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Auguri Devis e Chaltu

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Dal 26 Gennaio al 5 Febbraio con un gruppo di 13 persone abbiamo visitato la Prefettura di Robe in Etiopia con cui la nostra Diocesi è gemellata fin dalla sua creazione l’undici febbraio 2012.
I motivi della visita erano diversi.
Innanzitutto potenziare i rapporti tra la nostra Diocesi e la Prefettura: dare sostegno all’opera di Prima Evangelizzazione che p. Angelo Antolini e i suoi collaboratori stanno portando avanti tra il popolo Oromo: popolo quasi totalmente di religione islamica, con piccola presenza cristiana ortodossa. I cattolici in tutta la Prefettura non arrivano a mille in cinque parrocchie.
In secondo luogo c’era un grande evento. Un nostro amico, Devis Fratini, domenica 31 gennaio nella parrocchia di Kofele ha contratto il matrimonio con Chaltu, una ragazza Oromo. Insieme ai suoi genitori bisognava far festa per questa storia d’amore che supera le barriere di popolo, lingua, costumi, tradizioni. È stata veramente una grande festa. Il rito religioso, presieduto dal prefetto p. Angelo, ha visto la concelebrazione del vescovo emerito di Padova mons. Antonio Mattiazzo, ora missionario al servizio di questa Prefettura, e altri 3 sacerdoti: d. Mauro, p. Bernardo ed io.
Dopo la celebrazione Eucaristica la festa è proseguita con una agape fraterna in un locale della parrocchia e poi presso la casa della sposa a Gighessa fino a notte. Grande festa che ha unito cattolici e mussulmani, bianchi e neri, italiani e Oromo.
Del nostro gruppo facevano parte 8 giovani: Riccardo, Chiara ed Alessandro di S. Vittoria in Matenano; Noemi e Lorenzo di Morrovalle; Gabriele e Sabrina di Montegiorgio; Giulia di Fermo. Una esperienza breve ma molto intensa, che li ha messi in contatto con un popolo di lingua, costumi e tradizioni profondamente diversi; con condizioni di vita molto dure e faticose; con situazioni di povertà ed emarginazione; con il difficile impegno della Chiesa cattolica di portare aiuto attraverso la costruzione e la gestione di asili e scuole.
L’ultima grande opera che la Prefettura ha iniziato è la costruzione di un ospedale neuro-psichiatrico a Robe. I malati con problemi psichiatrici sono normalmente abbandonati e destinati ad una vita quasi animalesca; l’unica risorsa attuale è costituita da una casa di accoglienza a Goba (città a 10 Km da Robe) gestita dalle suore di madre Teresa di Calcutta; ma non ci sono vere possibilità di cura.
Per questo p. Angelo ha concepito l’ardita idea di creare un ospedale neuro-psichiatrico. Per realizzarlo ha avuto un sostanzioso finanziamento dalla CEI dai fondi dell’8×1000. Ma questo non è sufficiente: per sostenere l’opera è stata creata in Italia una associazione onluss denominata ARAARA: parola che in lingua Oromo significa Riconciliazione. Riconciliazione con se stessi, con gli altri, con Dio è la sorgente della salute. Si può sostenere l’opera entrando a far parte della Associazione, contattando d. Mauro Antolini, parroco di Servigliano.
Tutte queste opere sono per rendere presente in mezzo al popolo Oromo l’amore di Dio, rivelatosi in Gesù Cristo. È la Prima Evangelizzazione in mezzo ad un popolo che non conosce Gesù Cristo o, se lo ha conosciuto, lo ha visto come il Dio dei dominatori Amara e Tigrini che lo hanno oppresso ed ancora oggi lo tengono ai margini della vita politica etiopica. Per questo l’evangelizzazione è difficile e passa soprattutto attraverso le opere della carità. Il nostro compito è la preghiera e il sostegno sia attraverso esperienze di servizio e di volontariato nelle strutture della Prefettura sia anche attraverso offerte alla associazione ARAARA. •

Pietro Orazi

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