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Non siete soli: una scultura per non dimenticare

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La festa più significante di questa crisi sismica è statacelebrata domenica 22 aprile.
La solidarietà sotto forma di un corpo sonoro, di un battito di mani, di un raggiante ballo di parole e
di gesti può ancora darti fremiti, può commuoverti, può tradursi in commozione che ammalia.
La realizzazione del progetto “Non siete soli” ideato e realizzato dall’ing. Giuseppe Loberto suggerisce l’invocazione di Jerzy Grotowski “Ti ringraziamo mondo, di essere danzatore infinito ed eterno”, evoca l’immagine lirica del nostro concittadino Massimo Dell’Orso, testé tragicamente scomparso, “Questa è la terra in cui sono nato, ballerina e magica, dolcissima e severa” e avvalora a fondo il senso della confessione di Fabio Corona, caposquadra dei Vigili del Fuoco, ”Anche per noi in certe circostanze è difficile trattenere le lacrime”. Siamo rimasti avvinti, inteneriti e scossi da come l’associazione dei Vigili del Fuoco di Forlì-Cesena e le altre organizzazioni di volontariato e di protezione civile romagnole hanno utilizzato i fondi raccolti da tutte le sezioni d’Italia per la sistemazione dell’area esterna della scuola materna ed elementare destinata a giochi, e per la realizzazione di un’area ludica nel giardino pubblico rinominato “Giardino della solidarietà”, con una serie di attrezzature ricreative per bambini fino a 10 anni, tappeti antinfortunistici, panchine, recinzione in legno.
Un dono che riconduce alla dimensione della memoria e alla capacità di protrarre nel tempo gli accadimenti e il loro significato. Le forme scultoree di un’opera d’arte, la tinta delle divise, i dettagli organizzativi, tutto è un repertorio che si applica a questa circostanza. La festa più felicemente vissuta, il progetto “Non siete soli” che più ha stupito pubblico e critica e, diremmo, il manifesto più gioiosamente incontestabile sugli aspetti della solidarietà verso i terremotati: un ammirevole esempio di sinergia produttiva tra i Vigili del fuoco di Forlì-Cesena e i Bersaglieri d’Italia, che l’eclettico ingegnere Giuseppe Loberto, ideatore dell’iniziativa, ha saputo trasformare in quotidianità virata in arte. Nella tragedia che ci ha colpito sopportiamo la rivelazione di esistere solo a intervalli, in rari, misteriosi momenti.
Il progetto “Non siete soli” è uno di questi. La folla che ha partecipato alla cerimonia mi ha stupito, stordito, emozionato. Non sapevo cosa pensare: quella che avevo davanti era una testimonianza incredibile, non ero più abituato a vedere tanti volti insieme sotto il sole.
Non avevo mai sentito un vento di speranza e di simpatia così forte. Non sembrava esserci altro tra queste montagne a un passo dal cielo, tra un mare di cappelli piumati, tra gli applausi che sembravano esprimere il grazie di ogni vissano. Tutto raccontato come in uno specchio di parole da persone straordinarie, convenute con un cuore solo e un’anima sola a Visso, riflesse come in una lunga confessione senza pause, senza punti, senza incertezze nella partecipazione e nelle parole di Daniele Carozzi vicepresidente dell’Associazione nazionale Bersaglieri, dell’ing. Pierpaolo Patrizietti comandante provinciale dei Vigili del Fuoco di Macerata, di Luigi Donati dell’associazione Vigili del Fuoco di Forlì, del generale Antonio Amato presidente interregionale dell’Associazione Bersaglieri, di Enzo Rossi presidente dell’Associazione Vigili del Fuoco di Cesena, dell’ing. Antonio Lamalfa direttore dei Vigili del Fuoco della regione Marche. “Il Giardino della solidarietà” è lo scenario. Suggestivo, potente, ricco di momenti operativi, punteggiato di inaugurazioni.
Ed ecco, dall’interno dell’articolatissima vastità corale, fiorire più che mai la delicatezza delle emozioni e soprattutto i sentimenti di solidarietà. Perché “Non siete soli” è il progetto più emozionale, più coinvolgente dello spirito, un grido che si estende in arcate di straordinaria coralità. Che gran regalo, che generosità tradotta in verve scultorea è la sorpresa che con questa manifestazione ci fa la gente romagnola sulla scena di una città disastrata, quando accoglie i terremotati con squilli di tromba e una ballata di note musicali.
