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Mogliano: il calendario dell’Avvento

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Mi stavo chiedendo su quale aspetto dell’imminente Avvento potesse essere utile proporre a chi ci legge una riflessione; nell’incertezza, su tutte le possibili tematiche, mi offre lo spunto quanto vissuto in parrocchia la scorsa domenica. Al termine della Messa un’Associazione missionaria presenta le proprie attività, e ci propone di sostenerle donandoci il Calendario dell’Avvento.
Semplice aspetto folcloristico? Non direi, per il fatto che hanno aderito all’iniziativa non soltanto le diverse famiglie presenti alla celebrazione con i loro bambini e ragazzi, ma anche altre famiglie più “mature” e, perché no, anche qualche “single”.
Il calendario è un’invenzione intelligente, perché ci mette in rapporto non solo con il tempo che fugge, passa, e proprio per questo definiamo tiranno, ma piuttosto con il tempo che verrà, e che noi cristiani, invece, dobbiamo vivere e considerare gravido di speranza.
È anche uno strumento semplice, che non ci impegna in ragionamenti intensi e pesanti, è adatto ai piccoli ma comodo anche per i grandi; si usa attraverso un’operazione semplicissima che si impara alle elementari e poi ci accompagna fino al termine dei nostri giorni, che è il contare. “Insegnaci a contare i nostri giorni, e acquisteremo un cuore saggio” (Salmo 90, 12)
A volte ritornare un po’ bambini fa bene anche agli adulti, ce lo chiede anche Gesù; in quest’epoca mai così lontana e scristianizzata ben venga se il calendario dell’Avvento ci accompagna, passo dopo passo, giorno dopo giorno, e ci introduce in quel mistero che nessun’altra scienza o filosofia, ma solo la fede dei semplici riesce ad analizzare e penetrare: l’Incarnazione.
E per tutti noi che siamo irreversibilmente attratti solo da sensazioni forti, e sempre più vogliamo tutto e subito non vedo migliore augurio per questo Avvento che quello di vedere ricongiungersi più generazioni davanti al calendario, insieme, per contare rallentando il ritmo, contemplare, ed anche un po’ imparare ad attendere. •

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