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Lasciatevi allargare l’anima

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Il Papa ha cominciato l’udienza di oggi – l’ultima dedicata alla messa – formulando a braccio gli auguri pasquali al Papa emerito, e chiedendo ai 20mila fedeli presenti in piazza San Pietro nonostante la pioggia di fare altrettanto
“Vorrei che dessimo la Buona Pasqua, perché è stato vescovo di Roma, all’amato Papa Benedetto, che ci segue per televisione. A Papa Benedetto, tutti diamo la Buona Pasqua, e un applauso, forte!”. Il Papa ha cominciato l’udienza di oggi formulando gli auguri pasquali al Papa emerito, ed esortando i 20mila presenti in piazza a fare altrettanto. “Buon giorno e buona Pasqua!”, ha esordito Francesco rivolgendosi ai fedeli che non si sono lasciati scoraggiare dalla pioggia. Poi il riferimento agli splendidi addobbi pasquali ancora in bella vista sul sagrato, con il giallo come colore dominante: “Voi vedete che oggi ci sono dei fiori, e i fiori dicono gioia, allegria”. Non è un caso che in alcuni Paesi la Pasqua viene chiamata “Pasqua fiorita”, sottolinea Francesco. Tutta la settimana noi festeggiamo la Pasqua, e la vita di un cristiano deve essere così, gli auguri finali del Papa: “Che la vita nostra sia sempre fiorita, come la Pasqua, con i fiori della speranza, della fede, delle opere buone”, il congedo a braccio: “Che noi troviamo sempre la forza di questo nell’Eucaristia, nell’unione con Gesù. Buona Pasqua a tutti!”.
“Mentre la messa finisce, si apre l’impegno della testimonianza cristiana”, spiega il Papa nell’ultima catechesi dedicata alla celebrazione eucaristica. Poi a braccio aggiunge: “I cristiani non vanno a messa per fare un compito settimanale e poi si dimenticano. No! I cristiani vanno a messa per partecipare alla Passione e Resurrezione del Signore e poi vivere di più come cristiani”. “Usciamo dalla chiesa per ‘andare in pace’ a portare la benedizione di Dio nelle attività quotidiane, nelle nostre case, negli ambienti di lavoro, tra le occupazioni della città terrena, glorificando il Signore con la nostra vita”, ricorda Francesco: “Ma se noi usciamo dalla chiesa chiacchierando – ‘ma guarda questo, guarda quello’ – e con la lingua lunga, la messa non è entrata nel mio cuore perché non sono capace di vivere con la testimonianza cristiana”, ammonisce a braccio: “Ogni volta che esco dalla messa devo uscire meglio di come sono entrato, con più vita, con più forza, con più voglia di dare testimonianza cristiana”.
Dalla celebrazione alla vita, la direzione di marcia indicata dal Papa per ognuno di noi, ogni volta che finisce l’appuntamento liturgico.“Non dobbiamo dimenticare che celebriamo l’Eucaristia per imparare a diventare uomini e donne eucaristici”, il monito. Bisogna lasciare agire Cristo nelle nostre opere: “che i suoi pensieri siano i nostri pensieri, i suoi sentimenti i nostri, le sue scelte anche le nostre scelte”. E questo è santità, questa è la testimonianza cristiana: far morire il nostro egoismo e lasciare spazio allo Spirito. “I cristiani sono uomini e donne che si lasciano allargare l’anima con la forza dello Spirito Santo dopo aver ricevuto il corpo e il sangue di Cristo”, dice il Papa ancora fuori testo:
“Lasciatevi allargare l’anima! Non queste anime così strette, chiuse, così piccole, egoistiche: anime grandi, con grandi orizzonti! Lasciatevi allargare l’anima con la forza dello Spirito dopo aver ricevuto il corpo e il sangue di Cristo”.
“I frutti della messa sono destinati a maturare nella vita di ogni giorno”, spiega Francesco soffermandosi a braccio sul senso della testimonianza cristiana nella vita quotidiana: “La messa è come il chicco, il chicco di grano, che poi nella vita ordinaria cresce, cresce e matura nelle opere buone, negli atteggiamenti che ci fanno assomigliare a Gesù”.
L’Eucaristia, inoltre, ci separa dal peccato.
“L’Eucaristia fa la Chiesa. Ci unisce tutti”. L’Eucaristia ci separa dal peccato e ci impegna nei confronti degli altri, specialmente dei poveri, educandoci a passare dalla carne di Cristo alla carne dei fratelli. •

M.Michela Nicolais

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