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Incontri creativi

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Quando le affinità elettive diventano progetto culturale

Alex e Andrea sono cittadini fermani che hanno frequentato le stesse scuole e il liceo classico, seppure in sezioni diverse. Giunti a 18 anni, ciascuno ha preso la sua strada: Alex per l’impiego a Fermo; Andrea all’università per insegnare poi a Montegiorgio. Dopo più di quarant’anni, nel 2010, ormai pensionati, si sono soffermati a parlare, dopo il funerale di un loro caro amico.
In dialogo Andrea ha proposto di incontrarsi per curiosare negli studi storici e culturali locali. Nella sua prima visita ad Alex la curiosità è stata rivolta agli studi documentali. Andrea proponeva ad Alex ricerche di storia fermana, Alex è più curioso per i testi dialettali. I documenti di archivio sono tantissimi, non solo nell’archivio di Montegiorgio, ancor più a Fermo. Anche gli scritti in vernacolo di poeti locali antichi e contemporanei sono numerosi. Con accordi presi al telefono, han proseguito i loro incontri che durano già da sette anni. Alex ha ultimato la raccolta dei vocaboli dialettali che ha confrontato con quelli pubblicati da Luigi Mannocchi, Gabriele Nepi, Giovanni Ginobili e di altre pubblicazioni locali.
Andrea ha ripescato dalle recenti “Antichità Picene” nei volumi 40, 41,42 le carte dell’archivio dell’antico Stato dei castelli di Fermo che sono elencati negli “Statuta Firmanorum”. Sono state iniziative animate da un senso di piacevole curiosità, e sono state pure impegnative nelle analisi letterarie e filologiche.
Per diversivo hanno preparato anche due raccolte di proverbi italiani e di proverbi latini tanto vaste che sembrava non finissero mai. Gli incontri di confronto mensile sono serviti a dare ordine e unità alle ricerche con una articolazione efficace. È proprio vero che nessuno da solo è abbastanza sapiente. Le visite giovano reciprocamente.
Nello scambiarsi le idee oltre che incoraggiarsi hanno trovato errori da correggere, notizie da ampliare, altri materiali da utilizzate. Alcuni risultati sono già pubblicati nel sito Internet: – luoghifermani.it
Negli incontri hanno anche rivisitato le interpretazioni di altri studiosi. Tuttora continuano per creare qualcosa di valido da trasmettere, da donare e far fruire agli altri e stanno rileggendo le loro pagine da migliorare o correggere. Così da pensionati sono diventati ricercatori pieni di entusiasmo e fiducia.
La loro passione di studiosi ha affinato i loro talenti di intelligenza e di cuore in queste ricerche. Non sognano un’autorealizzazione isolata, ma indagano le testimonianze del territorio, come osservatori e rivelatori di un patrimonio culturale che esige attenzione e pazienza. Non si sentono né padroni, né arbitri dei contenuti delle ricerche loro.
Nelle visite che si scambiano, dedicano tempo ed energie, senza preoccupazioni né presunzioni, nell’unico intento di poter scoprire e divulgare i risultati, sebbene questi non siano né facili né rapidi, ma li considerano aggiornabili e comunque raggiungibili. Le visite sono esperienze di coinvolgimento reciproco in un modo di fare, usando comprensione, paziente attesa, prudenza, arte dell’ascolto.
Gli studi sono una tessitura di differenti trame nel mosaico della storiografia dei popoli. Questi studiosi non stanno sommando tante notizie, piuttosto cercano di dare a queste un loro senso e di armonizzarle nel valore umano, perché la globalizzazione ha reso il nostro mondo sempre più complesso, dispersivo e ansioso. Il dialogo solidale in un progetto condiviso dona fiducia in nuovi risultati. •

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