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Caregiver – L’esercito dei volontari invisibili

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Aprire la porta di casa e sapere di poter contare sullo sguardo tenero di quegli occhi carichi di vita seppur nella sofferenza.
Anche nel sacrificio per la dedizione verso chi non ha più le forze per rendersi autonomo, ogni attimo, ogni istante, trascorso accanto ad un familiare malato si rivela un dono.
Migliaia di persone decidono ogni giorno di prendersi cura di un proprio congiunto, spesso nell’ombra, in maniera volontaria e senza percepire alcun contributo o avere particolari diritti se non quelli della legge 104 piuttosto che lasciare in balia della solitudine il proprio familiare estremamente fragile. È al popolo di quelli che vengono definiti con il termine inglese di Caregiver che intendiamo volgere lo sguardo e puntare i riflettori in questo numero di agosto del nostro periodico, seppur in un periodo di leggerezza estiva. Caregiver una parola molto generica che descrive chi si occupa di una o più persone che richiedono assistenza come malati, anziani e bambini, disabili. Son mamme, papà, mogli, figli fratelli, sorelle nipoti e tutti giorni assistono in casa un parente disabile anziano o non autosufficente affetto da un malattia cronica invalidante. Un viaggio tra le famiglie già duramente provate dagli eventi pandemici e spesso poco tutelate e supportate. Migliaia di storie in Italia, una diversa dall’altra, di coraggio, dedizione, rinuncia, ma di tanto, davvero tanto amore. Un amore che sboccia, si rigenera ogni giorno seppur nel dolore e nella sofferenza e nei sacrifici. Mamme e papà faro di bimbi e adulti disabili, figli che a loro volta diventano padri e madri e dei loro stessi genitori ormai privi di forze. Tutti accomunati da un unico comun denominatore: la vicinanza, perché la parola abbandono, delega di cura, per loro non è contemplata. Accudiscono, vestono, lavano, coccolano, imboccano, accompagnano le giornate di persone non più autonome costretti a volte, a sostituirsi alla mancanza di adeguati servizi o aiuti economici.
I Caregiver vogliono esserci e sempre sulla strada del loro familiare nonostante la conciliazione tra lavoro e famiglia si trasformi in un calvario, nonostante normative ancora non adeguate e poco attente ai loro bisogni e alle esigenze di ogni singolo individuo che soffre nella quotidianità. Secondo una indagine Istat sono 12 milioni e 746 mila le persone tra i 18 ed i 64 anni che si prendono cura di figli minori, disabili, parenti malati, anziani. Un esercito comunque silenzioso, quasi invisibile, di persone che hanno fatto della dedizione all’altro il loro missione senza chiedere nulla in cambio. Un patrimonio immenso di discreta solidarietà troppo spesso sepolto dentro le pareti domestiche e senza voce. L’impatto dell’epidemia Covid, insieme a difficoltà pregresse e problemi economici, ha profondamente messo alla prova vari aspetti della vita quotidiana soprattutto di queste famiglie come ad esempio salute, accesso ai servizi di assistenza, reti di supporto, vita professionale e finanze. Sarebbero quantomai necessarie reali politiche a sostegno di queste famiglie con necessità di sollievo e nuove misure a supporto di una maggiore autonomia di chi vive in queste condizioni oltretutto gravato da una stanchezza psicofisica connessa alla durata di lungo periodo dell’impegno di cura con conseguenti impatti in termini di perdita di relazioni amicali e sociali, difficoltà di conciliazione con il lavoro e le altre responsabilità familiari, impoverimento economico. A questo si aggiunge il sovraccarico di ansia e di impegno assistenziale portato dal covid. Persone a volte invisibili che non hanno abbastanza energie per alzare le voce. Nei giorni in cui ci apprestiamo a festeggiare la solennità dell’Assunzione di Maria Vergine in Cielo del prossimo 15 agosto, giunga un augurio per una accresciuta serenità a tutte le persone, ai nostri lettori e a tutte queste famiglie che sanno dedicare parte della loro vita con amore al prossimo. •

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