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I bambini, vicini ma lontani

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Amandola: le maestre del nido a fianco dei genitori.

“Ciao bimbi… oggi cantiamo una canzone!”. Noi educatrici dell’asilo nido “Bimbi a bordo” di Amandola, abbiamo iniziato questa quarantena con questa frase. Abbiamo mandato alle mamme un video in cui cantavamo una canzone che eravamo solite con i bimbi fare all’asilo, un modo per essere con loro anche se siamo lontani.
Quando abbiamo mandato il video, pensavamo però che la quarantena durasse poco e che presto saremmo tornate alla vita di sempre, ma non è stato così. Ed, ora… come stanno vivendo e che cosa fanno oggi i bambini a casa, dopo tutto questo tempo? C’è chi diventa un piccolo Giovanni Muciaccia, chi un piccolo scienziato pazzo e sperimenta insieme ai genitori, chi un canterino e chi un piccolo ballerino. Mamma e papà, in questo momento, hanno la possibilità di recuperare il “tempo perso”. Il lavoro e la vita frenetica di tutti i giorni, portano talvolta i genitori a “perdersi” per strada alcuni momenti con i loro figli.
Questo momento, in cui siamo tutti fermi, mamma e papà hanno la possibilità di riscoprire e fare attività insieme ai loro figli. Alcuni genitori hanno dato dimostrazione di divertirsi con loro e dare sfogo alla creatività, lavorando insieme ai loro figli al cartellone che è diventato lo slogan di questo periodo: l’arcobaleno #ANDRÁTUTTOBENE.
Noi come educatrici non li abbiamo lasciati soli, così come anche le maestre della scuola dell’Infanzia di Amandola e ci siamo fatte sentire con tutti i mezzi possibili. Abbiamo dato ai genitori alcune idee, per rendere le giornate di questa quarantena meno noiose e monotone, anche se i bimbi erano presi dalla novità dello stare tutti a casa.
Pasta di sale da modellare e poi farne tante diverse forme, lavoretto per la festa del papà, sabbia colorata così da sentire l’avvicinarsi dell’estate. Poi, non poteva mancare l’esercizio fisico ad accompagnare le giornate di bimbi e genitori: capovolte, salti, percorsi fatti di cerchi, palline ed ostacoli.
Come si sentono però davvero in questo periodo i bambini? Parlando con un papà di una bambina di 2 anni, ho chiesto a lui come andasse e lui mi ha risposto che la bimba era felicissima perché aveva mamma e papà tutti per lei. Altri bambini vogliono tornare a scuola perché sentono la mancanza delle maestre e dei compagni e vogliono vederli con video o foto sul telefono. Sapere come davvero stanno vivendo la situazione i bambini è un po’ difficile, ma credo che anche noi adulti non sapremmo dare un nome a quello che proviamo in questo momento. I bambini, a differenza nostra, non leggono i giornali, non vedono il telegiornale e non vengono bombardati da informazioni tragiche e tristi che ci arrivano ogni giorno. I bambini scandiscono le loro giornate guardando i cartoni che al massimo li fanno ridere e divertire e guardando libri che al massimo emettono suoni o fanno conoscere loro animali, personaggi e fiabe.
Ormai sono quattro settimane che viviamo questa quarantena e che non vediamo e abbracciamo i “nostri” bambini e ci mancano tantissimo.
I bambini per una maestra sono un po’ come i figli per una mamma, li conosci, li capisci con uno sguardo, senti che si fidano di te e che ti vogliono bene. Non vederli, abbracciarli, coccolarli è difficile, ma in questa società moderna non ci mancano i mezzi per farci sentire da loro e loro da noi. Mandiamo video di saluti, dove mandiamo loro i baci e loro ci rispondono con altrettanti video.
Mandiamo audio in cui cantiamo per farli cantare con noi anche se lontani ed infine loro mandano a noi foto in cui ci mostrano disegni, lavoretti o semplicemente sorrisi. Così ci sentiamo vicini e presenti anche se lontani, è un momento duro e difficile, che speriamo possa passare in fretta. Noi vogliamo tornare a colorare, correre, cantare, ballare, giocare con loro e siamo sicuri che #ANDRÁTUTTOBENE perché DEVEANDARETUTTOBENE. •

Tania Girolami

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