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Dal Catecumenato al Teologato

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NOTA PASTORALE NUMERO 7

La nota pastorale numero 7 è stata suggerita a mons. Conti «dal Santo Padre Benedetto XVI che, con l’omelia della Messa crismale del Giovedì santo 2007, ha donato ai presbiteri romani ma anche a tutta la Chiesa, una perla preziosa. Intendo assumerla come chiave di apertura della “conversazione” con lo sguardo rivolto al presbiterio, ai formatori del Seminario, ai docenti del nostro Istituto Teologico, ai seminaristi e ai fedeli laici, in modo particolare alle famiglie della Chiesa fermana».
La nota si caratterizza per una analogia tra il catecumenato e l’itinerario formativo del Seminario che, con una certa assonanza, viene chiamato «teologato». È composta di 69 pagine. È divisa in due parti: una espositiva (fino a pag. 38) e una antologica.
“Non è difficile stabilire un parallelo e una analogia tra l’itinerario catecumenale e il percorso di formazione seminaristica. Né sembri offensivo occuparsi della vocazione (o meglio della vocabilità) dei seminaristi, mediante opportuno discernimento, ma soprattutto preoccuparsi della loro fede. L’esperienza dice che un giovane che approda al Seminario il più delle volte è chiamato ma di frequente non ha consolidato un grado di fede adeguato alla chiamata al sacerdozio ministeriale. Insomma neppure in Seminario si può pre-supporre la fede ma bisogna proporla. E la proposta della fede esige un percorso di tipo catecumenale che, in questo caso, abbiamo già denominato «teologato»” (pag. 6).
Prendendo spunto dai quattro vangeli (Marco, Matteo, Luca e Giovanni) si segue l’ipotesi di quattro momenti successivi della maturazione cristiana: iniziazione catecumenale, introduzione alla vita comunitaria, avviamento all’evangelizzazione e maturità contemplativa.
L’itinerario formativo del Seminario Maggiore è un’analogia tra il cammino di iniziazione cristiana che, “attraverso” i sacramenti del Battesimo, della Confermazione e dell’Eucaristia costituisce nel sacerdozio comune dei fedeli, e il cammino di formazione seminaristica che, “attraverso” i ministeri, costituisce nel Sacerdozio ministeriale, conferito mediante il sacramento dell’Ordine. La vocazione al Presbiterato è vista, dunque, all’interno di una logica della vita di fede in cui la specificità della propria scelta nulla toglie all’approfondimento consapevole della propria identità cristiana, anzi la rafforza e l’arricchisce.
A metà della prima parte, mons. Conti cambia registro. Non disegna piani e schemi, ma parla al cuore, anzi apre il suo cuore e conversa confidenzialmente con un Seminarista.
Usa il “tu” confidenziale. “Ad un certo punto della vita, del tuo cammino insieme con i fratelli della fede, sei uscito dall’abituale contesto ecclesiale per entrare in una particolare esperienza di Chiesa, che è la comunità del Seminario Maggiore”. E la conversazione si dipana seguendo il seguente itinerario:
1. Entrare in Seminario.
2. La tua vocazione è davvero mistero di fede
3. La tua vocazione è mistero dentro la sequela di Cristo.
4. La sequela primaria si attua a partire dal battesimo, sacramento della fede.
5. Nel sacerdozio ministeriale per coloro che sono chiamati si specifica un ulteriore livello di sequela rispetto al sacerdozio comune.
6. Il presbitero vive in funzione della predicazione della parola di Dio (“munus profeticum”), del servizio pastorale (“munus regale”) e soprattutto della celebrazione del mistero eucaristico (“munus sacerdotale”).
7. Celebrando l’eucarestia, il presbitero è posto al centro della vita della Chiesa.
8. Il presbitero è formato dalla chiesa nella chiesa e per la chiesa.
9. La formazione liturgico-spirituale in Seminario.
10. La formazione intellettuale in Seminario.
11. La formazione alla vita comunitaria.
12. La formazione al servizio pastorale.
13. Affidamento della formazione al presbiterato a Maria, madre dei sacerdoti.
La Nota è corredata di un’appendice di Letture patristiche che, come il Vescovo scrive: “Mi hanno accompagnato nella formazione dei seminaristi ma hanno soprattutto modellato la mia fede sulla fede dei Padri”.
Le letture sono raccolte sotto alcuni titoli: La spiritualità battesimale; È salutare leggere le sacre Scritture; Per una pro-esistenza nel ministero; L’uomo eucaristico: il presbitero; Il cammino attraverso le virtù. •

About Nicola Del Gobbo

Direttore de La Voce delle Marche

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