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RITRATTI: Claudia Bernardini

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Immaginatela durante una maratona non competitiva in Nepal, sul Manaslu, che è l’ottava montagna più alta del mondo. Immaginatela nei nove giorni di corsa passando da 800 a 5 mila metri, con rifugi minimi, acqua gelata, impossibilità di docce, cibo così così («ho sognato tanto gli spaghetti»), selezione naturale dei concorrenti per vomito e diarrea, incontri con sherpa che arrivano o vanno verso la Cina. E immaginatela ancora, negli ultimi tre giorni con la caviglia slogata e nessun intervento di medici. Eppure: quarta donna che taglia il traguardo, seconda europea.
Ed ora cambiate scenario. Si va in Andalusia, 85 km. in un giorno, prima donna a tagliare il traguardo e quarta nella classifica complessiva. E poi spostiamoci di nuovo, stavolta sul Monte Rosa, ed ancora fuori dal Continente europeo: in Costarica, 9 giorni di corsa, 180 km su sabbia, con umidità al 90 per cento.
Lei è Claudia Bernardini, fermana, peso, ad occhio e croce, 50 chilogrammi, minuta e sveglia.
Fa l’atleta di mestiere? No. Vive in Inghilterra e lavora negli uffici di una Contea, che sarebbe grosso modo come la nostra istituzione regionale, occupandosi di Pianificazione ambientale. Il suo amore da sempre.
Claudia, sposata con William e madre di Dylan, otto anni, si è laureata in Scienze Forestali all’università di Firenze.
Affascinata dalla natura e dal mondo vegetale, ha preparato e scritto la tesi di laurea in Perù. A 7 mila metri d’altezza ha affrontato un tema particolare: la riforestazione di una porzione del territorio andino per arrivare alla commercializzazione del tannino. Claudio ha seguito da vicino il progetto di una ONG peruviana intenzionata a sviluppare la produzione del tannino (estratto di piante) in luogo della… coca.
«Esperienza interessante» commenta, e anche un po’ pericolosa. Come quando il pulmino su cui viaggiava s’è trovato in mezzo ad un conflitto a fuoco e lancio di candelotti fumogeni tra polizia e narcos.
Non è stata l’unica avventura professionale all’estero. Ancora universitaria, Claudio ha svolto la funzione di guardia parco volontaria in una riserva dove le tartarughe depongono le uova. E dove i bracconieri non si fanno alcun scrupolo. Si girava armati di fucile e di coltello.
Ogni giorno Claudia si sveglia alle quattro. Dopo il caffè, corre per circa un’ora e mezzo/due, poi si reca in palestra, quindi alle nove è in ufficio sino alle 18.
Torna spesso a Fermo, nella casa di famiglia a Torre di Palme.
Ha in mente di attraversare l’Italia di corsa, prendendo per sentieri. Ma qui sorge un problema: mentre in Inghilterra esiste il diritto di passaggio sulle proprietà private, in Italia non sarebbe consentito.
Donna tosta! Il tavolo intorno cui sediamo è claudicante. Non ci pensa un attimo: in mancanza di una fiecca prende cartine da zucchero e risolve… Come sempre ha fatto. Immaginatela durante una maratona non competitiva in Nepal, sul Manaslu, che è l’ottava montagna più alta del mondo. Immaginatela nei nove giorni di corsa passando da 800 a 5 mila metri, con rifugi minimi, acqua gelata, impossibilità di docce, cibo così così («ho sognato tanto gli spaghetti»), selezione naturale dei concorrenti per vomito e diarrea, incontri con sherpa che arrivano o vanno verso la Cina. E immaginatela ancora, negli ultimi tre giorni con la caviglia slogata e nessun intervento di medici. Eppure: quarta donna che taglia il traguardo, seconda europea.
Ed ora cambiate scenario. Si va in Andalusia, 85 km. in un giorno, prima donna a tagliare il traguardo e quarta nella classifica complessiva. E poi spostiamoci di nuovo, stavolta sul Monte Rosa, ed ancora fuori dal Continente europeo: in Costarica, 9 giorni di corsa, 180 km su sabbia, con umidità al 90 per cento.
Lei è Claudia Bernardini, fermana, peso, ad occhio e croce, 50 chilogrammi, minuta e sveglia.
Fa l’atleta di mestiere? No. Vive in Inghilterra e lavora negli uffici di una Contea, che sarebbe grosso modo come la nostra istituzione regionale, occupandosi di Pianificazione ambientale. Il suo amore da sempre.
Claudia, sposata con William e madre di Dylan, otto anni, si è laureata in Scienze Forestali all’università di Firenze.
Affascinata dalla natura e dal mondo vegetale, ha preparato e scritto la tesi di laurea in Perù. A 7 mila metri d’altezza ha affrontato un tema particolare: la riforestazione di una porzione del territorio andino per arrivare alla commercializzazione del tannino. Claudio ha seguito da vicino il progetto di una ONG peruviana intenzionata a sviluppare la produzione del tannino (estratto di piante) in luogo della… coca.
«Esperienza interessante» commenta, e anche un po’ pericolosa. Come quando il pulmino su cui viaggiava s’è trovato in mezzo ad un conflitto a fuoco e lancio di candelotti fumogeni tra polizia e narcos.
Non è stata l’unica avventura professionale all’estero. Ancora universitaria, Claudia ha svolto la funzione di guardia parco volontaria in una riserva dove le tartarughe depongono le uova. E dove i bracconieri non si fanno alcun scrupolo. Si girava armati di fucile e di coltello.
Ogni giorno Claudia si sveglia alle quattro. Dopo il caffè, corre per circa un’ora e mezzo/due, poi si reca in palestra, quindi alle nove è in ufficio sino alle 18.
Torna spesso a Fermo, nella casa di famiglia a Torre di Palme.
Ha in mente di attraversare l’Italia di corsa, prendendo per sentieri. Ma qui sorge un problema: mentre in Inghilterra esiste il diritto di passaggio sulle proprietà private, in Italia non sarebbe consentito.
Donna tosta! Il tavolo intorno cui sediamo è claudicante. Non ci pensa un attimo: in mancanza di una fiecca prende cartine da zucchero e risolve… Come sempre ha fatto. •

Claudia Bernardini ha 43 anni, è nata a Fermo dove ha frequentato il Liceo Scientifico. Si è laureata a Firenze. Il suo primo campo-natura lo ha vissuto a Viterbo, all’età di 16 anni. Con una borsa di studio per il dottorato, si è trasferita a Leichester in Inghilterra, dove è tornata successivamente per aiutare un’amica e dove poi ha messo su famiglia.

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