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Psiche 2000

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Di malattia mentale non si parla mai molto: non nominarla la rende lontana, sconosciuta, quasi inesistente. Emerge solo quando, per dovere di cronaca, si fa riferimento ai malati mentali per connotare alcuni atti efferati o situazioni spiacevoli, sempre alla ricerca esasperata di sensazionalismo a ogni costo. Ma le persone con disturbi psichiatrici esistono.
Solo nel fermano si contano circa 2600 pazienti seguiti dai Servizi Territoriali, senza tenere conto delle famiglie, che spesso vi si rivolgono per cercare guida, confronto e supporto. La sanità fermana rappresenta un’eccellenza marchigiana per la diversificazione delle attività svolte nel territorio, ma comunque ha i suoi problemi derivanti dalla scarsità di personale, dalla difficile redistribuzione del personale nel territorio, dalla mancanza di mezzi di trasporto per poter svolgere attività di accompagnamento e dalla scarsa presenza di figure professionali specialiste, come lo psicologo, che possano integrare il trattamento e sostenere sia le persone con disturbi psichiatrici sia le famiglie, che vivono esse stesse un’enorme sofferenza.
Inoltre la preoccupazione crescente, emersa negli ultimi anni in tutta Italia e anche nel nostro territorio, riguarda i minori: alcuni di essi vivono delle situazioni di disagio e sofferenza che cercano di alleviare attraverso l’uso di sostanze ed alcool, e che porta ad uno scompenso patologico molto importante. Per tali pazienti, purtroppo, il problema principale è che al momento non ci sono strutture adeguate per assisterli e per intervenire tempestivamente, auspicando una ripresa.
Nonostante ciò, dalla legge Basaglia, che ha chiuso definitivamente i manicomi, ad oggi, molto è stato fatto ma c’è ancora tanta strada da fare per evitare l’esclusione e la segregazione di persone che hanno un disagio mentale. Il progetto di Basaglia era molto chiaro: aprire le porte e lasciare uscire i malati per avviare percorsi di integrazione nel tessuto sociale, di accompagnamento alla vita, il raggiungimento del valore di salute intesa come autodeterminazione ed inclusione sociale. Renderli il più possibile parte del contesto di riferimento, con un lavoro, una dignità, un’identità, una tutela in più. In realtà, oggi, ad essere ben diffuso socialmente è il pregiudizio, lo stigma. È diffusissima soprattutto la paura nei confronti di un pericolo vago e non ben definito, che rende le persone chiuse e sospettose, che allontana e demonizza, aumentando spesso la vergogna e la colpa che colpiscono invece i familiari. Inizia la difficoltà del confronto con qualcosa di difficile da capire, con i pareri più diversi degli addetti ai lavori, con il peso maggiore che grava sulla famiglia. Bisogna, quindi, aiutare le famiglie ed imporre alla società il perseguimento di valori come la dignità, il lavoro, l’inclusione sociale, promuovendo la cultura e l’informazione corretta anche tramite iniziative rivolte alle istituzioni e volte a sensibilizzare l’opinione pubblica su temi importanti. Ma come?
L’Associazione Psiche 2000 nasce da qui, dall’impegno dei volontari e dei famigliari, dalla consapevolezza che la condivisione della sofferenza e la rottura della solitudine in cui si trovano le famiglie, a volte allontanate anche da parenti e amici, sia il primo passo per la stabilità: lo scoprire di non essere soli, il constatare anche presso altri lo stesso tipo di condizione, di situazione, di dolore è di per sé un fatto terapeutico; cercare, insieme, in gruppo, di rappresentare alla politica e alle istituzioni la necessità di un potenziamento di risorse, di servizi, di opportunità, come quelle dei tirocini di inclusione.
Nel tempo molto è stato fatto per sostenere le famiglie, dalla creazione di un gruppo di auto mutuo aiuto, ad uno sportello di ascolto a degli incontri informativi con professionisti del settore, a mille iniziative ludico-ricreative per creare spazi protetti di socializzazione e condivisione per i malati e le loro famiglie. Obiettivo dell’Associazione è promuovere la cultura dell’inclusione sociale: ed è solo rimboccandosi le maniche e dandosi da fare che la si può realizzare.
Cerchiamo sempre persone disposte a mettersi in gioco, per il bene dell’altro.
Per informazioni: www.associazionepsiche2000fermo.it cell. 391 3601408 •

Cecilia Messineo, Assistente Sociale
Jessica Lamponi, Psicoterapeuta

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