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Testamento spirituale

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Grazie, Padre Santo, che mi hai chiamato alla vita e, due giorni dopo la mia nascita, al fonte battesimale su di me hai detto: tu sei mio figlio. Nel tuo Figlio mi hai fatto figlio e per lo Spirito mi hai reso partecipe della tua vita divina. Non finirò mai in questa vita di renderti grazie e gloria per l’amore che hai riversato su di me; solo nell’eternità potrò conoscere la grandezza del tuo disegno d’amore e lodarti e ringraziarti per sempre.
Grazie per i miei genitori, babbo Angelo e mamma Pierina, attraverso di loro ho imparato a pregarti e da loro ho appreso le prime verità della fede; grazie per i due miei fratelli Pietro e Umberto, che mi sono stati sempre d’aiuto e mi hanno mostrato sempre grande affetto.
Grazie per il bene che ho avuto dalla scuola, dai miei insegnanti e dai miei compagni e soprattutto per la vocazione che hai fatto sbocciare in me attraverso l’allora seminarista Damiano Ferrini. Grazie per il seminario in cui ho compiuto gli studi dalla media al liceo e dove attraverso i superiori ho potuto maturare e confermare la tua chiamata.
Ti ringrazio particolarmente per avermi chiamato ad essere prete nella tua Chiesa Fermana e per avermi dato l’opportunità di fare gli anni della teologia a Roma, seminarista teologo al Pontificio Seminario Romano Maggiore e studente alla Lateranense e soprattutto di avermi aperto la porta, attraverso i miei superiori, per fare gli studi biblici al PIB di Roma, per un anno passato a Gerusalemme presso l’ Istituto dei PP. francescani, di vivere intensamente, poco dopo l’ordinazione, gli anni del Concilio.
Ogni periodo, Padre, è stato ricco della tua presenza amorosa e pieno delle mie miserie e dei miei peccati, debbo dire, sempre più numerosi man mano che passavano gli anni e cambiavano le responsabilità. Imploro misericordia e perdono per tutte le mie infedeltà e tutti i miei peccati, Padre di ogni misericordia.
Ti ringrazio, Padre santo, per tutte le persone che mi hai poste accanto: oltre ai miei genitori, i miei fratelli Pietro e Umberto, che si sono prodigati in ogni modo per rendermi possibile il cammino di seminario e di studio verso il sacerdozio; anche mia cognata Fulvia, la moglie di Umberto, mi è stata vicina nel mio cammino di prete ed io le sono stato vicino nella sua precoce vedovanza. Ti ringrazio per i due miei nipoti, Massimo e Mariagrazia e i loro figli, e poi per le persone, i preti (particolarmente don Rolando Di Mattia), i superiori, i vescovi che mi sono stati vicini e mi hanno arricchito con le loro premure e del loro affetto.
Ti ringrazio per il Concilio Vaticano II, celebrato proprio all’alba del mio ministero, e perché in questa stagione conciliare mi hai fatto toccare con mano la forza rinnovatrice del tuo Spirito e una nuova fioritura per la tua Chiesa. Dona alla tua Chiesa di essere fedele a quello Spirito che ci ha dato il Vaticano II, fa che coloro che hai posto come pastori della tua Chiesa, in mezzo al turbinio dei cuori accecati dall’orgoglio, rimangano saldi a guidare i passi, altrimenti incerti, dei tuoi figli.
Non so, Padre, quanto ancora di vita mi darai in questa terra; donami fede e fa che ti possa lodare per “sora nostra morte corporale, dalla quale nullo homo vivente può scappare”; fin d’ora voglio accoglierla quando e come tu vorrai mi venga incontro. Ti prego che tutte le benedizioni, con le quali mi hai benedetto in Cristo Gesù, portino per me frutto di pace, di amore e di vita eterna nella tua casa, Padre, per lodarti in eterno, Santa Trinità, insieme alla Santa Vergine Maria, madre del tuo Figlio e madre mia, e insieme agli angeli, ai santi e, lo credo con tutto il cuore, insieme ai miei cari. AMEN. •

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