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Azzardopoli

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Cifre da paura bruciate in scommesse nel nostro territorio

Chi joca e spera de vence, se lea le noe e se mette le cence. (Chi gioca e spera di vincere si toglie il vestito nuovo e si mette quello strappato). Così ripeteva mia madre ogni volta che, deluso per il mancato tredici, mio padre controllava la schedina del totocalcio, la domenica sera. Erano poche lire. Niente a che vedere con le cifre che si bruciano oggi, in ogni città o paese della diocesi fermana per i vari gioci d’azzardo. Mia madre sapeva che chi gioca perde sempre.
È questo il guaio che fa perdere il sonno, la serenità e fa ammalare.
La chimano ludopatia. È una malattia riconosciuta dall’OMS e viene curata in centri specializzati. Ma non si vuole debellare come si fa con altre malattie endemiche. Il gioco ha troppi interessi. E davanti agli interessi, anche il valore della persona umana viene meno.
L’Italia è il paese in cui monarca assoluto sono le macchinette mangiasoldi. Tanto che il gioco d’azzardo ha raggiunto un costo sociale difficile da sostenere, configurandosi come una dipendenza che ha effetti sulle famiglie e spiana la strada alla malavita, al fenomeno dello strozzinaggio, alle estorsioni.
Sono 17 milioni gli italiani che hanno giocato almeno una volta (fonte: Cnr) e 2,5 milioni quei giocatori abituali e, dunque, a rischio dipendenza (anche se appena 7 mila sono in cura presso le Asl). La Lombardia è la regione che più contribuisce alla raccolta del gioco d’azzardo (19,5%), seguita da Lazio (10,6%), Campania (9,8%), Emilia-Romagna (8,3%), Veneto (8,1%) e via via tutte le altre.
Ho letto da qualche parte che una partita media dura meno di 2 secondi con una spesa media per giocatore di 5 euro a partita, ma si arriva a un massimo di 10. In un’ora, un giocatore può arrivare a mettere nella VLT anche 18mila euro, con una perdita media oraria di 1350 euro.
Le VLT, acronimo di video lottery terminal, sono apparecchi elettronici che offrono un’ampia scelta di giochi, accettano banconote anche di grosso taglio e permettono importanti vincite, grazie al meccanismo del jackpot. A fronte di queste caratteristiche però le VLT sono importanti “lavatrici” per il riciclaggio del denaro. Natasha Schüll nel suo libro Architetture dell’azzardo nota che “è il flusso dell’esperienza di gioco quello che le persone ricercano. Il denaro per loro è un mezzo per stare seduti più a lungo, non il fine. Le persone non vogliono vincere il jackpot e andare via. Le persone vogliono vincere il jackpot e rimanere sedute fino a quando non se lo sono giocato tutto”. La ragione per cui le VLT sono una forma molto pericolosa di gioco d’azzardo sta nel fatto che la tecnologia digitale consente di ottimizzare il flusso di gioco, sperimentando nuove forme di interazione uomo-macchina.
La tecnologia applicata al gioco d’azzardo permette di offrire alle persone forme intensive di gioco, favorendo l’attività parossistica di gioco. Ancora non è possibile, ma è previsto che una VLT funzioni anche con moneta elettronica e questo non farà altro che alterare la percezione del valore effettivo di quanto si stia puntando e perdendo.
La moneta elettronica riduce i tempi di gioco, eliminando le pause, pericolose per l’industria perché nel momento in cui il giocatore si alza e va al bancomat o alla cassa può distrarsi dal flusso di gioco, rendersi conto di quello che gli sta succedendo e, magari, interrompere. Inoltre, con l’elettronica è possibile anche superare lo steccato mentale usato da sempre dai giocatori: segregare fisicamente le somme dedicate al gioco dal resto del proprio patrimonio. •

Nell’immagine: Dati del 2016 elaborati dal sito http://lab.gruppoespresso.it/finegil/2017/italia-delle-slot/classifiche-territorio-nazionale/

Di seguito l’elenco dei Comuni della diocesi con le cifre espresse in euro delle giocate pro-capite (quanto ha speso in macchinette in media ogni abitante di un Comune o di un territorio nel 2016):

FERMO: 579 AMANDOLA: 403 BELMONTE PICENO: 181 CAMPOFILONE: 152 FALERONE: 1777 GROTTAZZOLINA: 412 GUALDO: 325 MAGLIANO DI TENNA: 933 MASSA FERMANA: 273 MONTAPPONE: 1349 MONTEFORTINO: 394 MONTEGIORGIO: 1631 MONTEGRANARO: 1013 MONTERUBBIANO: 334 MONTE SAN PIETRANGELI: 748 MONTE URANO: 1270 ORTEZZANO: 1524 PETRITOLI: 815 PORTO SAN GIORGIO: 2696 PORTO S. ELPIDIO: 890 PEDASO: 849 PENNA SAN GIOVANNI: 813 RAPAGNANO: 739 SANTA VITTORIA IN MATENANO: 259 SERVIGLIANO: 257 TORRE SAN PATRIZIO: 769 CIVITANOVA MARCHE: 2945 LORO PICENO: 436 MOGLIANO: 315 MONTECOSARO 307 MONTE SAN GIUSTO: 714 MORROVALLE: 760 PENNA SAN GIOVANNI: 813 POTENZA PICENA: 543

About Nicola Del Gobbo

Direttore de La Voce delle Marche

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