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Verso l’autoguarigione

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Come l’osteopatia si pone davanti ai Disturbi dell’età evolutiva

Iprimi malanni cui può andare incontro un bambino dopo lo svezzamento sono le otiti ricorrenti, le bronchiti con o senza broncospasmo, l’asma, le tonsilliti ricorrenti, le adenoiditi, le classiche malattie esantematiche, la classica influenza, la stitichezza, l’insonnia, l’irritabilità, l’inappetenza ed altri ancora più o meno gravi. Un discorso a parte meritano i dismorfismi come le scoliosi, le cifosi, le iperlordosi, le ginocchia valghe o vare, i piedi piatti, le malocclusioni dentali, gli strabismi, ecc. E poi ci sono i disturbi dell’attenzione e dell’apprendimento con tutto un corteo di sintomi che coinvolgono la sfera psico emotiva nonché le reazioni avverse ai vaccini e ai farmaci in genere.
Riguardo il primo gruppo di malattie elencate, non volendo abusare di antibiotici, antipirettici e di altri farmaci di cui tutti oggi conosciamo la pericolosità, si possono trattare tranquillamente con l’osteopatia sia in fase acuta, sia in fase cronica; se non si ha fretta di vedere un recupero istantaneo e si lascia la libertà all’organismo di riequilibrarsi nel tempo rispettando la natura, i risultati saranno fantastici. Va da sè che il professionista deve essere davvero esperto e non un improvvisatore perché, a mio parere, con la salute non si scherza. Un’altra sana abitudine di cui riappropriarsi,molto molto importante, è la convalescenza che nessuno sembra più ricordare. Dopo aver combattuto qualsiasi battaglia, l’organismo ha bisogno di una pausa più o meno prolungata per potersi “ricaricare”, non basta che la febbre sia passata per poter tornare a scuola, anche perché spesso in convalescenza, si seminano per così dire, virus e batteri e perciò si è pericolosi per gli altri. I disturbi del secondo gruppo, ossia i dismorfismi, sono spesso la risultante di piccoli traumi da parto che con l’osteopatia, ancor meglio che con la fisioterapia, si possono risolvere ristabilendo un equilibrio posturale di cui l’organismo ha bisogno per poter espletare al meglio la sua fisiologia. I problemi della sfera psico emotiva insieme ai disturbi del linguaggio, generalmente sono appannaggio unicamente dei logopedisti, non si sa bene perché, almeno qui in Italia. Questi disturbi necessitano invece, come tutti gli altri su elencati, di professionisti qualificati, tra cui gli osteopati, che collaborino tra di loro. Purtroppo in Italia non siamo abituati a lavorare in équipe e ogni figura pensa di essere indispensabile e imprescindibile perciò non comunica con gli altri professionisti facendo perdere un’opportunità di crescita sia al paziente sia alla Medicina.
La domanda sorge spontanea: ” in che modo si prende cura di tutti questi disturbi l’osteopatia?” “E quali sono i mezzi di cui si avvale per poter curare?”
L’osteopatia studia molto approfonditamente l’anatomia e la fisiologia umana nonché la patologia medica mettendo in relazione il sintomo con la causa primaria che scatena la malattia e tenendo in considerazione che l’organismo umano è esattamente un organismo, ossia un tutt’uno sempre relazionato con la totalità di se stesso. L’osteopata sa che molto spesso causa e sintomo non sono consequenziali e che la causa del problema può essere distante sia nel tempo, sia nello spazio dal sintomo che il paziente riferisce. Detto questo, va da sè che l’osteopatia non tratta il sintomo e che il terapeuta deve conoscere molto approfonditamente la semeiotica medica ossia tutti i segni con cui l’organismo comunica, saper comprendere il suo linguaggio che, una volta decriptato, permette di avere in mano la chiave del trattamento. Dunque si parte sempre dalla diagnosi osteopatica che è diversa dalla diagnosi medica pur tenendo quest’ultima ben presente e dandole grande considerazione. La diagnosi assieme alla semeiotica palpatoria, ossia la decodificazione tattile dei segni corporei, oltre naturalmente alla lettura delle analisi e delle indagini strumentali, permettono all’osteopatia di capire qual è la zona da cui partire per dare l’avvio al trattamento che sarà sempre delicatamente manipolativo. Abituati come siamo ad una medicina per così dire “violenta”, dalle iniezioni ai massaggi profondi, dalla chirurgia ai medicamenti chimici, (la medicina si scatena in genere contro il sintomo in modo veramente aggressivo), molto spesso non comprendiamo come il leggero tocco dell’osteopata possa davvero essere efficace, eppure lo è perché l’organismo non ha bisogno di essere “bastonato”per funzionare bensì contiene in sè la memoria genetica del funzionamento ottimale di cui la natura lo ha fornito e risponde in maniera molto precisa alle altrettanto precise stimolazioni tattili da parte dell’osteopata che avranno lo scopo di incrementare la capacità di autoguarigione che tutti hanno. Molto complicato da spiegare, ma molto semplice da sperimentare, una volta capito che il trattamento osteopatico ci arriva da molto lontano, dai principi dichiarati da Ippocrate e dalla tradizione medica più naturale e meno nociva possibile, nel rispetto dell’integrità fisica e psichica del paziente. •

Diana L. Splendiani
Osteopata e fisioterapista

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