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I piccoli gesti che cambiano il mondo

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Montegranaro: l’iniziativa delle “Scatole di Natale” in dono alle persone in difficoltà ha riscosso tanto successo.

Ma quante volte abbiamo riempito dei contenitori di oggetti, trovati spesso all’ultimo momento, che abbiamo consegnato a qualcun altro di più o meno importante per noi, nella speranza di non deludere, di non fare brutta figura?
Soprattutto in confronto all’oggetto che ci aspettiamo di ricevere in cambio, pensato per noi con la stessa logica. Insomma, scambiarsi regali è più un passaggio di consegne, una dichiarazione di intenti… “più spendo per te e più cerco di farti capire che a te ci tengo”. Non posso negare di aver letto una profonda verità nelle parole di papa Francesco quando ha detto che “Il consumismo ci ha sequestrato il Natale” … perché sono parole che ci riguardano tutti.
Nessuno lo fa per cattiveria, ne sono certa, ma tutti siamo stati colpiti almeno una volta dal “pensiero facile” di acquistare e regalare qualcosa così, per dovere, perché “sta bene”. Quest’anno però è tutto diverso. Niente di quello che stiamo vivendo è rapportabile al passato, niente si può ripetere per inerzia, tanto per fare…e ciò vale anche per i regali.
Il progetto delle “Scatole di Natale” ci aiuta proprio in questo senso: riempire i nostri doni di qualcosa che non soddisfi un bisogno fittizio di affetto momentaneo, bensì che aiuti a far nascere nelle persone che ora ne hanno davvero bisogno un sorriso spontaneo, sincero e la possibilità di passare un momento di serenità nel bel mezzo di questo periodo tempestoso, sotto tanti punti di vista.
Un oggetto caldo, un prodotto per la cura della persona, un biglietto gentile, un passatempo e un qualcosa di goloso sono i pochi, semplici ingredienti per un regalo all’insegna della solidarietà. Privarci di cose che molti di noi hanno in abbondanza per donarle a chi ne ha più bisogno. E non mi riferisco solo agli indumenti e ai prodotti.
Ci avanzano anche molte parole. Quelle parole che spesso usiamo per cercare di spiegare ciò che non comprendiamo, ora ci viene data l’opportunità di regalarle per trasmettere gentilezza, vicinanza, gioia, empatia. Ecco qual è il dono più grande che possiamo far passare attraverso queste scatole: l’empatia: avvicinare le nostre anime quando i nostri corpi non possono essere fisicamente vicini. Farci compagni di viaggio di tutti, anche dei destinatari ignoti di questi regali che indistintamente e automaticamente diventano, anzi sono, fratelli.
Quest’anno non si tratta di “fare” o “provare” solidarietà, si tratta di calarci dentro, “vivere” la solidarietà che non riguarda più solo una categoria ristretta di persone, bensì si rivolge a tutti: al tuo vicino, un tuo amico, l’uomo che incontri per strada e nonostante tutto cerca di sorridere. La solidarietà quest’anno si vive da protagonisti, si fa piccola piccola, delle dimensioni di una scatola di scarpe che si riempie di speranza per il futuro e per un mondo che possa tenere a mente quanta semplicità è racchiusa in un gesto che, se ripetuto tante volte e da tante persone, può cambiare il mondo. •

Giulia Lucentini

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