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Con-senso di chiesa

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Corridonia: tanti ostiari volontari, non per caso.

Un’altra autentica sorpresa è emersa nei giorni precedenti la riapertura al culto delle chiese delle tre parrocchie di Corridonia, Petriolo e Colbuccaro. Il forte attaccamento alla Chiesa locale si è manifestato attraverso un moto spontaneo di volontari che ha fatto proprio l’invito di Papa Francesco: “Vinciamo la paura in questo tempo difficile”.
Ci sono stati ben 157 contatti accertati in video, e molti altri fedeli sono rimasti esclusi per il difficile accesso alla rete, nell’incontro di giovedì 14 maggio alle 21.15 sulla piattaforma on line di “Zoom” proposto dal parroco Don Fabio Moretti per organizzare le essenziali attività, propedeutiche all’apertura delle chiese parrocchiali ai fedeli.
Nei giorni successivi è stato davvero difficile arginare l’entusiastica disponibilità a partecipare ai servizi richiesti dalla “pandemia” che per tutti erano, di fatto, nuovi, impegnativi ed alcuni anche complessi e delicati in ragione proprio dell’emergenza che stiamo vivendo. Non è stata certo una semplice “dedica del tempo libero”, un semplice atto di bontà umana, ma uno dei momenti più veri nei quali si realizza il comando di Cristo: “Ama il prossimo tuo come te stesso”.
Quanti si stanno impegnando in questa specifica attività di Ostiari nei vari servizi di “sicurezza”, di “sanificazione” e di “sacrista” vivono, infatti, in pienezza, la gioia del donarsi agli altri e traducono nella realtà l’osservazione di Gesù: “C’è più gioia nel dare che nel ricevere!”. Sono gesti generosi, per la loro gratuità, mai scontati, che arricchiscono non solo chi li offre e chi li riceve, ma le nostre intere comunità che traggono da essi benefici incalcolabili, specie se si considera il nichilismo del vivere quotidiano.
Il malessere che questa grave “pandemia culturale” ha aggiunto alla condizione del nostro odierno vivere esige sempre una risposta, un giudizio sul perché siamo chiamati a tale esperienza che è stata sì piena di dolore, di privazioni e di povertà, ma anche foriera di germogli di nuova sensibilità, di scoperta di un “bisogno” prima celato di autentica relazione con Cristo, nella comunione ecclesiale.
Proprio questi nuovi “Ostiari”, questi sorprendenti volontari ci indicano una modalità rigenerata per vivere in pienezza l’odierno nuovo tempo, quella di cogliere il “… desiderio di relazioni profonde che abita nel cuore di ogni uomo, orientandole alla ricerca di verità; porre al centro della proposta educativa il dono; far emergere la forza educativa della fede…” .
Oggi la globalizzazione, l’accelerazione della vita nel quotidiano, l’immediatezza ed il repentino variare nel delirio di “eventi puntiformi”, esaltano l’istantaneo, senza ragione, e il vuoto del presente: il “non-senso”.
“Nel momento in cui l’estrema accelerazione frantuma la durata temporale in mille sconnessi frammenti noi rischiamo di perdere noi stessi. La razionalità che sembrava essere la gloria dell’uomo, la sua capacità di comprendere l’ordine temporale e le condizioni della propria esistenza, sembra scomparsa dall’orizzonte del quotidiano. Io vivo e basta. E questo sembra un carattere preoccupante della nostra epoca.”
Gli uomini, come si sa, “s’incontrano”, non quando s’incrociano per la strada fugacemente o sui vari social che imperversano ormai imperanti nella nostra vita, ma quando hanno buone occasioni per fermarsi a dialogare, per condividere esperienze, per scoprire i nascosti rapporti e così riempire d’inaspettato senso la propria vita, come anche questa esperienza testimonia.
Quindi, il riemergere di tale “desiderio”, di appartenenza filiale alla Chiesa ha attivato il “con-senso” di costruire insieme tra le diverse comunità locali di Corridonia, Petriolo e Colbuccaro quella “compagnia”, fatta anche di sofferenza e di gioia, capace di costruire quell’intreccio di relazioni che svelano il senso della vita, la riattivazione di quella volontà di affermazione della verità, di “volontà di con-senso” e di grazia.
Nulla è scontato, tutto è un dono.•

Franco Domizi

 

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