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Il Fermano da salvare

I nomi legano le generazioni

Moresco: il tricolore per ricordare i caduti della guerra Testa mozza, Andrefacchie… due contrade di Moresco. La prima un tantino inquietante; la seconda dal nome poco comprensibile. È giornata di sole. Scendo verso la Valdaso. Fermo l’auto accanto alla vecchia strada che porta ad Andrefacchie. Sicuramente la via era costeggiata di querce. Ne rimangono poche. Poche ma orgogliose. Più avanti …

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Si parte da Molino Lautizi

La guerra della Boara, Belmonte, Fermo, Montegiorgio Non so se la camminata si farà. Stamani il tempo è incerto. Ma il tracciato esiste. E il percorso è stato già sperimentato. A Piane di Montegiorgio i ragazzi del Palio di San Paolo insieme all’associazione Amici miei, con il “motore” al massimo di Marco Ramadori e l’ausilio di Aldo Ferracuti, la passeggiata …

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Note dalla casa della memoria

Servigliano: civitas perfecta. Era una volta Castel Clementino Non è come l’inizio del mondo. Ma la notte gli somiglia. Occorre guardarla però con occhi e sguardo diversi. E non quelli dello spavento o della minaccia avvertita. Della calma, invece. Di qualcosa che s’è placato, che respira senza ansietà. Di un abbraccio sereno. La notte è silenzio, forse sussurro, certamente profondità. …

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Lentius, profundius, suavius

Quante discussioni sulla sconfitta inferta all’Italia calcistica dalla Svezia! Discussioni da bar, da parlamento e da CONI. Ci rifletto mentre cammino lungo il Parco Alexander Langer di Monte Urano. Parco fluviale. «È lungo un chilometro e largo 100 metri», come dichiara il pannello all’ingresso. La vegetazione è ancora fitta e verdissima, nel giorno della mia visita. Il Tenna, gonfio in …

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Il treno a scartamento ridotto

Dai ponti e dalle stazioni di un’epoca all’innominabile attuale Incipit. Romanticismo nel mio raccontare? Sicuramente c’è. Ma a volte capita che, ragionando con il cuore, si arrivi laddove la sola mente non arriva. Quando transito da Belmonte Piceno sino a Servigliano, preferisco la strada stretta alla destra del fiume Tenna. Sei metri molti scarsi di carreggiata. Poco prima di raggiungere …

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Alla scoperta delle “Radici”

Radice. Sarà il tema della prossima edizione de Le Parole della Montagna. Me l’ha rivelato Simonetta Paradisi, cuore e direzione del Festival di Smerillo. Spero non le spiaccia che già lo divulghi, perché l’ha confidato nel corso di una semplice cerimonia che mi riguardava. La montagna ancora una volta offre la rotta. Si riscopre creativa. Convoglia sguardi e menti a …

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Querce campanule anatre lepri

Monte Serrone sopra Pedaso, luogo d’incanto Ho scelto la collina sul mare. Ho scelto Monte Serrone, sopra Pedaso. Luogo d’incanto. Macchia mediterranea. Un incendio ne divorò una parte, anni fa. Salgo con l’auto, rasentando la Chiesolina. Mons. Gennaro Franceschetti l’aveva destinata ad ospitale dei diversamente abili. Fece strutturare l’edificio come meglio non si poteva. Non vide coronato il suo progetto. …

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La storia coperta dalle erbacce

Amandola: verso il monastero dei benedettini La costa è incandescente. Scelgo di nuovo la montagna. È da tempo che non salgo al monastero dei santi Vincenzo e Anastasio. Attraverso Amandola, scegliendo la strada del vecchio trenino, che evita il centro storico. È bianca, polverosa, piena di buche, ma suggestiva. Superato il camposanto, dopo un po’ si gira a destra. Ci …

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… c’è la Fonte della Carità…

Monte Vidon Combatte: Collina Vecchia e Collina Nuova Collina Vecchia. Un borgo medievale in basso, che contraddice il nome. Un borgo fantasma. Nessuno più in giro. Nessun’anima vivente. Mille e mille anime invece passate nei secoli. Cammino un luogo deserto. Calpesto viottoli e strade di fondovalle un tempo molto transitate. Occorre avere altri occhi per cogliere volti scomparsi. Scriveva Hildegarda …

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Monache a prova di sisma

Marnacchia: il rifugio delle benedettine di Amandola La destinazione era un’altra. Capita però che qualcosa attragga di più e si cambi meta. L’Abbazia dei santi Vitale e Ruffino resta sempre di una suggestione unica. Lascio l’auto, faccio un giro, la chiesa è chiusa, e prendo a piedi per Marnacchia: un promontorio che si slancia su Amandola. Tre chilometri tra vegetazione …

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