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Un’ampia rete per sostenere il lavoro. Un baule per fornire gli strumenti necessari

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Il lavoro ci interessa… ed interpella anche in questo tempo post lockdown. Il progetto che tiene unite Pastorale del Lavoro, Caritas e Progetto Policoro.

Lavoro e dignità dell’uomo è il binomio che ci guida. Il lavoro è la dimensione che consente all’uomo attraverso i propri talenti, la propria creatività e l’esercizio dei valori, di relazionarsi con la realtà, di trasformarla per il raggiungimento del “bene comune”.
La dignità quindi nasce e si sviluppa nel rapporto dell’uomo con l’ambiente che lo circonda.
Ma nella società odierna si è interiorizzato un modello culturale e sociale che vede il lavoro come unico strumento per la sopravvivenza: a qualunque costo, a qualunque prezzo, fisico, umano, sociale. C’è una condizione che ha dato valore a ciò che si realizza, al lavoro ed alla meccanicità, e nello stesso momento, al disinteresse e poca attenzione al soggetto, l’uomo.
È un tema di grande importanza ed anche di grande complessità, soprattutto in contesto di crisi di grandi cambiamenti determinati dall’emergenza sanitaria. Durante il lockdown il senso di fallimento, la paura hanno preso il sopravvento, lo riconosciamo e lo vediamo nei volti e nelle voci di chi raggiunge i centri di ascolto, le nostre Caritas.
L’Ufficio Pastorale del Lavoro, Policoro e Caritas diocesana, già nel periodo di isolamento hanno iniziato a pensare, ad indagare quali avrebbero potuto essere gli sviluppi futuri e come poter accompagnare le persone in questo ambito di vita che, come abbiamo detto sopra, riveste una importanza vitale per le persone.
Abbiamo compreso che il nostro compito, in questo contesto di cambiamento, è iniziare processi coinvolgendo tutti i soggetti che si interessano di lavoro per il raggiungimento di due obiettivi:
a) osservare, ascoltare i bisogni delle nostre comunità, le voci dei poveri, le voci dell’ambiente;
b) riconoscere in esse le risorse ambientali, tecnologiche ma, e soprattutto, umane che possono indirizzarci verso prospettive future… Il nostro compito è formare delle reti perchè “nessuno si salva da solo”.
Per questo, dopo il lockdown, come PSL, come Policoro, come Caritas abbiamo iniziato ad interpellare diverse realtà: sindacato, Acli e categorie del lavoro ed abbiamo promosso un incontro, alla presenza del Vescovo, in cui abbiamo ascoltato i bisogni, le ansie e le paure per il post lockdown. Nell’incontro abbiamo presentato i primi risultati delle risposte (circa 200) del questionario realizzato insieme alle Acli attraverso il quale abbiamo voluto realizzare una lettura articolata delle nostre comunità, dando voce anche a chi spesso non l’ha.
Dopo l’ascolto ci stiamo organizzando in questo tempo per creare delle reti e collaborazioni con le varie categorie iniziando dall’agricoltura e dal mondo delle cooperative. L’invito per tutti è ragionare sui bisogni che emergono ed attivarci per sostenere “il lavoro” rispettando la dignità delle persone.
Nel frattempo molte sono le persone che chiedono di essere sostenute. •

Anna Rossi

Il Progetto Policoro che in questo particolare frangente che segue il Lockdown, è concentrato ad essere vicino ai giovani e proprio per questo sta collaborando per conoscere i cambiamenti di scenario socio economico e le conseguenze inevitabili in un prossimo futuro nel mondo giovanile, si tratta di un contesto che ha evidenziato nuove problematiche per i giovani in cerca di occupazione: questa difficile ripartenza sta generando molte insicurezze specie tra i giovani che si sentono disorientati e poco garantiti.
Il Progetto POLICORO per rispondere alle esigenze rilevate sul territorio della Diocesi di Fermo ha riattivato e potenziato l’attività di sportello offrendo disponibilità di ascolto, supporto ed accompagnamento ai giovani tra i 18 – 35 anni.
Si colgono i primi segnali positivi dall’ attività di promozione del progetto stesso, programmata con l’intento di acquisire maggiore visibilità ed interesse nel mondo giovanile e nelle attività a loro rivolte.
Infatti al momento, un buon numero di giovani, provenienti da diverse aree del territorio diocesano, si sta rivolgendo allo sportello in cerca di orientamento, richieste specifiche di formazione e ausilio nell’inserimento lavorativo. Il Progetto si sta avvalendo anche delle piattaforme di comunicazione digitale, largamente sperimentate durante il Lockdown, per facilitare gli incontri di conoscenza ed orientamento.
Nello specifico, il Progetto, in collaborazione con l’Equipe Diocesana, sta favorendo l’inserimento lavorativo di alcuni giovani attraverso l’attivazione di progetti formativi personalizzati come Tirocini o la “dote lavoro”.
Attraverso l’incontro con i giovani sono emerse delle necessità inerenti alcuni aspetti dell’orientamento al mondo del lavoro sulle quali si sta già progettando un percorso di incontri formativi.
Policoro inoltre affianca e sostiene i giovani con manifesto spirito di imprenditorialità nelle varie fasi che precedono la realizzazione di un’impresa stimolando lo spirito di iniziativa e cooperazione.
L’idea di fondo che anima lo spirito del Progetto Policoro è quella di far decollare tra i giovani una sana concezione del lavoro facendo anche da ponte tra le diverse realtà del territorio promuovendo percorsi di formazione e inserimento lavorativo sostenibili.
Importante iniziativa dedicato ai giovani avviata insieme alla Caritas Diocesana è il progetto “il baule dei sogni” che vuole sostenere idee e percorsi formativi che coinvolgono giovani (da 16 a 35 anni) residenti nelle zone colpite dal terremoto dal 2016
Dopo pochi mesi dall’avvio il Baule dei Sogni sta raggiungendo i primi risultati alcuni giovani hanno iniziato corsi di formazione, una laureata ha chiesto di poter partecipare ad un master di specializzazione, alcuni ragazzi hanno iniziato il percorso per prendere la patente, mentre due i giovani a Corridonia stanno progettando di sviluppare la loro azienda agricola attivata da pochi mesi.
Si tratta di piccoli progetti o grandi sogni, ma è stata bello per l’equipe incontrare giovani con passioni, idee, progetti e capacità di sognare e programmare il proprio futuro, dopo questo periodo di chiusura e isolamento. •

 

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