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Don Mario Guglielmi, Don Bruno Marconi, Don Luciano Vitali: In festa al 50° di Santa Messa

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Don Mario Guglielmi, don Bruno Marconi, don Luciano Vitali festeggiano cinquant’anni di ordinazione sacerdotale. Celebrano la Messa giubilare del loro servizio ministeriale al sacrificio eucaristico come operai del Buon Pastore. Sono 50 anni di misericordia e di lode a Dio.
Nella Celebrazione eucaristica quotiddiana il sacerdote infatti ritrova la propria identità di pastori. Ogni volta possono fare proprie le parole di Gesù: «Questo è il mio corpo offerto in sacrificio per voi». È il senso della vita di ogni sacerdote. Sono le parole con cui, in un certo modo, possono rinnovare quotidianamente le promesse della loro Ordinazione.
Celebrare i 50 anni di sacerdozio significa allora ringraziare Dio e ringraziare don Mario, Don Bruno e don Luciano per il loro “sì”, e per tanti “sì” nascosti di tutti i giorni, che solo il Signore conosce.
Li ringraziamo per il loro “sì” a donare la vita uniti a Gesù: sta qui la sorgente pura della gioia loro e nostra.
Il sacerdote di Cristo infatti è unto per noi, per il popolo, non per scegliere i propri progetti, ma per essere vicino alla gente concreta che Dio, per mezzo della Chiesa, gli ha affidato. Nessuno è escluso dal suo cuore, dalla sua preghiera e dal suo sorriso. Con sguardo amorevole e cuore di padre accoglie, include e, quando deve correggere, è sempre per avvicinare; nessuno disprezza, ma per tutti è pronto a sporcarsi le mani. Il Buon Pastore non conosce i guanti. Ministro della comunione che celebra e che vive, non si aspetta i saluti e i complimenti degli altri, ma per primo offre la mano, rigettando i pettegolezzi, i giudizi e i veleni. Con pazienza ascolta i problemi e accompagna i passi delle persone, elargendo il perdono divino con generosa compassione. Non sgrida chi lascia o smarrisce la strada, ma è sempre pronto a reinserire e a comporre le liti.
Che siano pastori seguendo sempre le orme del Buon Pastore, di Cristo morto e risorto. •

Noi sacerdoti siamo apostoli della gioia, annunciamo il Vangelo, cioè la “buona notizia” per eccellenza; non siamo certo noi a dare forza al Vangelo – alcuni lo credono -, ma possiamo favorire o ostacolare l’incontro tra il Vangelo e le persone. La nostra umanità è il “vaso di creta” in cui custodiamo il tesoro di Dio, un vaso di cui dobbiamo avere cura, per trasmettere bene il suo prezioso contenuto.

(Discorso di Papa Francesco, in occasione dell’Udienza ai partecipanti al Convegno promosso dalla Congregazione per il Clero in occasione del 50.mo anniversario dei Decreti Conciliari “Optatam totius” e “Presbyterorum ordinis”, 20/11/2015)

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