Home » fermano » Pit Stop alla Porta Fidei

Pit Stop alla Porta Fidei

Stampa l articolo
Sono catechista nella parrocchia S. Marco di Servigliano da circa otto anni. Nell’anno della fede, indetto dal Santo Padre Benedetto XVI, in cui ricorre il 50° anniversario del Concilio Vaticano II, e il 20° anniversario del Catechismo della Chiesa Cattolica, ho avvertito un impulso interiore che mi ha portato ad approfondire il valore della fede.

Ho pensato, così, di allestire una mostra nella quale i ragazzi del catechismo di terza media, che seguo da sei anni, e che il 25 Aprile riceveranno il sacramento della Cresima, hanno potuto ripercorrere le tappe della loro maturazione religiosa e umana. Nel realizzare la mostra sono partita dalle mie personali esperienze in famiglia, in parrocchia, nel Movimento di Comunione e Liberazione, che per me si è rivelato decisivo soprattutto nei momenti di difficoltà. La fede mi ha dato infatti il coraggio di mettere in opera, pur nel rischio e nella sofferenza, i doni ricevuti dal Signore. I ragazzi hanno partecipato volentieri e con impegno alle proposte di lavoro. Mi ha molto stupito il modo con cui sono coinvolti nel produrre disegni e ricerche su episodi biblici in cui i protagonisti, afferrati dalla fede, hanno costruito nei secoli i cardini dell’esperienza cristiana. Nella mostra si è concretizzato ciò che in questi anni mi sono costantemente proposta: educare a capire la Sacra Scrittura, educare a percepire il valore della persona e il rispetto che ad essa è dovuto. La mostra è completata dalle testimonianze dei ragazzi, che evidenziano come Gesù Cristo ancora oggi si rende vivo e presente nella vita di ognuno di loro. •

Eugenia Torquati

About la redazione

Vedi anche

Il dolore di tutta Servigliano

Addio a Luciano Fagiani, stroncato da una malattia fulminante «Beati quelli che sono nel pianto, …

2 commenti

  1. I bambini imparano ciò che vivono

    I bambini imparano ciò che vivono.

    Se un bambino vive nella critica impara a condannare.

    Se un bambino vive nell’ostilità impara ad aggredire.

    Se un bambino vive nell’ironia impara ad essere timido.

    Se un bambino vive nella vergogna impara a sentirsi colpevole.

    Se un bambino vive nella tolleranza impara ad essere paziente.

    Se un bambino vive nell’incoraggiamento impara ad avere fiducia.

    Se un bambino vive nella lealtà impara la giustizia.

    Se un bambino vive nella disponibilità impara ad avere una fede.

    Se un bambino vive nell’approvazione impara ad accettarsi.

    Se un bambino vive nell’accettazione e nell’amicizia impara a trovare l’amore nel mondo.

    Doret’s Law Nolte

  2. Cristiani per servire
    http://digilander.libero.it/cristianiperservire
    e-mail previtefelice@alice.it
    Il Presidente
    La presenza dei cattolici nell’Anno della Fede,
    L’11 ottobre 2013 termina l’ ”Anno della Fede” indetto dal Santo padre Benedetto XVI°, un anno, proposto, ricco di riflessioni e suggerimenti per tutti, per vivere con Fede e Amore le indicazioni Pastorali dedicate a queste virtù per rinnovare nei n/s cuori la gratitudine per questo grande dono del Signore.
    E’ indiscusso che la Chiesa Cattolica è garante di valori umani, tra i quali la dignità della persona ed alla sua Dottrina Sociale tutti riconosciamo la funzione di illuminazione e di orientamento del nostro cammino di cristiani, che non devono essere “ cristiani da salotto ” come dice giustamente Papa Francesco, “ arroganti del loro essere ”( Vaticano Chiesa S: Marta 15.5.2013) .