Che vitalità esprime, che etica, che elevatezza fatte di umanità tanto partecipata quanto commossa. E che gioia rispecchiarsi in quella figurazione colorita dove i battiti immaginari del cuore di acciaio del monumento alla solidarietà trovano un eco nel corpo dei Vigili del Fuoco che ci hanno soccorso nell’emergenza, e in quello dei Bersaglieri che rappresentano il nerbo della raccolta fondi all’interno di un’articolatissima vastità corale, dove fiorisce più che mai la delicatezza dei sentimenti di vicinanza e di aiuto.
Che presenza strutturalmente ipnotica, e che rapporto di rara condivisione poter essere per quasi tre ore a tu per tu con persone professionalmente preparate, le cui parole suadenti e penetranti, fatte di una umanità tanto partecipata quanto commossa, si diffondono dall’area dell’ex piscina comunale, ora sede del comune, al “Giardino della solidarietà”, quasi replicando l’impianto ideale del monumento ideato e realizzato dall’ing. Giuseppe Loberto.
Se tre ore di festa e di cerimonie vi sembrano troppe immaginatele una dopo l’altra, intercalate in tre tempi fondamentali: la messa all’aperto concelebrata dal cardinale Edoardo Menichelli e dal parroco don Gilberto Spurio; la consegna di un parco giochi ai bambini della comunità di Visso; l’inaugurazione del monumento ideato, progettato e realizzato dall’ingegnere Giuseppe Loberto per rappresentare la luce della solidarietà, sempre viva anche quando sembra prevalere l’indifferenza sociale.
Il tutto coniugato in musica con l’intervento di due fanfare dei Bersaglieri, quella di Acqualagna e quella di Iesi-Ostra, e la presenza di Giuliano Pazzaglini, sindaco di Visso e senatore della Repubblica, insieme all’assessore Patrizia Serfaustini. Tre occasioni di socializzazione, tre momenti di preghiera, di solidarietà e di festa che corrono tra i labari delle associazioni di Bersaglieri provenienti da tutte le località delle Marche, tra i medaglieri del Nastro azzurro e dell’Associazione nazionale dei Bersaglieri, tra i tanti romagnoli, oggi presenti a Visso, che con le loro associazioni si sono prodigati per la riuscita del progetto. La morale: nessuna affermazione o ostentazione di eroismo e di virtù, ma un’ulteriore prova di interiorizzazione completa e armonica del mettersi al servizio degli altri, in una giornata di festa voluta dai Bersaglieri e dai Vigili del fuoco fautori del progetto “Non siete soli”.
Il momento più emozionante: lo scoprimento dell’opera d’arte dell’ingegnere Giuseppe Loberto, con le parole formulate dallo stesso artista in una targa in bronzo collocata sul piedistallo, sotto un cuore in acciaio inox: “Vivi per te stesso e vivrai invano, vivi per gli altri e vivrai per sempre attraverso i loro cuori”.
Un filo rosso, tra i molti di questa manifestazione, che si traduce in fisicità simbolica di due copricapi in bronzo – l’elmo dei Vigili del Fuoco e il cappello piumato dei Bersaglieri – inseriti nel cuore di acciaio, a cui si aggiungono la scritta sul piedistallo, già citata, che tocca le corde nascoste dell’intollerabile libero arbitrio e un’ostentazione da Calvario sulla base del monumento: un plinto in cemento armato e le pietre provenienti dalle macerie della zona di Visso. Perché il mondo non è sempre salvato dai ragazzini. Questa leggibilità a tutto tondo, sia ammaliante che inquietante, è resa possibile dalla bravura millimetrica di Giuseppe Loberto, un artista tutto da encomiare. Oggi i Bersaglieri e i Vigili del Fuoco ci consentono di riunirci al passato e di guardare al futuro con la forza e il conforto delle loro passioni. Negli anni si appannano le storie, ma loro sanno ancora raccontarsi come sono, schietti e altruisti, romantici e teneri. Sanno perdersi per ritrovarsi in un monumento e in una lapide, vivere un giorno con i terremotati, brillare nella musica e nelle bandiere che li spingono avanti nel nostro cuore e li riportano indietro nella storia. Perché sia dato a noi e a tutti i terremotati la possibilità di sperare. •

Valerio Franconi

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