Home » economia » In aiuto delle famiglie

In aiuto delle famiglie

Stampa l articolo
Nuova decisione adottata a beneficio di famiglie o soggetti in condizione di disagio economico. Oltre a quelle già prese dall’amministrazione comunale, fra cui il bando per nuclei familiari in situazione di fragilità che uscirà subito dopo l’approvazione del bilancio preventivo, sul modello del Social Help per l’orientamento lavorativo il Comitato dei sindaci dell’Ambito Sociale XIX (di cui il Comune di Fermo è capofila) ha approvato la costituzione di un fondo straordinario di interventi per le povertà di 30 mila euro. I destinatari verranno individuati dagli assistenti sociali e dalle associazioni che operano nel settore nel territorio dell’ATS XIX in un tavolo operativo: a beneficiare prioritariamente di questo fondo saranno i cittadini, i domiciliati, e gli apolidi la cui condizione economica può essere definita di povertà, siano essi nuclei e/o singoli che si trovano in una situazione di marginalità e fragilità sociale ed economica (persone di mezza età; separati o divorziati; disoccupati e/o precari; famiglie monoreddito; donne sole con figli; stranieri a basso reddito).
Nella definizione dell’emergenza le priorità verranno individuate fra: morosità (pagamento utenze); emergenza abitativa (sostegno per l’affitto o sfratto), trasporti socio/sanitario e farmaci. Per far fronte o comunque alleviare situazioni di bisogno che emergono dall’intero territorio – ha dichiarato il sindaco di Fermo Paolo Calcinaro, in qualità di presidente del comitato dei Sindaci – si è ritenuto di dover intraprendere questa iniziativa che riguarderà tutti i Comuni dell’Ambito XIX. Un segno di attenzione doveroso e necessario”.
“L’erogazione del fondo attraverso dei “buoni servizio” – ha aggiunto Alessandro Ranieri, coordinatore dell’Ambito XIX – è vincolato a degli impegni mirati che il beneficiario assume allo scopo di poter raggiungere obiettivi individuati e concordati, definiti in un Piano Progettuale che ha la natura di un contratto sociale. In questo modo il titolare del “buono servizio” non è un mero destinatario dell’intervento, ma un attore fondamentale e consapevole. Si tratta comunque di un’azione che viene intrapresa in attesa del Sistema nazionale di Inclusione Attiva (SIA), che ci permetterà di intraprendere un percorso di aiuto e accompagnamento strutturale”. Il Piano progettuale può prevedere: percorsi occasionali di riqualificazione e formazione; inserimento lavorativo; reinserimento sociale; contributi economici vincolati al pagamento di utenze, canone di locazione; servizi di prima necessità. •

About la redazione

Vedi anche

Il quotidiano “Avvenire” racconta la storia di Di Ruscio emigrante fermano ad Oslo

Luigi Di Ruscio partì da Fermo nel 1957 per Oslo, dove restò 54 anni fino …

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: