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Ada Passà Lanotte

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La Signora che meglio sa vivere questo tempo.

No! Non è il nome di una elegante signora di questi o di altri tempi, è l’idea senza aspirazione e senza certi spazi che percorre i pensieri di tanti, in questo periodo di manifesta incertezza e titubanza, che scaturisce dalla minaccia del virus Sars-Cov2.
Questo spettro che si aggira per il globo terraqueo, turba i sonni e le veglie innanzitutto di coloro che ne hanno sperimentato un incontro ravvicinato: i malati, gli operatori sanitari, le loro famiglie e quelle di coloro che hanno perso la vita in questo periodo.
Tutti gli altri si barcamenano nel tentativo di reagire, di proteggersi e di esorcizzare la minaccia.
Quello che assilla maggiormente il tempo della “Fase 2” è il pensiero della convivenza tra sicurezza sanitaria e rilancio economico. A giudicare dalle manifestazioni mediatiche delle varie specie, molti vorrebbero vedere all’azione un “Grande Mago” che con la sua bacchetta distrugga gli ostacoli e crei tanti miracoli. È certo che tanti strillano, ma ancor di più sono coloro che non hanno tempo di strillare e neppure il fiato. Sono quella moltitudine spesso silenziosa ed operosa che mettendo un piede dietro all’altro manda avanti la storia di questa umanità apparentemente insanabile e data periodicamente da sempre per spacciata.
Nel rispetto e nella condivisione delle singole reali situazioni di difficoltà e di sofferenza, credo che questo tempo di crisi sia anche il tempo delle opportunità e dello svelamento di alcuni principi di verità che nel tempo sono stati velati da svariati miraggi. Mi permetto di ricordare un’antica fiaba di Esopo, arrivata a noi grazie a Jean de La Fontaine, in cui si assiste al confronto tra la cicala e la formica. Oggi, dopo l’acuta reinterpretazione di Gianni Rodari (Chiedo scusa alla favola antica – se non mi piace l’avara formica – io sto dalla parte della cicala – che il più bel canto non vende… regala!) non possiamo che apprezzare l’apparente doppia morale che dall’operosità conduce alla generosità e alla gratuità senza cadere nell’insanabile dicotomia buoni-cattivi, belli-brutti, ed altro ancora e peggio.
Un tempo di crisi è tempo di opportunità se scopre e inventa, se riscopre e reinventa, se custodisce e dona, se si affretta ed attende, se è responsabile e solidale, se… un sacco di altre cose che dobbiamo avere la pazienza di apprendere, che dobbiamo darci il tempo di studiare, che possiamo donarci di condividere, che ci chiediamo di rimettere in cima alla lista delle cose importanti.
Un cambio di mentalità, di cultura, di saggezza, non avviene in una notte. Allora, anche se la signora Ada resta protagonista delle nostre fiction, le chiediamo di farci compagnia alla riscoperta di un tempo pieno del silenzio generativo dell’Alba e vivace dei colori fulgidi e cangianti dell’Aurora. •

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