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Una palestra di vita

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La Caritas di Morrovalle al tempo del covid-19.

Si sta ripartendo dopo questo lungo periodo di isolamento e distanziamento, ma siamo tutti un po’ nella confusione: speriamo fortemente che tutto vada bene, tuttavia il buon senso sul quale si contava sta lasciando spazio a un eccesso di libertà.
Il tempo che abbiamo difronte nonostante la forza della fede che ci dà speranza e coraggio, sarà molto complesso e difficile: avremo bisogno di tanta pazienza per asciugare lacrime e tanta creatività per consolare con qualche piccolo aiuto.
Questa esperienza drammatica, specialmente in alcune zone, ha portato una povertà improvvisa a moltissime famiglie che prima del Covid-19 conducevano una “vita normale”: non è stata erogata la cassa integrazione, non è stato pagato il reddito di cittadinanza, il lavoro occasionale o “a nero” è sparito, la connessione internet per chi lavorava da casa è stata un incubo.
Come volontari Caritas abbiamo continuato la vicinanza come abbiamo potuto: si è continuato a distribuire gli alimenti integrandoli inizialmente con una cinquantina di buoni spesa; in collaborazione con diverse associazioni di volontariato del territorio è stata attivata una raccolta di alimenti e prodotti igienici con una risposta sorprendente da parte dei cittadini morrovallesi.
Commovente è stata la disponibilità delle persone, ma soprattutto l’attenzione e la preoccupazione per chi si trovava in maggiore difficoltà: hanno regalato prodotti gastronomici o ortaggi di loro produzione, altri hanno acquistato buoni spesa, altri ancora hanno lasciato offerte. Ci siamo resi conto che vale la pena prestare il nostro servizio, perché è una porta aperta nella città per chi ha bisogno e per chi vuole aiutare.
Siamo stati in rete, come accadeva in precedenza, con i servizi sociali e abbiamo collaborato direttamente con il Centro Operativo comunale sia per la distribuzione di mascherine sia per un servizio di trasporto.
Nella nostra città è stato soppresso il trasporto urbano, è stato chiuso l’ufficio postale (ora riaperto) e lo sportello bancario: potete immaginare il disagio. Per tale motivo abbiamo dovuto accompagnare alcune persone a fare la spesa, a ritirare la pensione o in banca.
Con l’aiuto dei ragazzi del SCV (Servizio Civile Volontario) si è cercato di mantenere i contatti con gli anziani che seguivamo, poichè la solitudine ha aggravato la paura.
Abbiamo collaborato con la scuola verificando che tutti i bambini fossero attrezzati per seguire le lezioni on-line.
Nel Comune di Morrovalle l’incremento di richiesta di aiuto è stato di circa il 30%, dato che sono arrivate persone nuove e sono tornate altre che da molto tempo non si rivolgevano più alla Caritas.
Oltre ai beni materiali c’è stata tanta richiesta di vicinanza anche solo telefonica. Abbiamo perso alcune persone care che accompagnavamo con il progetto di SCV a causa del Covid-19. Inoltre, siamo stati contattati anche per un caso di violenza domestica.
Sono stati raccolti più di mille prodotti alimentari o igienici, sono stati donati circa 20 buoni spesa e 500 euro di offerte; preziosa e quotidiana è stata la vicinanza della Caritas Diocesana.
Il periodo è stato intenso ma ci ha aiutato la grande passione per le persone, la gioia di poter dire una parola o portare un sorriso, nonostate la mascherina, tuttavia la cosa più bella è stata lo spirito di squadra che ha rafforzato l’amicizia tra i volontari rimasti sul campo: sapere che non sei solo ti basta per andare avanti.
Questo tempo è stato una palestra di vita che lascerà un segno indelebile a ciascuno in modo originale e comunque per chi ha voluto è stato un momento per riflettere e crescere con la molteplice offerta tra tv e internet. A mio avviso il posto d’onore aspetta all’omelia quotidiana di Papa Francesco che ci ha accompagnati con la tenerezza di un padre.
Concludendo ringrazio tutti coloro che in ogni forma si sono spesi per gli altri mettendosi in gioco e cacciando la paura fuori dalla porta. •

Giuliana Zacconi

Coordinatrice Caritas Morrovalle

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