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“Che tutto questo passi in fretta”

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Come il Covid ha cambiato le giornate nel racconto di una alunna delle elementari.

Si chiama A. T. ha 9 anni e le ho fatto alcune domande riguardo il suo nuovo rapporto con la Scuola del paese in cui abita.

Quando hai lasciato la Scuola che attualmente frequenti?
Eravamo ancora in inverno per ritrovarci in classe quarta a settembre, pochi giorni fa.
Hai trovato cambiata la Scuola rispetto a prima?
È proprio diversa! Il Coronavirus ha comunque cambiato tutto. Sono cresciuta anche in altezza dopo tanti mesi chiusa in casa e debbo dirti che la Scuola mi è mancata tanto.
Spiegati meglio A.
Quando hanno chiuso le Scuole per il Virus, ci incontravamo con gli insegnanti per computer, in orari differenti. Non è stata la stessa cosa di prima.
Cosa ti è mancato di più?
Mi sono mancati gli insegnanti, i compagni di classe, le ricreazioni e lo scambio delle figurine o delle merendine. Gli abbracci per salutarci, i batti cinque, i gessetti, le lavagne, la palestra, le interrogazioni…
Ed ora?
Ora a Scuola ci sono percorsi, cartelli, segnali che controllano tutto. I bambini, compresi quelli che sono entrati in prima elementare, non sono stati accompagnati dai genitori all’interno della Scuola, come è successo a me ma sono stati lasciati appena dopo il cancello. Si entra e si esce distanziati e per gruppi classe.
E in classe cosa è cambiato rispetto a prima?
In classe dobbiamo restare al nostro banco monoposto e distanti fra noi un metro. Non possiamo alzarci e girare fra i banchi. Sarà così anche quando inizierà la mensa scolastica. I nostri insegnanti senza mascherina ci parlano a due metri, con la mascherina sul viso invece, se ci si avvicinano di pochi centimetri.
Potete prestarvi il materiale scolastico?
Purtroppo non posso prestare la gomma o il temperamatite come ero abituata a fare. E’ vietatissimo. Quello che è mio, è mio e non posso passarlo di certo per questo Mostro di Virus che potrebbe farci ammalare. Persino il fazzoletto che adopero per pulirmi la bocca dopo merenda, o va gettato in un cestino a parte o me lo riporto a casa.
E le bidelle o i bidelli?
Non ti dico quanto lavoro per loro… Continuamente puliscono e disinfettano le superfici che tocchiamo. Persino gli insegnanti hanno i loro gessetti personali. Per il momento le finestre restano aperte e possiamo sentire ancora il canto degli uccellini fra i rami degli alberi del nostro giardino.
È ancora caldo ma se pioverà e se l’inverno sarà più freddo del solito? Come farete?
Non so cosa faremo quando verrà il freddo o pioverà. Per ora, grazie al nostro giardino bello e ampio, la ricreazione possiamo farla all’aperto ma distanziati. Facciamo merenda fuori ed è bello abbassare la mascherina fra un boccone e l’altro, almeno ci sorridiamo con la bocca e non solo con gli occhi. Per andare ai servizi si rispettano i vari turni e i bagni vengono disinfettati ad ogni turno.
Avete altre regole da rispettare per meglio proteggervi?
Non va bene gridare, né cantare. Come possiamo se abbiamo le mascherine che coprono naso e bocca? I computer sono spenti nel laboratorio d’informatica e non possiamo adoperarli. Che peccato!
E per l’educazione motoria?
Le attività della motoria, le possiamo fare senza mascherina ma ci si dovrà allontanare di due metri. Niente pallacanestro o pallavolo. Un bel gioco di movimento lo facciamo in cortile: giochiamo a un due tre, stella!
Lo sai che ogni Scuola organizza la stanza Covid dove andare in caso di raffreddore o tosse?
A dire il vero questa cosa non la so. So invece che se stiamo male, dobbiamo dirlo alle nostre maestre che avviseranno i genitori e noi, in attesa, saremo con le bidelle.
Qual è la tua speranza, il tuo desiderio?
Spero tanto che tutto questo passi in fretta e che il Coronavirus o Covid come lo chiamano gli scienziati scompaia presto. Vorrei ritrovare la Scuola com’era, mi piaceva molto di più.

L’intervista ad A. termina. Ringrazio A. T. con un caro augurio per questo nuovo anno appena iniziato.
Ci salutiamo con la mano sul cuore e la mascherina in viso. Niente abbracci per ora.
Grazie A.! Sei stata bravissima. Buon anno scolastico a te, ai tuoi compagni, agli insegnanti e al personale Ata della Scuola che frequenti. •

About Stefania Pasquali

Stefania Pasquali nativa di Montefiore dell'Aso, trascorre quasi trent'anni nel Trentino Alto Adige. Ritorna però alla sua terra d'origine fonte e ispirazione di poesia e testi letterari. Inizia a scrivere da giovanissima e molte le pubblicazioni che hanno ottenuto consenso di pubblico e di critica. Docente in pensione, dedica il proprio tempo alla vocazione che da sempre coltiva: la scrittura di testi teatrali, ricerche storiche, poesie.

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