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“The Father”. Nella mente di un malato

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Di film sulla demenza senile ne sono usciti diversi, ma non molti sono in grado di far entrare lo spettatore nella mente di una persona affetta da questa particolare malattia. In questo è stato capace “The Father”, adattamento cinematografico della pièce teatrale di Florian Zeller, regista della pellicola.
Per tutto il film, lo svolgersi della storia viene narrata dal punto di vista di Anthony, il malato della situazione. Per quanto sua figlia Anne lo ricopra di attenzioni e faccia di tutto per trovargli una badante che lo assista, Anthony non sopporta di essere trattato come un malato. Tuttavia, l’uomo dovrà iniziare ad accettare la malattia quando la sua mente non è più capace di capire cosa sia successo realmente o meno nella sua vita, arrivando a trattare i suoi cari come dei perfetti estranei.
La sensazione di star guardando una pièce teatrale in formato cinematografico è pressoché lampante: i ritmi sono lenti, in modo da poter percepire passo dopo passo la parabola discendente di Anthony. Sebbene si sappia sin dall’inizio che per l’uomo non c’è alcuna possibilità di guarire, ogni manifestazione dei suoi sintomi sono tanto sconvolgenti quanto verosimili.
Nessuna scena è ambientata in un luogo aperto, ma tutta la vicenda avviene nelle stanze chiuse, quasi a riportare quell’aria di piccoli set montati sul palcoscenico di un teatro.
La regia non è frenetica, ma offre vari primi piani sui due personaggi principali che sono Anthony e sua figlia Anne. Anche se il proprio interlocutore rimane fuori campo, la regia rimane concentrata sui loro volti. I due interpreti, rispettivamente Anthony Hopkins e Olivia Colman, troneggiano all’interno dell’inquadratura con il loro modo di recitare magnetico e naturale, in perfetta linea con i loro personaggi.
Tutto il messaggio comunicato dalla pellicola può essere riassunto nel dettaglio dell’orologio. Anthony tende a perdere spesso il suo orologio da polso, dal quale è costantemente ossessionato. E se lui lo stesse dimenticando apposta? E se lui volesse nascondere a sé stesso il tempo della sua vita che sta passando, quindi avvicinandosi sempre di più alla morte? “The Father” non offre risposta a nessuna di queste domande, ma il sottotitolo dato per la distribuzione italiana offre un importante consiglio: “Nulla è come sembra”. •

Arianna Fioretti

Scheda film:

Titolo: The Father – Nulla è come sembra
Paese di produzione: Francia, Regno Unito
Anno: 2020
Durata: 97 minuti ca.
Genere: Drammatico
Regista: Florian Ziller
Target: Tutti

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