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RITRATTI: Marino Screpanti

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Marino Screpanti, anni 60, sindaco di Montelparo, eletto con la lista Uniti per un Progetto Comune.

Ore passate in Municipio?
Tolte le otto ore che svolgo nella fabbrica dove lavoro, molto del resto lo passo in municipio o in incontri amministrativi. In questo periodo è durissima. Il terremoto ha creato enormi difficoltà.

Quanti danni da terremoto?
A prima vista non sembrerebbe. Invece, abbiamo un po’ tutto chiuso: dall’ostello/cantinone, che era il fulcro delle attività ricettive, culturali, sede delle associazioni, a tutte le chiese del paese, dalla sede municipale alla trentina di abitazioni private con altrettante famiglie fuori casa. L’Istituto Mancinelli, che accoglie ragazzi con difficoltà psico-fisiche, è stato evacuato per qualche tempo dopo il terremoto del 30 ottobre 2016, quello che ci ha provocato più danni. Per due giorni i giovani hanno dormito nella palestra, per poi essere alloggiati nelle villette de La Ginestra. È stata una spesa.

Problemi urgenti?
La burocrazia. Ci sono finanziamenti di una decina di milioni di euro per interventi sulle strutture danneggiate. Però non riusciamo a partire: non si va avanti, non ci sono gli affidamenti. Per dirla alla maniera nostra: non si vede un mattone né una gru. Solo tanti incontri e parole: sopra soglia, sotto soglia. Mille distinguo e… tutto fermo.

Popolazione?
Siamo circa 760 abitanti, di cui 266 sono over 75. Tra i più giovani, ci sono stranieri proprietari e gestori di campeggi soprattutto. Anche se sto vedendo che alcuni sono alla ricerca di lavoro in Inghilterra. E se ne andranno. Noi puntiamo molto sull’eno-gastronomia e turismo, che poi sono legati. Ci sono aziende agro-alimentari di rispetto. Faccio due nomi come esempio: La Golosa e Casale Vitali. Poi ci sono diversi agriturismo, B&B, tre campeggi e due alberghi. A spanne, credo che ci saranno anche una quarantina di piscine, quattro sole nel centro. Speriamo che la montagna venga riaperta, perché il nostro turismo, soprattutto quello dei campeggi e degli agri-camper, è fatto di gente che fa campo base da noi e si muove per cammini e sentieri in alto. Vanno a vedere l’alba alla Sibilla, raggiungono l’eremo di San Leonardo, affrontano il Vettore e scendono al Lago di Pilato. Se questi itinerari sono chiusi il problema si fa molto serio. Prima del terremoto, i turisti erano circa diciottomila ogni estate.

Siete una realtà consistente
Abbiamo puntato su questo: su paesaggio, accoglienza, buon mangiare, Dieta mediterranea.
Credo che moltissimo abbia fatto un programma televisivo nel 2008. Una sorta di Grande fratello girato da noi da una televisione estera. Otto coppie, per due mesi, a Montelparo. Un successo di pubblico, che ha aperto una strada verso di noi. Alcuni campeggi sono gestiti proprio da cittadini stranieri che erano rimasti impressionati dal nostro territorio. Quando dico: territorio, non intendo solo il mio paese. È l’insieme dei che emerge e vince: da Montefalcone a Smerillo, da Ortezzano a Monsampietro Morico. Aggiungo però che non ci sappiamo vendere. Siamo indietro di 50 anni rispetto ad altre aree d’Italia.

Promozione turistica?
Si cerca di farla. Manca però il coordinamento. Pensiamo alle feste d’estate: se ne fanno decine e a volte si accavallano. Capisco che il periodo sia quello, però coordinarsi meglio sarebbe necessario.

Scuole?
Io riprendo l’idea del mio predecessore Pietro Cocci: un polo unico scolastico per elementari e medie lungo la Valdaso, tra Montelparo e Santa Vittoria in Matenano. Sette comuni hanno firmato. Ci saranno indagini geologiche. Mettiamo a disposizione un terreno di 3 ettari. Ma non mi punto per un’altra ubicazione, purché si faccia. •

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