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Civitanova InformaDonna

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Lo Sportello InformaDonna del Comune di Civitanova Marche è stato inaugurato il 1° luglio 2010, grazie ad una convenzione che lega il Comune di Civitanova all’ Associazione “Praxis” di Macerata, nella persona del Presidente, dott. Paolo Scapellato, psicologo e psicoterapeuta, la quale mette a disposizione una psicologa e psicoterapeuta, dott.ssa Valeria Grassetti, che offre gratuitamente la consulenza alle utenze, mentre l’assistenza legale è offerta, sempre a titolo gratuito, dall’avv. Eleonora Tizzi del Foro di Macerata. Ci troviamo nei locali del Comune di Civitanova Marche il lunedì dalle ore 10.00 alle ore 12.00 ed il giovedì dalle ore 15.30 alle ore 17.30.; tel. 0733.817155; email: informadonna@comune.civitanova.mc.it
Lo Sportello InformaDonna è, per normativa regionale, un luogo di incontro, accoglienza, informazione, consulenza e orientamento in particolare su: formazione, lavoro ed imprenditoria femminile. Inoltre, fornisce informazioni su conciliazione dei tempi di lavoro e di vita, diritti, servizi, salute, famiglia, legislazione, cultura e tempo libero. Lo Sportello InformaDonna, attento ai bisogni del mondo femminile, vuole accogliere e indirizzare l’utenza verso i servizi del territorio, aiutando a scegliere il percorso più rispondente alle esigenze e ai bisogni di ciascuno, eroga informazioni ed attiva percorsi di autonomia concordati con l’utente stesso.
Quasi la totalità delle donne che arriva allo Sportello in cerca di consulenza, in realtà nasconde la necessità di affrontare un ben più gravoso problema: quello della violenza domestica. Tale termine non indica tanto il luogo dove avviene la vessazione ma si riferisce al tipo di “relazione” fra responsabile e vittima. Il legame é contrassegnato dalla presenza di marcati, continui e preoccupanti tratti di potere, uso e controllo dell’altro. Le donne che si rivolgono allo Sportello rivelano una profonda sofferenza legata non solo a maltrattamenti fisici ma anche ad una grave violenza psicologica, economica e sessuale. Dai racconti delle donne emerge un marito, un convivente, un fidanzato o un ex partner che compie il maltrattamento seguendo un ciclo a spirale: da un progressivo peggioramento degli atteggiamenti, il responsabile dei maltrattamenti arriva all’esplosione della violenza fatta di percosse, umiliazioni, minacce, ricatti, aggressioni verbali, pretese di rapporti sessuali, tradimenti, per poi entrare in una fase di apparente calma, denominata “luna di miele”, in cui chiede perdono, corteggia, compra regali, promette di cambiare o giura di essere cambiato, poiché sente il bisogno di ristabilire quella relazione perversa che gli dà potere e che egli riattiva, assumendo di nuovo comportamenti brutali.
Il fenomeno della violenza domestica coinvolge carnefici e vittime che si possono trovare in tutti gli strati sociali, indipendentemente dal grado di educazione, reddito, status, cultura, religione, origine ed età. Le vittime impiegano molto tempo prima di prendere consapevolezza della drammatica situazione in cui sono coinvolte e quando si rivolgono allo Sportello InformaDonna si trovano in un serio stato di prostrazione psicologica: manifestano distacco emotivo, scarsa autostima, mancanza di sicurezza e autonomia, grande paura e senso di impotenza, di confusione, di colpa, di vergogna, di solitudine, sembrano aver perso il “punto di vista” su se stesse e sul mondo che le circonda ed assunto, come assoluto e veritiero, il pensiero del maltrattante.
Lo Sportello InformaDonna ha una valenza umana, medica, psicologica, giuridica e sociale per prevenire e contrastare anche il doloroso fenomeno della violenza domestica. E’ uno spazio in cui le figure professionali presenti, quali l’avvocato e la psicologa-psicoterapeuta, accolgono la sofferenza espressa dalle donne, offrendo loro un ascolto attivo ed empatico in un ambiente sicuro e protetto in cui vige l’anonimato e dove le vittime non vengono giudicate, ma credute, rassicurate ed aiutate. Questo Servizio garantisce inoltre il sostegno ai figli delle relazioni violente in quanto anch’essi spesso subiscono direttamente i maltrattamenti o sono vittime della “violenza assistita”.
Uscire da storie di violenza comporta un percorso difficile, che implica sofferenza e richiede del tempo, ma la scelta della donna di rivolgersi allo Sportello esprime l’esistenza di una motivazione, primo passo necessario per la riuscita di un percorso di riappropriazione della propria persona e della propria vita. •
Eleonora

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