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Scuola e imprese: connubio possibile

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stefano-cesettiLa crisi economica continua a schiacciare le imprese e il numero dei giovani disoccupati o mai occupati aumenta ogni giorno di più. Le prospettive lavorative, almeno per i prossimi anni, sono tutt’altro che rosee, ma il mondo della scuola e quello imprenditoriale continuano gli sforzi per cercare di lasciare davanti agli occhi dei ragazzi una mèta futura da raggiungere, anche se la strada da percorrere si allunga rispetto a una decina di anni fa.

La settimana scorsa 1.650 studenti delle scuole superiori del Fermano hanno aderito al “Pmi Day”, un’iniziativa nazionale che a livello locale ha visto la sezione Piccola industria di Confindustria Fermo particolarmente impegnata, tanto da raggiungere un numero di adesioni tra i più alti d’Italia. I giovani hanno trascorso una mattinata in 36 aziende di vari settori industriali, rendendosi conto dei cicli produttivi, dell’organizzazione commerciale e dei ritmi di lavoro degli operai. Anche agli studenti universitari della facoltà di Ingegneria gestionale, viene fornita l’occasione, attraverso l’iniziativa “I mercoledì con l’imprenditore”, di conoscere le storie di aziende e industriali del nostro territorio.

I tentativi di far coincidere sempre più i corsi delle scuole superiori con le figure professionali necessarie al mondo produttivo non sono solamente teorici, ma anche pratici. Enrico Bracalente, amministratore della Bag proprietaria del marchio Nero Giardini, finanzia un corso dell’Istituto Artigianelli “Don Ricci” di Fermo, dove viene formato il tipo di operaio di cui ha maggiore bisogno nella sua azienda. Lanfranco Beleggia, titolare della Brosway, leader nel mercato dei gioielli di fascia ‘commerciale’, ha anche una tenuta agricola e l’ha messa a disposizione del’Istituto Agrario di Montegiorgio, che aveva visto il suo futuro compromesso anche per mancanza di laboratori.

Confindustria Fermo è stata promotrice di una fondazione che ha istituito l’Itis (Istituto superiore), con sedi a Fermo e Civitanova, articolato in corsi tecnici adeguati al mondo imprenditoriale fermano- maceratese. Sabato scorso, a Montappone, è stata presentata la “fabbrica pilota del cappello”, che si aggiunge a quella della calzatura, due tentativi degli istituti professionali e tecnici, insieme agli stage organizzati nelle aziende, per rendere “pratica” la preparazione offerta agli studenti. Ma su questa strada sono incamminati anche gli indirizzi scolastici umanistici, per offrire una formazione magari più a lungo termine, ma pur sempre aderente alle caratteristiche che imprenditori, manager e laureati in genere devono avere per farsi valere nella società attuale sempre più globalizzata.

Così il liceo Classico “A. Caro” di Fermo propone continuamente agli studenti confronti con docenti universitari (l’ultimo una ventina di giorni fa), che dimostrano quanto ci sia bisogno, oltre che di preparazione tecnica, anche di una adeguata formazione umanistica. Il mondo della politica, infine, solitamente più lento (e più lontano) rispetto ai ritmi (e alle esigenze) della vita quotidiana sta sforzandosi di dare il suo contributo. La Provincia di Fermo, ad esempio, oltre a favorire tirocini di laureati e diplomati, e agevolazioni per le aziende che poi decidano di assumerli definitivamente, sostiene con convinzione il progetto “Garanzia giovani”.

I ragazzi vengono “intercettati”, il Centro del lavoro recepisce le loro aspirazioni, consulta le aziende per conoscere le loro esigenze e i bisogni di figure professionali, poi fa incontrare le due “parti”. Spesso e volentieri, il contatto va a buon fine (lavoro) con la soddisfazione di imprese e inoccupati. Insomma, si fa di tutto per affrontare la crisi, certo servono anche impegni di altro tipo, ma va incoraggiato ogni tentativo che cerca non solo di risolvere il dramma della mancanza di lavoro, ma anche di dare ai nostri giovani almeno un motivo valido per sperare nel futuro. •

Stefano Cesetti

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