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…Nessun luogo è lontano…

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Come essere vicini ad un amico ricoverato per un disturbo di personalità

7 settembre 2015

Questo mi sembra un buon compromesso fra l’ignorarti e lo starti costantemente addosso. Scrivere. Scriverti ogni giorno che ti penso, che sono preoccupata per te e che devo trovare il modo per farti star meglio.
In tutta la mia vita ho creduto che l’amore (quello sincero) bastasse, e fosse la miglior cura a tutti i mali della mente: prenderti fra le mie braccia e cullarti finchè non starai meglio. Ma mi illudevo di poterti essere utile. Non saranno le mie coccole, né io né il mio amore a guarirti. Sarai tu stesso…
Forse anche io sono malata della tua stessa presunzione, la presunzione di volerti guarire senza nemmeno riuscire a vedere le tenebre del tuo cuore. Mi chiedo quanto dolore ci hai rimesso in tutti questi anni, quante delusioni, quanti fallimenti.
Forse sono loro che ora guidano il tuo cuore – Ricordi?! Mi avevi parlato di una cosa simile ed io ti dissi: “Come Un giudice di De Andrè” – il dolore ha preso il sopravvento ma io lo so che tu sei più forte. Tu non sei cattivo, o se lo sei, lo sei nel senso etimologico, di prigioniero, prigioniero di un altro te che non ti permette di essere quel bel F che ho imparato a considerare vitale.
Certo può suonare strano che mi auguri una tua caduta (se te lo dicessi ora, ahi voglia come ti arrabbieresti) eppure scendere da quel piedistallo che la malattia ti ha costruito è l’unico modo per riaverti qui, a portata di mano. Un maledetto altare di cristallo, se solo fossi più forte: ti prenderei per le spalle e poi a sberle finche anche tu non ri ricorderai di come è bello “L’altro te”.
L’altro te è una persona molto divertente, sorride spesso (e ogni volta che lo fa ti fa sentire speciale), gli piace ascoltare gli altri e non parlargli sopra perché conosce l’importanza che c’è nel comprendere l’altro non del solo sentirlo. L’altro te è buffo, un po’ impacciata nelle cose pratiche e per questo risulta tenerissimo. Negli occhi dell’altro te c’è il mondo non il cielo vuoto.
Vorrei tornassi indietro, la mia testa non riesce più a starti dietro.
Grazie. Sogni d’oro angelo.
Angelo… se fossi una ngelo tu non staresti male, staresti fra le mie ali in alto nel cielo….
Ti farei vedere quant’è bello il mondo visto dall’alto e quanto siamo piccoli in confronto alle stelle.
Ti porterei a ballare sui crateri della luna finchè stanco non ti farei addormentare fra le mie soffici piume.
Se fossi un angelo ti veglierei dall’alto e ti amerei di un amore puro ed accogliente che non ti faccia mai sentire solo, triste o abbandonato.
Come vorrei essere l’angelo che credi io sia, per la miseria, invece le uniche ali che possiedo sono quelle di Icaro, incapaci di portarmi lontano ma soprattutto incapaci di portarti in salvo….
Maledetto dalle’eccessiva felicità!?
Non è giusto un mondo in cui persino l’essere forte vuol dire essere malato.
no, non posso rispondere al tua messaggio, ogni mia frase potrebbe ferirti, ogni mia debolezza alterarti.
“Tu sei il mio angelo” forse questo dovrei dirti, ma in questo momento così fragile della tua vita fraintenderesti… sei il mio angelo non per la tua forza o per la tua vicinanza a Dio in questo momento, ma per la tua dolcezza: la sola che mi sa calmare nello spirito, quella che unisce i nostri animi così diversi…
tua Ellegi

8 settembre 2015, ore 00:15

Dici che è la mia voce ad essere depressa e poi mi consigli di prendermi un antidepressivo come se già non ne facessi abbastanza uso. Nemmeno ti rendi conto che per te non dormo più notti serene. Mi sveglio di soprassalto e ti immagino in preda ad un’euforia che non ti può condurre dove vuoi arrivare. Mi dici di chiamarti solo quando avrò un tono felice. Lo vedi? Hai già paura della sofferenza o forse conto così poco per te che se non sono allegra sono inutile.
Ma c’è un problema. Nell’ultimo periodo non ho conosciuto allegria che al tuo fianco, ma il fianco che mi porgi ora, il fianco del superuomo è pieno di spine, non è fatto per il riposo ma soltanto per tenere desti gli orrori altrui.
Non ti rendi conto che eliminando la realtà infelice stai vivendo in un’utopia, in cui l’essere umano è solo un mezzo. Proprio tu che ti commuovevi come me pensando ad un mondo più giusto e più buono. (Non un mondo in cui per paura sei diventato il carnefice).
Torna da me, dalla L che sonnecchia e sbava… Solo allora capirai che quella voce non era depressione m a solo sonno e preoccupazione per il migliore dei miei amici.
Spero che domani passerai sopra al mio tono, ma in un mondo già per me così faticoso essere forte e pronta a subire il tuo umose senza colpo ferire, è quasi impossibile.
Piango la notte, e prego la Madonna addolorata che ti possa vegliare meglio di quanto non possa fare io. (Lo so che questa idea ti sembra stupida… Ma niente è stupido quando la persona a cui vuoi tanto bene sta male).
G mi ha pregato di spegnere il telefono stanotte per prooteggermi dalle tue chiamate. Eppure mi sento così in colpa… Ti immagino chiamarmi per avere un po’ di pace e trovare il telefono spento. Spero potrai perdonarmi. Lo accenderò appena possibile. (Capisco cosa voglia dire aspettare un figlio toornare a casa la notte…)
Sto iniziando a delirare. Credo siano le medicine in opposizione al mio panico attuale. Ogni rumore che sento otresti essere tu… Sei la grondaia, il fruscio dei noci, l’abbaiare dei cani. Stai venendo da me? Stai venendo a prendrti la mia sanità mentale?
Te la darei se significasse un tuo miglioramento.
Buonanotte anima in pensa, io sono vicino al tuo cuore e ti vigilo nell’unico modo che conosco: quello dell’amore per il prossimo che sei tu.
Tua Ellegi

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