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La vita è movimento

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Gli alimenti siano le tue medicine e le tue medicine gli alimenti

Il nostro organismo, (dal greco òrganon ossia strumento che a sua volta deriva dal verbo èrgon, lavorare), è una macchina perfetta che si autoregola e cambia momento per momento adattandosi sia agli stimoli endogeni, sia a quelli esogeni. È una “macchina” da lavoro e quindi la sua funzione principale è il movimento, life is motion appunto, la vita è movimento e questo implica che tutto ciò che è fermo, è morto, ma questo implica anche che nell’organismo nulla è permanente, nulla è statico, tutto è in divenire.
Nel corpo umano le trasformazioni si protraggono per tutta la vita, dalle metamorfosi embriologiche in utero alla vecchiaia c’è una continua oscillazione, un respiro continuo, un’alternanza continua tra costruzione e distruzione.
Dunque che cos’è la salute? La salute è sicuramente movimento, vibrazione, oscillazione continua, in una parola equilibrismo… e che cos’è allora la malattia? La malattia è fissità, ipomobilità, staticità.
Ogni malattia inizia con un’infiammazione locale (rubor, calor, dolor, tumor, functio laesa): rossore, calore, dolore, tumefazione, funzione alterata e questa infiammazione non è autogenerantesi, ma sopraggiunge in reazione a qualcosa, quindi l’infiammazione è un tentativo dell’organismo di riparare ad un insulto ricevuto ed è soltanto un sintomo (dal greco σuμπτωμα, avvenimento fortuito, accidente) ossia è il linguaggio che l’organismo utilizza per comunicare che un avvenimento inaspettato sta alterando l’equilibrio, l’omeostasi (sempre dal greco Omoioς + statiς ossia stato di equilibrio). Va da sé che combattere l’infiammazione non è quindi un’alleanza con l’organismo, ma esattamente il contrario, è un imbavagliare qualcuno che sta urlando il proprio disagio senza capire quale sia la causa di quell’ urlo, è dunque combattere il linguaggio stesso dell’organismo eliminando la possibilità, pertanto, di comprenderlo.
La nostra macchina /organismo funziona nell’alcalinità (dall’arabo al-qal) e combatte l’acidità per trovarsi continuamente in un equilibrio chimico che ne garantisca la salute. I ritmi corporei dal battito cardiaco alla circolazione sanguigna, dalla progressione della linfa alla circolazione liquorale, dalla peristalsi all’immissione in intestino della bile garantiscono che le scorie acide, prodotte dal catabolismo corporeo vengano, per quanto possibile, eliminate attraverso il fegato e i reni o altrimenti, stoccate. Lo stoccaggio delle scorie acide provoca reazioni infiammatorie locali e, tramite l’azione per così dire distributiva della linfa, problematiche agli organi interni anche a distanza, ossia a organi bersaglio che produrranno, a loro volta dei sintomi.
Non è un caso che tutto inizi nell’intestino, a questo complesso organo oggi è stato riconosciuto un ruolo primario nella salute dell’individuo innanzi tutto perché è qui che avvengono le più importanti trasformazioni del cibo ingerito e la distribuzione degli elaborati e poi perché nell’intestino esistono neuroni che comunicano col sistema nervoso centrale tanto da fargli dare oggi l’appellativo di secondo cervello. La storia della medicina ci racconta come da Lao Tzu a Ippocrate, a Galeno e oltre, si citino i cibi ingeriti dall’uomo come importantissimi per la salute: “i tuoi alimenti siano le tue medicine e le tue medicine siano i tuoi alimenti”, dunque tutto inizia con l’alimentazione e conoscere quali alimenti siano acidificanti o alcalinizzanti del sistema, diventa fondamentale per evitare di sovraccaricare l’organismo. Basterebbe una corretta educazione alimentare per evitare l’assunzione di tanti dannosissimi farmaci di origine chimica che, più che curare la malattia, soffocano i sintomi e prolungano lo stato tossico dell’organismo. Quando i grandi organi emuntori (fegato, reni, polmoni, pelle e vasi linfatici) non riescono a smaltire le scorie, queste vengono stoccate, in primis, nelle articolazioni ecco spiegato il proliferare di malattie di tipo autoimmune come le malattie reumatiche e le tante sofferenze articolari cui oggi assistiamo, va da sè che a poco servono le terapie antinfiammatorie e antidolorifiche se non si affronta il problema nella sua complessa eziologia curando il sistema intero e non soltanto il sintomo ultimo. Ecco quindi che la diagnosi (dal greco diagnosiς che deriva a sua volta dal verbo diaghignoscω ossia riconosco attraverso), diventa di primaria importanza, senza diagnosi, o riconoscimento della patologia, non può esserci cura. E allora, nuovamente che cos’è la malattia? Malattia è uno stato di acidosi dell’organismo che può essere sorto a causa di cibi ingeriti qualitativamente e quantitativamente errati, oppure a causa di virus e batteri che hanno trovato il modo di annidarsi nell’organismo, ipomobilità cronica del soggetto, malattie congenite o non riconosciute con un’attenta diagnosi. Una soltanto di queste condizioni può bastare per innescare l’infiammazione, ma spesso sono più condizioni insieme se non tutte.
E dunque dove sta la salute?
La salute sta nella corretta alimentazione che prevederà quantità adeguate di cibi esclusivamente di stagione composti di molta frutta e verdura, proteine e carboidrati nelle proporzioni adeguate cercando di non eccedere con gli zuccheri raffinati contenuti sia nei cibi, sia nelle bibite. La salute sta anche nel movimento quotidiano, almeno un’ora al giorno, di esercizi che compensino i lavori sempre più statici che l’uomo si è inventato ed inoltre la salute sta nell’evitare, per quanto possibile, di ingerire farmaci chimici.
Soltanto rispettando i ritmi naturali dell’organismo si può mantenere a lungo la salute: rallentare i ritmi forsennati che ci siamo inventati, vivere il più possibile all’aria aperta, mantenere uno stretto contatto con gli animali e le piante, trovare tempo per le relazioni umane e per la crescita spirituale. •

Diana L. Splendiani
Osteopata e fisioterapista

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