    Il tempo in cui viviamo e pieno di novità, insidie, caratterizzato da un secolarismo sempre più evidente (risentito anche dai movimenti cattolici ), da un smodato permissivismo, da un relativismo aberrante, dove e facilmente si è attivati a seguire tutte queste “virtù”, ma la parola del S. Padre è la via sicura e la scelta di camminare da cristiani alla luce del Suo insegnamento, come fecero gli Apostoli che seguirono Gesù sulla via della Croce.
    “ Saper intravedere la spiga del seme che muore per dare frutto a suo tempo “ resta l’obiettivo che è quello di riscoprire la n/s Fede ( della quale ne abbiamo fortemente necessità !) e con la quale “colloquiamo” con gli altri, secondo il Catechismo della Chiesa Cattolica di cui ricorre il 21 della sua pubblicazione, soprattutto quello di affiancare la Fede ai credenti che quotidianamente non dimenticano di affidare con coraggio la loro esistenza al Signore , di esempio agli altri per “usufruire” di questa Fede.
    Dare voce a coloro che soffrono e sperano in un mondo migliore, nell’aiuto fraterno dei cristiani che sanno offrire la loro vita, il loro tempo nel servizio con la preghiera, che ci unisca e che ci aiuti sempre a scoprire il volto di Gesù in coloro che soffrono e cercano amore, pace, giustizia .
    L’ “Anno della Fede” ha consegnato a tutti un Messaggio ricordando “gli ultimi fra gli ultimi”, più indifesi, più deboli, più emarginati, quali i disabili fisici, gli handicappati psichici, le persone anziane, i malati terminali, i familiari tutti e la comunità cristiana è chiamata ad essere più presente e con più effervescenza su questa frontiera dell’emarginazione .
    In una parola da non solo vedere questi cittadini deboli, fragili, ultimi “ nella difesa dei diritti dei deboli, che non sono diritti deboli” come dice il Cardinale Dionigi Tettamanzi, nè come un carico di dolore, ma come dovere di cristiani ad accoglierli con solidarietà e con una seria meditazione, “ dal concepimento al declino ” ( Papa Francesco 12 agosto 2013 Brasile Settimana Sociale della Famiglia) .
    Resta pur sempre un segno di carità “ rallegrarsi con quelli che sono nella gioia” e “ piangere con quelli che sono nel pianto “ ( San Paolo ai Romani, Rm 12,15).
    “ Non possiamo accettare che il sale diventi insipido e la luce sia tenuta nascosta (Mt.5,13,16). Anche l’uomo di oggi può sentire di nuovo il bisogno di recarsi come la samaritana al pozzo per ascoltare Gesù, che invita a credere in Lui e ad attingere alla Sua sorgente, zampillante di acqua viva” ( Gv 4, 14 Porta Fidei 3).
    In questo “ Anno” di preghiera, non dimentichiamo e vogliamo dire con molta umiltà e brevità, che il Signore ci ha donato il nuovo Pontefice, Francesco 1° al secolo Jorge Mario Bergoglio, il quale nella Sua validissima predicazione ha dato e dà al mondo una “lezione” semplice, decisa e coraggiosa .
    Mentre svolge il suo dire alla ricerca delle necessità della gente e non all’affermarsi personale, alla ricerca della non visibilità e non alla difesa di presunti diritti, ci ha voluto insegnare la ricerca della Croce, del valore dell’essenzialità, della semplicità, per un nuovo cammino di rinnovamento con la fedeltà al Vangelo, alla gioia del credere e alla totale sottomissione a Dio guardando, specialmente verso il mondo della sofferenza e della povertà .

    Ha voluto imporsi il nome di Francesco, che è l’icona della povertà, restando per la gente un punto di riferimento ineludibile e sensibile alle questioni sociali, una Papa di Santa Romana Chiesa : un Papà per tutti , un vero papà attento alle necessità della vita .
    Questo “Anno della Fede” ha voluto comunicare efficacemente il linguaggio delle Verità, della Parola, della Meditazione, per aver fatto ritrovare la Fede a quanti l’hanno perduta, infondere più coraggio a quelli che dicono di averla, a quelli che stanno perdendola nel quotidiano, perché “ Il Signore conceda a ciascuno di noi di vivere la bellezza di essere cristiani” ( Lettera Apostolica Porta Fidei 11 ottobre 2011) .
    E con le parole del Beato Giovanni Paolo II° “ Andiamo avanti con speranza ! ”
    Previte
    http://digilander.libero.it/cristianiperservire

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: