocesi riceviate ciò che ha saputo dare a noi”. Entusiasmo tra loro che risulta quasi contagioso per chi li ascolta. Come nel caso di Massimiliano Burgi, Caterina Angelino e Mario che ci raccontano di come sia intensa e sentita la vita parrocchiale nella loro terra. “Da noi chi sceglie di vivere la parrocchia lo fa veramente. Oggi non è come una volta quando c’erano poche possibilità di socialità e quello della comunità religiosa era uno dei pochissimi punti di riferimento. Vede quanti siamo? Per noi che siamo qui la parrocchia è una scelta che si vive in pienezza e don Rocco ci ha sempre supportato nel nostro percorso. C’è chi è catechista, chi insegna religione o chi vive semplicemente il mondo parrocchiale dando la propria disponibilità a beneficio del gruppo. Io da frequentatore mi sono sempre sorpreso di come don Rocco riesce ad attirare i bambini. Il suo carisma, il suo modo di fare. È accaduto per i miei figli, ma lo stesso accade con altri bimbi di cui riesce a catturare l’attenzione. La sua nomina – prosegue con entusiasmo Mario – ce l’ha fatta vivere nella sua interezza, dalla gioia dell’annuncio al dolore del distacco”.
Con loro, poco più in là anche don Filippino e don Domenico, parroco solare e gentile che a Matera avrà il compito di sostituire don Rocco Pennacchio, oggi nostro vescovo. “Ci saranno sicuramente momenti di comunione tra le due diocesi – chi dicono tutti insieme – momenti che consentiranno di accrescere il legame che hanno in comune una grande persona, oggi per tutti, mons. Rocco Pennacchio”. •

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