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Saluto del Rettore del Seminario a Mons. Rocco

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Eccellenza reverendissima,
grazie per essere qui. Da quando è venuto a trovarci agli inizi di ottobre, La abbiamo attesa con trepidazione. La Sua visita oggi testimonia concretamente ciò che ci ha detto sabato 25 novembre a Matera: vuol essere per noi Padre, Pastore, amico.
È, dunque, per noi fonte di consolazione averLa qui, come primizia. È infatti la sua prima uscita dall’episcopio. Anzi, quasi quasi prima di entrare nella sua abitazione, vuole verificare le pecorelle più fragili e ferite. Viene a rendere grazie a Dio in questo Seminario, dove alloggiano sacerdoti anziani e malati che hanno offerto la loro vita alla Chiesa, nello zelo e nell’impegno pastorale. Adesso qui pregano e, qualcuno, rende quei piccoli servizi che la salute permette. Lei, eccellenza, vescovo che ha a cuore le pecorelle ferite del suo gregge è già immagine viva del Buon Pastore.
Il Seminario dovrebbe avere come priorità la preparazione di nuovi presbiteri per la Chiesa di Dio. È nato per questo. Oggi sono otto i seminaristi-teologi: cinque in seminario, due a Potenza Picena, uno a Roma. Il Seminario è grande, quasi 1000 finestre. Non è più abitato dalle voci e dallo stramazzo dei ragazzi e dei giovani che si preparano al presbiterato. La maggior parte dell’edificio è affittato.
Una parte però è stato riservato alla Casa del Clero. Tale scelta si è resa obbligatoria per alcuni sacerdoti che non sapevano dove alloggiare. Oggi il seminario è diventato, anche, casa di accoglienza per rispondere alle esigenze di questi sacerdoti anziani e malati che hanno la fortuna di ricevere la consolazione del loro Pastore. Certuni non si sono accontentati di avere una sistemazione, hanno voluto e vogliono una sistemazione sacerdotale: vivere tra altri sacerdoti, essere accuditi non solo nel corpo ma anche nello spirito e nella dignità sacerdotale. Per questo abbiamo le Ancelle di Cristo Sacerdote. Sono un dono della provvidenza venuto dalla Colombia. Svolgono egregiamente questo compito con tenerezza e premura. Sono le mamme che i sacerdoti anziani hanno perduto.
Insieme alle suore ci sono poi tante persone che rendono accogliente la casa: infermieri, operatori socio-sanitari, cuoche, persone che si occupano della pulizia, guardarobiere, personale amministrativo.
Vogliamo in questa eucaristia ringraziare Dio per averci dato lei come vescovo, ringraziare Dio per il lavoro pastorale di questi sacerdoti e di tutti i sacerdoti della nostra diocesi e fare memoria di tutti quei sacerdoti che sono passati in questo seminario e vivono la Pasqua eterna.
Come segno di ringraziamento e di calore al nostro Pastore, vogliamo donarLe, noi pecorelle del Suo gregge, qualcosa per il freddo che è ormai alle porte. •

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