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Cittadinanza onoraria a mons. Luigi Valentini

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Un orgoglio per Porto San Giorgio, dov’è nato; per il Fermano, dove ha iniziato ad operare; per l’Italia, che è la sua patria; per il Brasile, dove ha passato mezzo secolo di vita.

Giovedì 15 settembre, la sale nobile (salâo nobre), sala enorme – come tutto è enorme in Brasile – del comune di San Paolo ha reso omaggio a mons. Luigi Valentini, missionario impegnato dagli anni ’70 a costruire opere educative e sociali nelle zone più povere e svantaggiate del Brasile: le favelas. Come a San Paolo, appunto.

Dinanzi ad un pubblico numerosissimo e commosso, mons. Valentini ha ricevuto la cittadinanza onoraria della megalopoli. Un riconoscimento che gli ha fatto luccicare gli occhi. Un riconoscimento consegnatogli dal Presidente del Municipio Antonio Donato. Un abbraccio, una stretta di mano, una serie di interventi, per dire che questo missionario italiano, fermano, sangiorgese ha fatto e sta facendo tanto per i bambini e gli adolescenti del Brasile. E, proprio per questo, per quest’amore disinteressato, il comune di San Paolo lo ringrazia e gli conferisce la cittadinanza onoraria, il Titulo de Cidadâo Paulistano. Non una cosa da poco, o formale, ma un riconoscimento pubblico venuto dopo una proposta e un iter burocratico e serie verifiche sul campo, cioè negli asili e nei centri educativi originati dal sacerdote.

La proposta era stata fatta al Municipio dall’assessore comunale (Vereador) Toninho Vespoli che aveva conosciuto e sperimentato l’opera di “padre Gigio”, come i brasiliani chiamano don Luigi.

La motivazione recita: “Per l’alto contenuto educativo e sociale”.

Nel biglietto di invito alla cerimonia campeggiava l’immagine di un adulto che dà la mano ad un bambino, e la scritta “Tudo por Amor”, tutto per amore.

In sala, sotto gli arazzi alle pareti, sedeva una rappresentanza di quei bambini e adolescenti (tutti con la maglia verde e oro, i colori della bandiera brasiliana) strappati alla violenza dei vicoli, alla sporcizia delle fogne, alla droga e ad una vita di soprusi.

Accanto a “padre Gigio”, oltre agli operatori degli asili nido, dei dopo – scuola, dei laboratori artigiani e del centro di aggregazione anziani, c’era anche un altro sacerdote missionario fermano, don Vando Valentini, partito nei primi anni Settanta sulla scia di don Luigi, dopo la laurea a Perugia.

Mons. Valentini, anche grazie all’Associazione Condividere, sostiene oggi opere in cinque città del sud America: quattro in Brasile: a San Paolo, Belo Horizonte, Brasilia e Salvador de Bahia, e una in Argentina, a Buenos Aires.

Di recente è uscito un libro che raccoglie la sua storia, “Il mio bene sei tu”.

Il suo bene è stato il Brasile, il Brasile ha trovato il suo bene in padre Giggio.

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