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Si amarono felici e contenti

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Il matrimonio è uno dei due sacramenti detti “della missione”

Quando ci siamo sposati  in chiesa, nel’72, tempo difficile e contraddittorio post sessantottino, si credeva  che il rapporto stabile e duraturo oramai fosse un’utopia.  I valori del “per sempre” a cui si faceva  riferimento, spesso per tradizione più che per convinzione, vennero scardinati da una legislazione e da una cultura contraria all’istituzione del matrimonio che ne cancellava  la consapevolezza del  valore sacramentale. A volte ci sentiamo come guerrieri superstiti  a difesa della famiglia, fedeli al come Dio l’ha voluta fin dal principio, bombardati in mille modi  da messaggi che inneggiano all’edonismo e ad un illusorio carpe diem. Cosa leggiamo nelle pagine di internet ? La parola amore è, spesso, sostituito dalle parole «sesso», «piacere» e «tradimento». Il  termine rapporto matrimoniale, oramai desueto, è sostituito dalle parole: convivenze, feeling, stare insieme, il mio lui e la mia lei.
Sull’amore prevale la ricerca ossessiva e compulsiva di una sessualità intesa come  piacere che esclude la vita e chi sceglie di avere più di un figlio è spesso visto come retrogrado o “sfigato”, termine spesso usato  oggigiorno.
Papa Francesco ha ricordato come tante coppie rinunciano alla procreazione che è «il completamento e la perfezione dell’amore coniugale che professano» preferendo avere un cane o un gatto in casa (omelia della Messa mattutina celebrata nella Casa di Santa Marta il 2 giugno).
Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti. Il cristiano ha il dovere di riproporre alle nuove generazioni  la proposta  dell’amore per sempre che si incarna nella famiglia stabile e duratura.
Per 25 anni ci siamo occupati dei Corsi di preparazione al Matrimonio cristiano ma abbiamo capito che tale  preparazione al matrimonio deve iniziare fin dall’infanzia e dall’adolescenza e deve diventare una delle massime priorità educative della pastorale.
La famiglia, oggi più che mai, è la speranza per la Chiesa e per la società tutta. Nel matrimonio sacramentale che abbiamo contratto, nella nostra unione di sposi, nelle nostre fragilità quotidiane, è presente il Signore che rende e ha reso possibile questa unità.
Dio ha manifestato vero e fattibile ciò che si crede impossibile: ti amerò per sempre, costi quel che costi. È un’analogia tra quell’amore umano che lega un uomo e una donna nel sacramento del matrimonio e che conduce all’accoglienza dei figli, all’amore del Dio trinitario.
L’amore fedele è di più di un sentimento, è la volontà indissolubile di condividere la vita con un’altra persona, è totale donazione. L’indissolubilità di un matrimonio valido, è un dogma divino e definito dalla Chiesa.
Angelo ed io, siamo chiamati nella fedeltà reciproca e con la testimonianza di vita per i fratelli, a recuperare l’idea sacramentale del matrimonio.
È necessario dare coraggio e speranza ai giovani. È una missione, nonostante le croci che ogni famiglia vive e affronta, quella di essere coppie sposate e felici perché certe della presenza costante di Dio. Siamo chiamati ad essere famiglie fedeli che vivono con speranza il “nonostante tutto” della quotidianità.
Molti giovani, fin da bambini vivono la grande povertà di chi non ha l’occasione di avere davanti a sé genitori che si amano e che si donano reciprocamente all’altro.
Le nuove generazioni hanno bisogno di vedere testimoni credibili che vivono quel primordiale desiderio di rimanere uniti per sempre. Quando ci si ama, il per sempre si realizza, pur nelle fatiche e nei problemi, grazie proprio alla presenza reale, continua e sacra del vincolo matrimoniale e reciproco.
Nel 1972, io e mio marito, ci siamo promessi, non so con quanta consapevolezza, fedeltà e amore ed è iniziata l’avventura del nostro matrimonio. Col tempo, il nostro reciproco e indissolubile dono ha assunto i caratteri della scelta, della memoria di una fedeltà quotidiana, di una responsabilità consapevole anche nel reciproco prendersi cura. Insieme abbiamo attraverso percorsi spesso tortuosi e difficili, abbiamo compreso come Cristo ci abbia chiamati alla strada vocazionale del matrimonio. Con il sacramento dell’amore siamo diventati collaboratori di Dio nella creazione, accogliendo, come doni immeritati, quattro figli di cui uno nato al Cielo prima ancora di nascere.
Quanti amori, quante storie, quanti matrimoni falliscono perché fra gli sposi non si è approfondita la consapevolezza che il nostro desiderio di felicità non può essere colmato solo dalla persona che amiamo, escludendo o dimenticandoci della Fedeltà di Dio!
In quante coppie l’entusiasmo iniziale illude la risposta all’umana sete di felicità. Errore fatale considerare il compagno come il fine e la risposta e non come la strada vocazionale con cui siamo chiamati a riconoscere Colui che è l’unica risposta per la sete di felicità dell’uomo, cioè lo Sposo fedele, Cristo.
Al termine del nostro percorso terreno mi piacerebbe che i nostri figli non dicessero “E vissero felici e contenti” piuttosto che dicessero “Si amarono in Dio fino alla fine, tenaci e forti, nonostante tutto”
Questa è la più grande eredità che vorremmo lascere loro. •

About Stefania Pasquali

Stefania Pasquali nativa di Montefiore dell'Aso, trascorre quasi trent'anni nel Trentino Alto Adige. Ritorna però alla sua terra d'origine fonte e ispirazione di poesia e testi letterari. Inizia a scrivere da giovanissima e molte le pubblicazioni che hanno ottenuto consenso di pubblico e di critica. Docente in pensione, dedica il proprio tempo alla vocazione che da sempre coltiva: la scrittura di testi teatrali, ricerche storiche, poesie.

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