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“Bombay Rose”. Bollywood diventa animato

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“Il fiume Rewa dimora nei miei occhi” ripete la canzone principale di “Bombay Rose”. Un fiume che sfocerà nel mare, laddove i sogni non hanno barriere.
Quando si pensa all’animazione, il primo nome che viene in mente è Disney. Eppure, questo particolare linguaggio non ha preso vita solo nella casa di Topolino, ma anche in tante altre realtà provenienti da tutto il mondo.
Si può dire che proprio in risposta alla Disney, la società statunitense Netflix si impegna a distribuire prodotti animati diversi, dai contenuti più adulti e dalla tecnica particolare, in modo da far conoscere queste “altre realtà”. “Bombay Rose” è uno degli ultimi acquisti di Netflix appartenenti a questa categoria.
La classica storia di un amore impossibile prende vita a Bombay, l’odierna Mumbai. I due amanti Kamala e Salim sono ostacolati da diversità culturali, oltre che religiose. Diversità irrilevanti, se non inesistenti nel mondo della fantasia, dove possono coronare il loro sogno d’amore e dove la religione diventa un ulteriore segno della loro unione. Lei, indù, diventa come il cavallo alato Baruq che accompagna i profeti in paradiso; lui, musulmano, diventa un arciere come il dio dell’amore Kama.
Lo sviluppo della storia è rappresentato dalla stessa Bombay che, se da un lato è caratterizzata da due religioni inconciliabili e dallo sfruttamento minorile, dall’altro risplende della luce di Bollywood. Il centro del cinema indiano ha una funzione salvifica per i personaggi, annullando qualsiasi problema e conflitto della vita quotidiana. In molte scene dai risvolti poco felici interviene la musica accompagnata spesso da alcune scene di ballo, caratteristica propria del cinema di Bollywood.
Ma si parli del primo elemento che salta all’occhio vedendo questa pellicola. Lo stile grafico e le animazioni presentano dei tratti peculiari se non unici. Allo stesso modo, i colori rendono la natura ambivalente di Bombay. Colori caldi, soprattutto il rosso mattone e il marrone, decorano le strade e gli edifici della città, mentre nelle fantasie di Kamala e Salim i colori sono più accesi e sgargianti, con un trionfo di verde. Sono presenti poi alcune sequenze in bianco e nero, esclusive del personaggio di Miss D’Souza, ex diva del cinema, resuscitando quella Golden Age ormai lontana della settima arte.
“Bombay Rose” è la dichiarazione d’amore della regista Gitanjali Rao alla sua città e al cinema e, nonostante la narrazione non sia sempre ottimamente gestita, non si può che rimanere incantati di fronte a questo dipinto animato. Una storia d’amore in un luogo lontano, idilliaco e profondo. •

Arianna Fioretti

Scheda film

Titolo: Bombay Rose
Paese di produzione: India
Anno: 2019
Durata: 97 minuti ca.
Genere: Drammatico
Regista: Gitanjali Rao
Target: Tutti

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