Cirenei per poveri Cristi

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A Montegiorgio la Settimana Santa era scandita da riti e cerimonie che pur inserite nel solco della correttezza liturgica, nel corso del tempo hanno assunto connotazioni ed aspetti particolari. Il trascorrere del tempo e la riforma liturgica hanno apportato mutazioni ed innovazioni anche profonde, che hanno fatto scomparire ritualità ed usanze. Mi piace ricordare tra queste le cerimonie del Venerdì Santo ricordando che ancora oggi viene celebrata la Processione del Cristo morto senza derogare dagli aspetti religiosi.
Il Venerdì Santo, nel pomeriggio usava la pia pratica delle Tre Ore di agonia, dalle 13 alle 16 circa, predicate e con «con musica per mezzo di un direttore». Più addietro nel tempo la pia pratica aveva assunto i risvolti di un avvenimento artistico. La predicazione era infatti intervallata da musica eseguita da valenti esecutori vocali e strumentali, ingaggiati appositamente.
Dopo la predica il grande Cristo crocifisso viene deposto nella «bara» e quindi portato in processione notturna.
Più anticamente alla sola presenza degli iscritti alla Congregazione della Via Crucis si faceva la deposizione della croce, e, infine, se si aveva il permesso delle autorità, aveva luogo la processione notturna del Cristo Morto e della statua dell’Addolorata.
La bara è portata a spalla da uomini nascosti da un panno nero, che fanno parte di alcune famiglie che tradizionalmente svolgono il servizio.•

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