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La Parola chiave del 2020 nelle richerche su Google: perchè?

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Per quanto efficace e sofisticata l’intelligenza artificiale non può esaudire tutte le domande esistenziali.

Perché il sangue di San Gennaro non si è sciolto?
Perché è morto Gigi Proietti?
Perché è morto Ennio Morricone?
Perché è morto Enzo Bosso?
Perché è morto Paolo Rossi?
Perché è morto Maradona?
Perché è morto Kobe Bryant?
Perché gli incendi in Australia?
Perché il virus si chiama covid19?
Perché si ammalano di più gli anziani?
Perché la morte di George Floyd?
Perché le scope stanno in piedi?
Perché i colori per dividere le regioni in Italia?
Perché il virus è partito dalla Whuan?
Perché papa Benedetto è andato in Germania?
Perché tutti questi morti per il virus?
E perché Dio rimane in silenzio?
Queste domande e molte altre sono state tra le più digitalizzate su Google Chrome negli ultimi mesi. Infatti dopo aver annunciato che non ci sarebbe stato quest’anno alcun YouTube Remind, il Big G, rispettando invece quella che per curiosi e addetti ai lavori è diventata nel tempo una sorta di tradizione di fine anno, da Mountain View rivela quali sono state le parole più cercate su Google del 2020. Quello che sta per finire è stato un anno che «ha messo alla prova chiunque in qualsiasi parte del mondo», sottolinea il video a cui è stato affidato il compito di raccontare il 2020 degli utenti: Year in Search racconta in maniera piuttosto emotiva, sfruttando alcune immagini metaforiche di quanto successo negli ultimi dodici mesi, i trend di ricerca su Google nel 2020.
Ed è proprio per questo forse che, più che in passato, è stato messo in azione il «più umano» tra i tratti umani: il desiderio di chiedere perché. Una delle keywords del nostro 2020 è “Why” (perché). Anche senza volerlo ci siamo chiesti più di una volta nel corso di quest’anno la causa proprio di tutto questo.
Il fatto però che sia stato cercato su Google il perché di tutto ciò che il mondo ha vissuto negli ultimi mesi ci deve interpellare mentre ci affrettiamo a celebrare il Natale.
Innanzitutto perché quelle ricerche compulsive fatte dietro lo schermo di un computer o uno smartphone rivelano una verità di fondo: l’uomo è abitato da sempre ospita in sé una domanda di senso che non può ignorare né nascondere.
Sarebbe curioso sapere da parte di Google l’età media dei ricercatori ma questo ci interessa relativamente poco.
Il punto è che in balia agli eventi che hanno segnato il nostro quotidiano nel corso degli ultimi mesi molti hanno intrapreso la loro ricerca fidandosi di un motore di ricerca. Un approccio legittimo ma forse incompleto perché per quanto efficace e sofisticata l’intelligenza artificiale non può esaudire tutte le domande esistenziali. Già San Agostino grande ricercatore di verità annotava : “ Ci hai fatti per Te e inquieto è il nostro cuore finché non riposa in Te”. Dunque alle soglie del Natale in un anno segnato proprio da dubbi, incertezze e buio, orientiamoci verso Colui che rivela all’uomo la verità di sé stesso. Lo facciamo anche perché Natale nasce in un contesto notturno.
È nel buio delle nostre notti che l’annuncio dell’angelo ai pastori acquisisce tutto il suo senso: “ non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore”. ( Lc 1, ) Questo sarà sicuramente un Natale diverso dagli altri come è giusto che sia perché gli anni non sono mai uguali anche se i giorni sono sempre quelli. Sarà un Natale all’insegna dell’essenziale e dell’autenticità che sono le grandi lezioni che impariamo dalla sofferenza.
Molte persone certamente soffriranno per la mancanza di chi non c’è più, per le difficoltà economiche, per i parenti e gli amici che non potranno raggiungerli a causa delle restrizioni imposte per la salvaguardia della salute di tutti. Molte persone non proveranno nessuna gioia perché non vedono nessuna nascita e non intuiscono nessuna speranza.
Il vero problema è che nessuna nostra parola può aiutare queste persone che hanno tutto il diritto di star male nella loro notte. Perché prima di avere il dovere di essere forti si ha il diritto di essere fragili.
Eppure la fede ci dice che Gesù nasce in una notte. Dio entra nella storia proprio nel buio e nell’incertezza totale. Maria e Giuseppe in quella notte non avevano tutte le comodità del momento pur sapendo che il bambino che doveva nascere era Figlio dell’Altissimo.
Si sono arrangiati. Hanno accolto il loro primogenito con ciò che c’era.
Quindi se Gesù è venuto, lo ha fatto innanzitutto per coloro che non trovano nemmeno più parole per dire il loro dolore, la loro delusione e la paura. Gesù si è nascosto nella loro notte affinché al fondo di quel buio non ci fosse più un vuoto, ma Qualcuno. E allora perché non lo sentono?
Semplicemente perché certe volte il dolore ci annebbia la vista e non ci fa vedere il quadro intero. La paura ci toglie il realismo vero delle cose e ci fa sentire solo ciò che si vede.
Il Natale ha ancora senso per tutti coloro che avranno il coraggio di silenziare le voci di paure e di angoscia per fare nascere in loro il dubbio che forse c’è speranza. Buon Natale a chiunque avrà la pazienza di accogliere Gesù nella propria vita con ciò che c’è e chi ci sta.
Buon Natale a chi prenderà sul serio le proprie domande e cercherà in Gesù quelle risposte che nessun uomo saprà dare. Buon Natale a chi pur vivendo nel dubbio si mette in ricerca! •

Don Lambert Ayissi Ongolo

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