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È nata ARAARA onlus

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Una favola moderna o forse la continuazione di un discorso antico.
Da dove vogliamo partire?
Un popolo di poeti, di navigatori, di eroi? Beh dopo Schettino i navigatori sono un po’ in ribasso, ma se guardiamo bene bene un po’ tutto è in ribasso, abbiamo cambiato il nostro sentire tanto che chiamiamo sentimento la volubilità, travestiamo l’incoscienza con la maschera della libertà, immersi in un fragore mediatico che ci confonde fino a farci cedere alla seduzione di apparati tecnologici.
Si tende al peggio, purché moderno.
In una nazione dove ogni giorno si perde un pezzo di sorriso, dove stanno cercando di distruggerla la nostra struttura sociale, avvilendone la cellula fondamentale: la famiglia.
Eppure, nonostante tutto questo e tanto altro, riusciamo, proprio nell’attimo di disperazione, di sconforto più profondo, ad avere la forza di alzare gli occhi al Cielo…
Ed ecco che avviene la magia, l’incanto della metamorfosi. Ci accorgiamo di non essere più soli, altri come noi rispecchiano le nostre aspirazioni nei loro occhi.
Ognuno con la Sua storia, ognuno con accanto persone care da difendere, ma non con la spada. Un esempio costante di generosità e, diciamolo pure, di fede, di speranza e di carità. Abbiamo ritrovato tutti assieme, il valore archetipo del simbolismo di appartenenza. È nata ARAARA.
In verità siamo ancora nell’attimo confusionale creativo, tante splendide idee e degli obiettivi già raggiunti.
La cosa che fa più meraviglia però è che a chiunque noi parliamo di questo grande progetto l’effetto che ne scaturisce è come se fosse un fatto naturale pronto per essere vissuto nella Sua completezza e, lo stupore è quello… perché non è successo prima?
Vediamo porte che ci si aprono e siamo veramente accolti con simpatia ed entusiasmo.
È vero, due sono le malattie sociali oggi più diffuse, la solitudine e la mancanza di fantasia, accompagnate da un minimo comune denominatore: abbiamo tolto Dio dalle nostre azioni e dalla nostra vita. L’incontro con la divinità è un fatto sporadico e quasi di scambio. E questo crea agitazione e sconcerto per lasciarti in una improduttiva e… grigia, immobilità. Ma noi sappiamo bene che Dio si prega lodandolo. Ed è proprio da qui che vogliamo ripartire. Vogliamo rimettere Dio nelle nostre azioni. Un nuovo modo di sentire: sentirsi strumenti attivi di un’opera da compiere, senza euforia, con disciplina e coraggio.
Come sempre buttiamo il cuore oltre l’ostacolo, poi andiamo a riprendercelo. Un nome che è pieno di promesse come un cielo di primavera: ARAARA.
ARAARA è vero, è ora, è adesso, qui, subito!
Siamo presi in una confusione, come Babele, ma ritroviamo la nostra lingua fatta di tre parole: fede, speranza e carità.

ARAARA nasce dal desiderio di noi, cristiani giovani e adulti, con esperienze di vita così distanti ma accomunate da un unico desiderio quello di vincere l’odierna corsa contro il tempo con uno spazio da dedicare all’altro. È così che si diventa missionari, prima di tutto nel proprio quotidiano e poi, nelle terre lontane.
L’Associazione ARAARA si fa protagonista nel partecipare a quella che è la sfida della prima evangelizzazione e del servizio agli ultimi, ai più poveri fra i poveri.
La nostra associazione si impegna a sostenere la nostra chiesa sorella, la prefettura di Robe, nella terra Etiope, che ora è sotto la guida del nostro amato Padre Angelo.
In concreto, l’Associazione è nata il 1 giugno 2015 e abbiamo avuto l’approvazione e l’iscrizione nel registro delle onlus il 22 luglio 2015. Con l’obiettivo che il poco di ciascuno è molto per tutti, oggi ci impegniamo a raccogliere contributi per la costruzione di un Ospedale Neuropsichiatrico nella Prefettura di Robe, cercando di fissare, per tutti gli associati, una quota fissa di 20 euro annuali da far confluire nella cassa del progetto ‘Adotta Un Ospedale’.
Perché proprio un Ospedale Neuropsichiatrico?
Si tratta di un settore in cui il governo non riesce ad impegnarsi; chi soffre di questo problema non è curato, rimane una realtà emarginata. Inoltre la Chiesa cattolica nel Bale è iniziata con Madre Teresa che, personalmente, si è avvicinata a coloro che con problemi psichici venivano completamente abbandonati.
A Goba, pochi chilometri da Robe, è ancora presente il centro delle suore di Madre Teresa di Calcutta dove sono ospitati 270 malati con problemi psichiatrici e neurologici di varia gravità. Abbiamo quindi voluto seguire il nostro filone cattolico dando un appoggio concreto a chi già da tempo segue questa realtà emarginata.
C’è dietro un discorso di cura, di accoglienza e di prevenzione. Si tratta di voler anche superare tutti i pregiudizi ed i tabù legati alle malattie mentali e neurologiche promuovendo anche percorsi di educazione, di lavoro e formazione anche per queste persone che hanno, come ogni altro essere umano, diritto alla vita, a vivere la propria vita.
ARAARA è anche il nome dato all’ospedale.
ARAARA, in lingua oromo, significa riconciliazione, misericordia, perdono.
È una parola molto bella, che si legge da entrambe le parti. Una riconciliazione che può nascere da ogni parte del mondo, sempre nello stesso modo: dal cuore e dall’affidarsi a Dio. La riconciliazione con noi stessi, con gli altri e con Dio è la sorgente della nostra salute fisica e psichica. La riconciliazione in genere è quindi fonte della salute. Nonché un nome del genere in un contesto islamico permette di non far scandalizzare nessuno.
Lo stesso Papa Francesco ci invita ad aprirci. Siamo comunque nella barca della prima evangelizzazione. Dobbiamo trovare l’equilibrio tra l’annuncio diretto e quella che è la carità: mostrare l’amore di Dio agli ultimi e agli emarginati. È il Vangelo stesso che ci invita alla scelta dei poveri e degli ultimi.
Per saperne di più, vi invitiamo calorosamente al nostro incontro domenica 16 ottobre 2016 alle ore 16:30 presso il salone della Parrocchia San Giovanni Bosco, adiacente al campo d calcio, zona Molini (ex Conceria), Fermo.
Sarà un’occasione per stare insieme, pregare, conoscere i nostri programmi ed iniziative, toccare con mano come vogliamo crescere insieme. Sarà un occasione anche per scambiare un confronto con Padre Angelo che in quei giorni sarà in Italia e potrà offrirci la sua testimonianza diretta, nonché la sua preziosa presenza, grande uomo di Dio quale è.
Concluderemo l’incontro alle ore 18:30 con una merenda cena insieme.
Vi aspettiamo! Abbiamo voglia di conoscervi e di farvi conoscere ognuno di noi ha bisogno di incontrarsi e noi, abbiamo bisogno di incontrare il vostro cuore. •

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