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La Pastorale della Salute tra passato, presente, futuro

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Il resoconto del Convegno Diocesano in occasione della Giornata del malato 2020.

Il secondo Convegno diocesano organizzato in occasione della XXVIII Giornata mondiale del malato e svoltosi sabato 8 febbraio 2020 all’Audiutorium del Seminario di Fermo, ha segnato un «punto di non ritorno» per la Pastorale della salute della nostra Arcidiocesi.
La meditazione biblica di don Andrea Andreozzi, l’intervento di don Carmine Arice e le conclusioni del nostro Arcivescovo Mons. Rocco, hanno infatti indicato il cammino che la Pastorale della salute è invitata/obbligata a intraprendere nei prossimi anni. L’annuncio del Vangelo di amore e di «ristoro» a coloro che sono «affaticati e oppressi», la pratica di una pastorale più attenta alla prossimità, alla cura, alla consolazione, e più pre-occupata di donare luce e speranza ai tanti nostri fratelli e sorelle segnati dalla malattia e dal dolore, lo stile evangelico e profetico che deve assumere la pastorale della salute, sono infatti le principali indicazioni emerse all’incontro diocesano dell’8 febbraio.
Il Convegno ha dato inoltre anche un’altra indicazione. Ha espresso chiaramente infatti la sensibilità, il coinvolgimento e l’attenzione del «popolo di Dio» verso la sofferenza, la malattia, il tempo di cura, il dolore. Ha rilevato come vi è l’urgenza di dare parole e segni per un’autentica evangelizzazione della sofferenza umana, e di approfondire la natura e la missione della pastorale della salute nella nostra diocesi. La partecipazione di laici, presbiteri e diaconi, dei ministri straordinari della comunione, di volontari di associazioni laiche ed ecclesiali e le diverse figure professionali del mondo socio-sanitario, sembra confermare questo coinvolgimento e questa urgenza.
Credo dunque importante, per meglio comprendere la natura della Pastorale della salute, ripercorre brevemente la sua nascita e descrivere la sua missione, di come cioè tutto ciò viene, in particolare, delineato dai principali documenti della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), e tratteggiare brevemente il passato e il presente della Pastorale della salute nella nostra diocesi, per poi indicare, infine, alcune obiettivi per il prossimo futuro.
Il principale documento della CEI che tratta della Pastorale della salute è stato pubblicato nel 2006 e porta il titolo: «Predicate il Vangelo e curate i malati». La comunità cristiana e la pastorale della salute. Senza dimenticare l’importanza di altri documenti, in questo tuttavia i vescovi italiani insistono con forza nel descrivere la Pastorale della salute come un’azione di evangelizzazione che intende rendere concreta quell’attenzione e quella partecipazione della Chiesa alle «gioie e speranza, tristezze e angosce» che caratterizzano l’effettività della vita di ciascuno di noi. La Chiesa intende, in particolare, offrire la luce e la speranza del Vangelo attraverso il servizio caritatevole a malati e sofferenti. «La cura amorevole della persona e la promozione della salute – si legge nel documento – sono parte integrante della missione della Chiesa e dell’annuncio di una salvezza integrale». Da questa consapevolezza deve dunque nascere, secondo i vescovi italiani, una prassi pastorale che si adoperi «affinché i valori della vita e della salute siano rispettati e orientati verso la salvezza e il momento della malattia e della morte possano ricevere oltre il sostegno della scienza e della solidarietà umana anche quello della grazia del Signore».
Questi pochi passi del testo della CEI indicano chiaramente lo sfondo, la natura, le finalità della pastorale della salute. Tuttavia, occorre anche precisare che quelle indicazioni sono anche il frutto di un importante cammino che la riflessione teologica, ecclesiologica e pastorale hanno compiuto per permettere un maggiore approfondimento dell’azione pastorale nel mondo della salute. Tale percorso può essere descritto brevemente facendo riferimento ai diversi «nomi» con i quali la CEI ha indicato il servizio pastorale della salute. Negli anni ’80, infatti, tale servizio veniva chiamato «pastorale della sanità» e tale nome portava con sé un’attenzione particolare al rapporto di «sostegno, supplenza e profezia» tra la Chiesa e i vari sistemi sanitari. Negli anni ’90, il servizio di pastorale ai malati viene