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Una mamma in preghiera

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MISTERI GAUDIOSI: aiutano ad accogliere il dono della vita

1.PRIMO MISTERO: L’ANNUNCIAZIONE DELL’ANGELO A MARIA VERGINE
Maria dice sì, si fida e si affida a Dio. Lei è l’esempio di una donna che non si è mai allontanata dall’amore del Figlio. Lei è vissuta per quell’amore e in forza di quel sentimento. Dal momento dell’Annunciazione tutta la sua vita è stata un sì a Dio e a quell’amore. Forse all’inizio si sentiva inadeguata per ciò che l’attendeva, ma con la sua umiltà ha svolto il suo compito con coraggio e abnegazione.
Maria è Madre e come tale rappresenta ogni madre che con dedizione e amore accoglie la maternità nella propria vita. Questa condizione è irreversibile, per cui non sempre ci si sente pronte o in grado di adempiere a tale compito. Nonostante ciò, quando si apprende la notizia dell’attesa di un figlio, tutto ritorna alla luce. La gioia per l’evento sovrasta ogni incertezza iniziale e piano piano tutto prende forma.
Accogliere la Parola di Dio, ogni giorno nelle nostre vite e nella quotidianità, con disponibilità e mettendola in pratica è il giusto atteggiamento, proprio come fece Maria.

2. SECONDO MISTERO: LA VISITA DI MARIA ALLA CUGINA ELISABETTA
Maria ed Elisabetta sono due mamme benedette da Dio. Condividono la stessa condizione di attesa con tutto ciò che comporta. Maria si è spostata dalla sua casa, nonostante il suo stato, per andare ad aiutare la cugina che riconosce subito in lei una sorella. Difatti, quando la vede, si sente avvolta da un grande stupore che è tipico di chi incontra l’altro sul proprio cammino e riconosce in lui un fratello.
L’amore si perfeziona soltanto nel momento in cui diviene concreto, quindi sorreggendo il nostro prossimo e aiutandolo ogni giorno. Donando un po’ nel nostro tempo, dividendo le gioie e le tribolazioni della vita con gli altri si aiuta davvero.
Oltre alla sua assistenza la Madonna ha portato a Elisabetta un regalo speciale: Gesù nel suo grembo che l’ha santificata e le ha donato gioia.

3. TERZO MISTERO: LA NASCITA DI GESÙ NELLA GROTTA DI BETLEMME
La nascita è un evento eccezionale pieno di emozione e gioia indescrivibili. Stringere tra le braccia una nuova vita è divenire consapevoli in quell’istante di essere capaci di amare incondizionatamente. Amare anche senza che quell’esserino sia come lo abbiamo immaginato e sperato. L’umile nascita di Gesù nella mangiatoia, dopo che nessuno lo aveva ospitato, ci dovrebbe insegnare ad accoglierlo e a lasciarci avvolgere dalla sua luce, in modo tale che la pace raggiunga i nostri cuori.

4. QUARTO MISTERO: GESÙ VIENE PRESENTATO AL TEMPIO DA MARIA E GIUSEPPE
Nelle braccia di Maria Gesù viene presentato al tempio quaranta giorni dopo la sua nascita, secondo la tradizione ebraica. Contemporaneamente in quel giorno le viene preannunciata l’altra presentazione che lei farà sul Monte della crocifissione: quella di Gesù al Padre. Quello sarà l’istante in cui una spada trafiggerà l’anima di Maria, poiché vedrà concretizzarsi la morte del proprio figlio e così diverrà Madre dell’umanità.

5. QUINTO MISTERO: IL RITROVAMENTO DI GESÙ NEL TEMPIO
La Madonna e San Giuseppe non possono vivere senza Gesù. Non lo trovano più e con grande angoscia lo cercano per tre giorni, finché lo ritrovano e il vuoto lasciato dalla sua perdita si colma. Nella società contemporanea Dio sembra assente in molte famiglie, tuttavia riscoprendo il suo volto si potrà trovare la pace e l’amore. Dovremmo essere un esempio per i nostri figli, anche pregando insieme a loro, perché come diceva Paolo VI: “genitori il vostro esempio vale una lezione di vita”.
Mi piace immaginare che forse Gesù, come sottolinea Papa Francesco, chiese scusa ai suoi genitori sulla strada del ritorno, sebbene non sia stato scritto. Dimostrando, in questo modo, la sua obbedienza e il suo amore di figlio bisognoso delle loro cure. •

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