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Con tante novità

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L’esperienza del GREST2020 a Porto Sant’Elpidio.

Quest’anno organizzare l’oratorio estivo sembrava fosse solo una pia illusione o un ricordo del passato, a causa delle troppe restrizioni e complicazioni, dovute alle normative di anti contagio covid. Sotto la spinta di innumerevoli richieste di famiglie che, tornando al lavoro, non volevano lasciare soli a casa i propri figli, Sacerdoti ed Educatori delle Parrocchie di Porto Sant’Elpidio, con l’appoggio dell’Amministrazione Comunale e delle associazioni di quartiere, hanno deciso di riaprire l’oratorio estivo interparrocchiale adeguandosi, naturalmente, a tutte le normative imposte dalle autorità competenti.
Questa nuova modalità di servizio ha complicato, almeno all’inizio, l’avvio delle iscrizioni e delle programmazioni, rendendo necessaria la suddivisione in gruppi, ma ha portato anche dei vantaggi, in termini di rete tra i responsabili delle quattro parrocchie e di una migliore relazione dei membri di ogni singolo gruppo tra di loro e con gli animatori responsabili.
I gruppi di ragazzi, infatti, non potevano superare la decina di unità e, per ogni gruppo, doveva essere presente un maggiorenne responsabile. Stando così il protocollo, abbiamo dovuto coinvolgere nell’oratorio molti più adulti rispetto agli anni passati. Questa necessità ha reso consapevoli le persone dello sforzo che le parrocchie stavano compiendo e ha portato a trovare delle disponibilità. I volontari delle quattro parrocchie, che si sono messi all’opera su vari livelli d’impegno, sono stati molti e si sono distribuiti nelle diverse sedi degli oratori. Questo ha permesso la collaborazione di diverse fasce di età ed ha contribuito a creare un clima di famiglia, dove ogni generazione ha il suo posto e il suo ruolo.
L’impossibilità di usare i bus scolastici ci ha costretti a dividere i ragazzi per macro-gruppi di residenza, corrispondenti alle parrocchie, così da permettere loro di raggiungere i luoghi di incontro a piedi. Si è scoperta, in tal modo, la dimensione della territorialità, dentro un orizzonte cittadino. In totale, nelle tre aree di aggregazione, si sono sviluppati 24 gruppi, per ognuno dei quali si è scelto un nome di un santo. I patroni protettori non sono stati tra i più noti. La maggior parte erano sconosciuti ai più: Valabonzo, Milziade, Beda, Eliconide, Metrofane, Eustachio, Policarpo, Vneceslao, Cromazio, Esperandia, Prosdocimo…
La misurazione della febbre all’ingresso, l’uso della mascherina nei locali chiusi, il distanziamento tra i piccoli gruppi sono diventate buone abitudini che non ci hanno impedito di vivere un’esperienza di gioia, amicizia e fratellanza coinvolgente ed intensa. Al mattino alle 8.30, raduni nelle chiese parrocchiali con danze e preghiera. Poi in partenza per le varie sedi dei singoli gruppi, con giochi, gavettoni e bagno al mare. Rientro alle 12.30 per andare a casa a pranzo. Alle 15.00 riapertura delle attività fino alle 18.30 per il rientro a casa.
Tutto questo ci ha mostrato che, nonostante le difficoltà del momento, si può continuare ad avere una vita di relazione intensa senza la quale non possiamo vivere.
Benedetto sia il Signore che ci ha permesso di vivere questa esperienza anche in questa fase di emergenza. •

Don Matteo Sardellini

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