invece denominato dai vescovi italiani come «pastorale sanitaria». In questo periodo, l’attenzione pastorale si concentra, in particolare, sul ruolo e la missione dei cappellani negli ospedali. A partire dal duemila, i vescovi italiani utilizzano una nuova espressione per indicare il servizio al mondo sanitario: «pastorale della salute», e invitano tutte le diocesi a dar vita ad un ufficio diocesano di pastorale della salute. Prende forma in tal modo una nuova «forma di Chiesa» e una pastorale che, oltre a mantenere vivo il dialogo con i sistemi sanitari (ora diventati ASL) e l’attenzione rivolta ai cappellani, si preoccupa di coinvolgere e sensibilizzare tutta la comunità cristiana verso il mondo della sofferenza e della malattia, e verso la cura integrale della persona umana.
Nella nostra Diocesi, l’Ufficio diocesano di Pastorale della salute è nato verso la fine degli anni ’90. Primo direttore è stato mons. Gabriele Miola. Tra le molte attività proposta da mons. Miola, vanno soprattutto ricordati gli incontri annuali, svolti dal 2005 al 2012, rivolti ai ministri della comunione, e che hanno visto la partecipazione di relatori come Mons. Carlo Molari e il prof. Roberto Mancini, don Vinicio Albanesi, don Andrea Andreozzi, don Giordano Trapasso.
Dal 2013 al 2017, direttore dell’Ufficio diocesano di Pastorale della salute è stato don Pompeo Santese, per molti anni cappellano dell’Ospedale Civile A. Murri di Fermo.
La sua esperienza pastorale da cappellano ha condotto don Pompeo a coniugare il servizio della pastorale della salute con i problemi e la complessità del mondo sanitario. Inoltre, ha contribuito notevolmente a dare forma alle celebrazioni della Giornata Mondiale per il malato che si sono svolte in Cattedrale.
Dal 2018, l’Ufficio diocesano di Pastorale della salute vive una nuova fase di cambiamento. Oltre alla nomina di un nuovo direttore, è stato anche «ampliato l’ambito di azione e attenzione pastorale». Viste infatti le molteplici trasformazioni in atto in campo sanitario e le importanti questioni bioetiche che emergono dalla scienza e dalla società, l’ufficio diocesano oggi viene denominato come «Ufficio diocesano per la Pastorale della salute, vita e bioetica».
In questi primi anni, l’obiettivo principale è stato quello di «osservare» il territorio diocesano e i molteplici servizi che i cappellani, i parroci, le parrocchie, le associazioni e gli istituti svolgono a favore dei nostri fratelli e sorelli malati, e di «ri-ordinare» alcune iniziative, cercando, in particolare, di raccordare le proposte di don Gabriele e di don Pompeo, cioè gli incontri annuali per i ministri della comunione, l’attenzione alla giornata mondiale per il malato, il supporto e il servizio ai cappellani. In questo senso, la costituzione dell’équipe diocesana di pastorale della salute, il Convegno diocesano del 2019 e quello dell’8 febbraio 2020, la promozione della Giornata Mondiale per il malato da celebrare nelle parrocchie, gli incontri annuali tra l’Arcivescovo e i cappellani, gli incontri formativi rivolti ai ministri della comunione, sono il risultato di questo primo periodo di «osservazione e ri-ordino».
A ciò si aggiungano anche gli incontri formativi sull’accompagnamento pastorale nel tempo del lutto, sull’ascolto empatico e sulla relazione di cura.
Nei prossimi anni, l’Ufficio diocesano di Pastorale della salute, vita e bioetica, si prefigge di continuare sulla linea fino ad adesso percorsa e di raggiungere alcuni ulteriori obiettivi:
1) Composizione e organizzazione dei referenti e dell’équipe di pastorale della salute per ogni Vicaria.
2) Percorso formativo annuale sulla Pastorale della cura e della salute, in collaborazione con l’Istituto Teologico Marchigiano e la Scuola Diocesana di Formazione Teologica;
3) Costituzione della Consulta diocesana di Pastorale della Salute, con la partecipazione delle associazioni socio-assistenziale e caritative presenti in Diocesi
4) Percorso formativi per ministri della comunione e ministri della consolazione, da svolgersi ogni anno, in ogni Vicaria, come già accaduto quest’anno nella Vicaria di Civitanova Marche, e coordinati dal Vicario Foraneo e dal sacerdote referente per la pastorale della salute.
Tutto ciò affinché l’annuncio del Vangelo possa realmente e concretamente trasformarsi in segni di speranza e sorgente di consolazione. •

Sebastiano Serafini

pastoralesalute@fermodiocesi.it

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