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Roma , 7 giugno 2020. Oratorio Santa Francesca Romana. Riapertura degli oratori dopo il lockdown imposto dalla pandemia del Covid-19, Corona Virus (Coronavirus). Bambini e educatori con la mascherina e il distanziamento sociale.

Cose vecchie. Nuovi stili

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Gli oratori alla riapertura con tante potenzialità.

Siamo finalmente giunti alla tanto sospirata “riapertura”, la possibilità di uscire di casa e rifrequentare quei luoghi in cui ci si incontrava veramente. Basta alle chat, alle “meetiate”, alle “zoomiate”, viva il contatto umano. In questo periodo di “chiusura” l’uomo un po’ per necessità, un po’ per timore, si è visto costretto a rivedere le proprie abitudini, andare alla ricerca nel mondo del digitale di una serie di attività, un rifugio, o semplicemente un qualcosa cha avesse potuto soddisfare i propri bisogni di condivisione e di relazione.
Ora basta, fermiamoci un attimo a riflettere, ricordiamo come eravamo diventati nell’era pre-COVID, e valutiamo come abbiamo trascorso questi ultimi mesi. Forse si è passati da un estremo all’altro?!
Scongiuriamo il rischio di una sorta di isolamento sociale, paradossalmente provocato dai “social” stessi.
Un’“entità biologica” sconosciuta ci ha fornito molti insegnamenti, mettiamoli a frutto.
La rete ormai ci propina di tutto: dalla ricetta di cucina, a come verniciare un mobile, passando alle istruzioni di come poter realizzare una mascherina in casa. Ci stanno proponendo webinar, streaming, come svolgere esercizi ginnici in casa, attività motoria per la terza età, ecc.
Tutto interessante ed utile, ma con un velo di estrema tristezza. Mettersi davanti ad uno schermo e subire passivamente un messaggio “sterile”.
Credo inoltre che il COVID ci abbia fatto conoscere meglio la rete, e forse ci abbia anche insegnato a saper prenderne le distanze.
Riflettiamo ancora, ma le stesse cose che ci offre essa forse le avevamo già? In questi giorni abbiamo riscoperto la ricetta della nonna per fare la pizza in casa, gli insegnamenti del nonno di come aggiustare il mobile rotto, abbiamo forse appeso un quadro in casa che avremmo dovuto appendere da tempo, ecc.
Ed insieme a chi? Alla nostra in famiglia. Sì, in quell’ambiente abitato dai nostri cari, luogo ahimè che prima si frequentava poco, o peggio, lo si trascurava troppo.
Ed oggi il COVID, correttamente, ci suggerisce di rimanere il più possibile a casa e non frequentare inutilmente luoghi affollati, altro insegnamento.
Potremmo quindi riscoprire anche altri luoghi “sicuri”? Ambienti all’aria aperta, dove poter dare un calcio ad un pallone o giocare ai quattro cantoni! Organizzare una merenda con amici. Credo proprio di si!
Questi potrebbero essere per esempio gli Oratori, Parrocchie e tutti quegli luoghi di aggregazione dove poter trascorre del tempo, condividendo idee ed esperienze. Luoghi in cui per forza non è necessario estremizzare l’attività che ci si svolge, in cui poter dedicare del tempo a crescere e riflettere.
Tutto com’era prima? Assolutamente no, altro insegnamento del COVID! Rivedere i nostri comportamenti, pensando a delle misure cautelative della nostra ed altrui salute, guidati in primis da buon senso e responsabilità.
La primavera sta finendo, torniamo presto a fare le vecchie cose e nei nostri vecchi ambienti, guidati da nuovi insegnamenti! •

Gaetano Sirocchi

Presidente del Centro Sportivo Italiano – Comitato di Fermo

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