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Un Salesiano da lontano

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Civitanova: a San Marone arriva don Waldemar, il nuovo parroco

Non c’è un solo uomo al comando ma tutta la comunità parrocchiale deve camminare all’unisono verso la perfezione della vita cristiana. È l’ultimo messaggio lasciato ai fedeli da mons. Rocco Pennacchio, arcivescovo della diocesi fermana al termine della celebrazione eucaristica da lui presieduta, con il concorso di tutti i parroci della Vicaria di Civitanova Marche – Potenza Picena e i sacerdoti salesiani della parrocchia San Marone. Chiesa di Maria Ausiliatrice affollata come nelle grandi occasioni, martedì 2 ottobre 2018 alle ore 21,15, per l’insediamento ufficiale di don Waldemar Niedziolka, il nuovo parroco di San Marone, nato il 16 agosto 1964 in un paesino della Polonia, sacerdote salesiano dal giugno del 1995, chierico nel 1989/ 90 nella nostra parrocchia. Prima di questo nuovo incarico è stato parroco dal 2010 nella parrocchia “Cristo Re” di Sulmona, dove è stato nominato parroco don Giovanni Molinari. Si è trattato di un avvicendamento tra i due sacerdoti.
Liturgia degli Angeli Custodi, quella della celebrazione eucaristica: “Ecco, io mando un angelo davanti a te per custodirti sul cammino e per farti entrare nel luogo che ho preparato” (Es.23,20- 23), “Darà ordine ai suoi angeli di custodirti in tutte le tue vie. Chi abita al riparo dell’Altissimo passerà la notte all’ombra dell’Onnipotente” (Salmo 90-91). Il più grande nel regno dei cieli è solo chi si converte e diventa come un bambino: “Guardate di non disprezzare uno solo di questi piccoli, perché io vi dico che i loro angeli nei cieli vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli” (Mt 18,1-5.10).
Il parroco è il custode dei risultati raggiunti dalla comunità parrocchiale, ma anche chi stimola la stessa per raggiungere altri traguardi, “perché l’equilibrio è instabile e la tentazione del primato e della separazione può sempre tornare a fare capolino”. Sagge parole lette da Federico Pezzoni a nome di tutta la comunità nel saluto al nuovo parroco e nei ringraziamenti all’arcivescovo. E ancora: “L’insediamento di un nuovo parroco porta con sé tante aspettative, perplessità, speranze, dubbi che si affollano nella mente e nel cuore dei parrocchiani. La sua presenza ci ricorda che la nomina di un parroco è dono del Signore e che se don Waldemar oggi è qui è perché lo Spirito Santo lo ha scelto e ha condotto il suo cuore fino a Civitanova Marche”.
Il parroco è chi sta in testa alla comunità quando c’è da indicare il cammino da percorrere, è in mezzo al gregge per capire i problemi della gente, è in fondo allo stesso per sospingerlo a camminare e a pungolarlo, quando si attarda e mostra segni di pigrizia ma sempre rispettando il passo di ognuno.
Quella della parrocchia San Marone, diecimila abitanti circa, è una comunità viva con tante realtà che sono in azione quotidianamente: L’ADMA (Associazione Devoti di Maria Ausiliatrice), i Salesiani Cooperatori, gli Ex Allievi don Bosco, il Coro, la Caritas parrocchiale, il gruppo dei catechisti, il gruppo famiglia, il cammino di preparazione dei fidanzati al matrimonio e quelli di accompagnamento delle giovani coppie, il Savio Club, il gruppo Scout, il CGS (Cine Circolo Giovanile Salesiano) per i cinema, la Salesiana Vigor per il calcio, la PGS (Polisportiva Giovanile Salesiana) per il tennis e il gioco delle bocce.
Eundum est ad meliora. Dobbiamo tendere a cose migliori (Seneca, De Brevitate vitae). Lo diceva il grande filosofo Seneca, non toccato dalla fede cristiana. Se nel passato si sono battezzati i non credenti per farne dei cristiani, oggi si deve fare dei cristiani i credenti e che siano soprattutto credibili.
“Negli ultimi anni la Chiesa ha imparato che è un errore presupporre la fede in coloro che si professano cristiani e perfino in quelli che svolgono ruoli attivi all’interno delle parrocchie”.
La grandezza di un fedele sta nel servizio non in altre cose. La carriera e il potere sono categorie mondane. Eppure tra le pieghe della chiesa ci sono tanti che vivono di questi mezzucci. Tutta la comunità parrocchiale ha chiesto a don Waldemar di “sostenerla nel suo cammino di fede, affinché ognuno di noi possa in modo sempre più consapevole e fecondo percorrere la strada verso la santità, rispondendo in modo specifico alla propria vocazione e riuscendo così ad essere veri testimoni di Cristo là dove viviamo e svolgiamo le nostre attività”.
Suggestivi e carichi di significato sono stati tutti i momenti della liturgia per l’ingresso del nuovo parroco: la presentazione di don Waldemar, l’invocazione allo Spirito Santo, il rinnovo delle promesse del nuovo parroco, fatte nel giorno della sua ordinazione sacerdotale, la preghiera di benedizione, i riti esplicativi e le consegne. Sono stati consegnati gli oli santi e la stola di colore viola. Compito del parroco è l’aggregazione di nuovi fedeli con il santo Battesimo, rimettere i peccati in nome di Cristo e della Chiesa con il sacramento della penitenza, donare sollievo agli infermi con l’Olio santo. Importante anche se difficile da seguire attentamente è stata anche la lettura dei diversi articoli del diritto canonico contenenti norme legali per chi è chiamato a svolgere la funzione di parroco.
Se si vuole tener fede alle emozioni e ai sentimenti di gioia vissuti da tutta la comunità parrocchiale martedì 2 ottobre, dalle 21,15 alle 23,00 circa, nella chiesa di Maria Ausiliatrice, parrocchia San Marone di Civitanova Marche, ciò che resta da fare è incamminarsi dietro al nuovo parroco, solare e gioviale, con il sorriso sempre stampato sul volto.
Nova et vetera. È il motto di sempre. Da registrare anche un breve momento di convivialità al termine della funzione religiosa, vissuto dai fedeli nella sala sottostante la Chiesa di Maria Ausiliatrice. •

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